Oristanio ritrova Casadei: dall'Inter al Torino, a caccia della definitiva maturazione
Gaetano Oristanio e Cesare Casadei sono pronti a ritrovarsi, questa volta al Torino. Lunedì sarà il giorno delle visite mediche per il nuovo innesto granata, primo passo prima dell'inizio della sua nuova avventura, dove ritroverà il centrocampista con cui ha condiviso una parte importante del percorso di crescita all'Inter e nelle nazionali giovanili. Due destini che accomunano diversi talenti italiani della loro generazione.
Entrambi vengono dalla provincia: Oristanio dalla provincia di Salerno, Casadei dalla Romagna. Ed entrambi si sono trovati nella grande Milano, a giocare per l'Inter. Nonostante l'anno di differenza – il primo è del 2002, l'altro del 2003, ma tra loro ci sono appena 110 giorni – hanno condiviso per un tratto il percorso verso il calcio dei grandi. Il tricolore del 2019 con l'Under 17, poi la Primavera, sotto la gestione di Armando Madonna. Era la stagione 2020-2021: Oristanio segnava 5 reti in 24 presenze, Casadei sfiorava la doppia cifra con 9 gol in 27 gettoni.
Poi la separazione, con Oristanio a fare da apripista, in una sorta di Erasmus calcistico. Ad accoglierlo il Volendam, in Olanda, dove resta per due stagioni. "Ci sono giovani bravi che sono andati all’estero: mi chiedo perché Sampdoria e Fiorentina, tanto per fare un esempio, non abbiano preso Gnonto, che adesso è titolare in Premier (al Leeds, ndr). Anche Oristanio è bravissimo, ma è finito al Volendam, in Olanda", diceva l'allora ct azzurro Roberto Mancini nel marzo 2023, che aveva già avuto modo di vederlo da vicino durante uno stage parallelo al Mondiale del Qatar.
«Casadei mi aveva impressionato durante gli stage a Coverciano: ha avuto la fortuna di andare in Inghilterra e giocare in una squadra, il Reading, di Championship, un campionato durissimo, quasi come la Premier», diceva sempre il 'Mancio', questa volta riferendosi al centrocampista ravennate, che nell'estate del 2022, dopo lo scudetto Primavera conquistato con Chivu in panchina, viene ceduto dall'Inter al Chelsea. La già citata esperienza in prestito al Reading, poi il Leicester, fino al ritorno a Cobham prima dell'approdo a Torino nel gennaio 2025.
“Qualsiasi tipo di esperienza mi ha aiutato a essere il giocatore e la persona che sono oggi. Per me è stata molto importante: ho passato due anni con molti alti e bassi, ma mi hanno aiutato tanto a crescere, sia come persona sia come giocatore”, raccontava il granata. Un percorso simile a quello vissuto da Oristanio: "Andare all'estero apre molte strade e fa crescere a livello umano e sportivo", diceva dopo il biennio olandese. Poi Cagliari, quindi l'acquisto a titolo definitivo da parte del Venezia, dove ha mostrato i primi sprazzi del suo talento con maggiore continuità. A Parma, sotto la gestione Cuesta, non è riuscito a confermarsi: nemmeno 1000 minuti in stagione, un solo gol e zero assist. Un'annata sprecata per un talento che ancora cerca una collocazione e la definitiva consacrazione. Ora il Torino è pronto a puntare su di lui: lunedì sosterrà le visite mediche, primo passo della sua nuova avventura in granata.Lo stesso vale per Cesare Casadei che, nella prima stagione trascorsa interamente a Torino, ha alternato una prima parte di campionato con un minutaggio risicato a un 2026 contraddistinto da sei reti. L'ultima nel derby: quella del momentaneo 2-1, prima del tap-in di Adams sulla sua conclusione. “Si chiude un’annata complicata sia a livello personale che collettivo, ma che mi ha fatto crescere tanto”, ha scritto il classe 2003 su Instagram.
Per i due ex nerazzurri sarà l'occasione per ricominciare insieme, dopo aver condiviso 28 partite tra Inter e nazionali giovanili. La vera sfida, però, sarà trovare una collocazione tattica definitiva e, soprattutto, il feeling con il nuovo tecnico. Nella scorsa stagione sia Baroni sia D'Aversa ne hanno sottolineato le qualità. "Il talento da solo non basta: serve anche l’abnegazione", lo richiamava D'Aversa.Ora, dopo un lungo giro tra Inter, estero e qualche equivoco al ritorno in Italia, i loro percorsi sono pronti a incrociarsi di nuovo. Il talento li ha portati fino a qui, ma la nuova avventura in granata rappresenta probabilmente il banco di prova più importante della loro carriera.
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