Serie A, drammatico il dato sulle punizioni. E il Torino...
Il 12 agosto 2026 il cielo si oscura per qualche minuto, il Torino invece vive da 3370 giorni nella stessa ombra: sono passati circa nove anni dall’ultima punizione diretta trasformata da un giocatore granata. Era il 21 maggio 2017: Al Ferraris Genoa-Torino finì 2-1 e Adem Ljajic trovò il gol su una punizione viziata dalla deviazione dalla barriera. Una rete inutile ai fini del risultato, ma che oggi assume un valore quasi simbolico: da allora il Toro non ha più trovato uno specialista capace di trasformare una punizione in un gol. Oggi ci provano Coco, Vlasic, Biraghi e Oristanio, ma nessuno ha il profilo del tiratore scelto. E allora, con il mercato ancora aperto, cercare uno specialista potrebbe diventare un’idea per il Torino: non una priorità, ma un’arma che manca da troppo tempo.
Serie A: l'arte perduta del calcio piazzato
Il paradosso è che il problema del Torino non è poi così isolato. Negli ultimi anni la Serie A ha progressivamente perso i suoi specialisti delle punizioni, e i numeri fotografano bene il fenomeno.
Nella stagione 2015-16 furono 34 i gol segnati direttamente da calcio piazzato, con Miralem Pjanic capace di realizzarne quattro. Nel 2017-18 si arrivò a 36, il dato più alto da lì fino a oggi. Infatti, è poi iniziata la discesa: 22 reti nel 2018-19, 28 nella stagione successiva e appena 19 nel 2020-21, quando Sergej Milinkovic-Savic ne firmò quattro. Il dato tornò a 22 nel 2021-22, con Cristiano Biraghi, oggi al Torino, e Pellegrini a quota tre. Poi ancora giù: 17 gol nel 2022-23, 18 nel 2023-24 e appena 14 nell'ultimo campionato. Non è solo una questione di numeri. È cambiato anche il peso degli specialisti: sempre meno giocatori riescono a incidere con continuità sui calci piazzati e sempre più spesso i compiti vengono divisi tra diversi tiratori. I quattro gol di Pjanic e Milinkovic-Savic sono diventati un'eccezione.
Dentro questo scenario si inserisce anche il caso del Torino. Nove anni senza una punizione diretta trasformata restano un dato difficile da spiegare e oltre il limite dell'assurdo, anche considerando il calo generale della Serie A. Dal 2017-18 a oggi le reti da calcio piazzato si sono più che dimezzate, ma in granata nessuno è più riuscito a raccogliere l'eredità di Ljajic. Sono cambiati allenatori e giocatori, ma non il dato: dal 21 maggio 2017 il Torino non ha più segnato direttamente su punizione. E quella che doveva essere una statistica destinata a interrompersi in fretta è diventata una striscia lunga ormai nove anni.
La situazione negli altri campionati europei
Il fenomeno non riguarda soltanto la Serie A. Anche negli altri principali campionati europei le punizioni dirette hanno prodotto numeri molto bassi negli ultimi tre anni, confermando una tendenza che sembra ormai strutturale.
In Liga (Spagna) si è passati dai appena 7 gol del 2023-24 ai 17 del 2024-25, per poi scendere nuovamente a 11 nell'ultima stagione. Un dato particolarmente indicativo è quello del Real Madrid, rimasto a quota zero in tutte e tre le annate. Nel 2025-26 soltanto Barcellona, Osasuna e Atletico Madrid sono riuscite a segnare più di una volta, fermandosi comunque a due gol su punizione diretta ciascuna. Numeri simili anche in Bundesliga (Germania), dove i gol su punizione diretta sono stati 14 nel 2023-24, 18 nel 2024-25 e 15 nel 2025-26, appena uno in più rispetto alla Serie A. In Premier League il dato è ancora più basso: 11 reti nel 2023-24, 13 nel 2024-25 e 16 nell'ultima stagione.
Campionati diversi, ma numeri piuttosto simili che certificano una direzione comune: il gol su punizione diretta è diventato sempre più raro. Non è quindi soltanto la Serie A ad aver perso gli specialisti: sembra essere il calcio europeo, più in generale, ad aver progressivamente ridimensionato una delle situazioni di gioco che per anni erano state un'arma fondamentale.
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