Pedersen: "A Torino ho lavorato tanto, ora raccolgo i frutti"
"Ora iniziano le partite a eliminazione, tutto è possibile. Crediamo di poter fare grandi cose: è questo il nostro spirito". Marcus Pedersen si sta mettendo in mostra ai Mondiali e sta portando avanti anche lo stemma del Torino nella competizione iridata, la più attesa e prestigiosa in cui ha trovato contro il Senegal non solo l'esordio ma anche il gol. Per il numero 16 granata, intervistato da Corriere della Sera e La Repubblica, ora si alza l'asticella con la sfida a eliminazione diretta contro la Costa d'Avorio: "Vincere il Mondiale è un sogno. Ma dato che siamo qui, tutto è possibile. E' questa la cosa bella della Coppa del Mondo". La sfida sarà con l'avversario diretto in fascia, Yan Diomande: "E' veloce, forte, un giocatore di qualità. Dovremo prepararci bene ed essere pronti mentalmente. Per fortuna anch'io sono veloce e quindi posso contrastarlo. Sarà una partita molto fisica e tecnica, sarà una grande gara". Ad aspettarlo al rientro a casa, il più tardi possibile, ci sarà il Torino su cui si è soffermato.
Pedersen sul Toro: "Ho lavorato tanto e alla fine ho raccolto i frutti"
"Andare all'estero, trasferirsi in Italia, adattarsi a una cultura diversa: per me è stato complicato. Però adesso sento di aver fatto grandi passi avanti" ha affermato Pedersen, riflettendo sui primi tempi in granata e sulle prime stagioni in Serie A. "In Serie A ho imparato tanto, ci sono giocatori di livello internazionale: in tre anni ho imparato tanto sulla fase difensiva" ha proseguito. Il salto di qualità è arrivato nell'annata 2025-2026 con il Torino: "Se è la mia miglior stagione della mia carriera? Sì, direi di sì, specie nella seconda parte: ho fatto assist, ho segnato un gol e mi sono sentito bene. Ho lavorato tanto e finalmente ho raccolto i frutti di questo lavoro". E infine su Abate: "Non ci ho ancora parlato, non è il momento".Pedersen sulla Novergia: "Segnare ai Mondiali era il mio sgno"
Poi Pedersen è tornato a parlare della sua rete e del suo esordio da sogno ai Mondiali contro la squadra senegalese: "Tutti hanno il sogno di segnare ad un Mondiale e realizzarlo mi ha reso molto felice: dimostra che se ci credi tutto è possibile". E dopo aver fatto un excursus sul passato, sui sogni dei tifosi norvegesi che vedono già la propria nazionale in semifinale: "Per chi è fuori è normale sognarlo. Ma dentro la squadra ragioniamo partita per partita. Dobbiamo prepararci bene per la Costa d’avorio. Se inizi a pensare già alla semifinale, perdi concentrazione sulla prossima gara. Con un duro come Solbakken nello spogliatoio è impossibile pensare troppo in là: ci fa restare con piedi per terra".© RIPRODUZIONE RISERVATA