Toro News Toro Approfondimenti Torino, Simeone è una certezza? Il dato sulle sue stagioni fa riflettere

Torino, Simeone è una certezza? Il dato sulle sue stagioni fa riflettere

Andrea Croveri
Il Cholito ha convinto al primo anno in granata, ma il passato racconta una storia da approfondire

Undici gol sono una risposta. Non ancora una sentenza. Sono il bilancio con cui Giovanni Simeone ha chiuso la sua prima stagione al Torino in un’annata che lo ha visto crescere dentro la squadra, trovare continuità e diventare uno dei punti di riferimento del gruppo. Il Cholito ha fatto bene, forse anche oltre le aspettative, confermando sul campo le buone sensazioni che avevano accompagnato il suo arrivo: anche i lettori di Toro News avevano promosso l’operazione, con tre su quattro favorevoli al suo acquisto. Adesso, però, proprio quei numeri aprono una domanda più interessante: Simeone è davvero tornato ai livelli migliori della sua carriera oppure quella appena conclusa è stata semplicemente una stagione particolarmente favorevole?

La prima stagione in granata

Per capire il peso della prima annata di Simeone bisogna partire dal contesto in cui è arrivato. Solo un anno prima, il Torino aveva iniziato la stagione con la coppia Zapata-Adams perdendo poi il colombiano a campionato in corso senza sostituirlo: la scelta fu invece di cambiare modulo, adattando Adams al ruolo di unica punta. Anche per questo, l’estate successiva, il club si è cautelato con Simeone, soprattutto considerando i tempi lunghi del recupero di Zapata. L’argentino, però, ha fatto molto più che coprire un’esigenza: si è inserito subito nell’ambiente granata, si è messo a disposizione ed è diventato rapidamente parte centrale nel progetto.

La continuità ha portato anche i gol: 11 in campionato, cinque dei quali arrivati nel finale e in cinque gare consecutive al Grande Torino, permettendogli di eguagliare il record di Marco Ferrante proprio mentre il Toro cercava la svolta dopo il cambio di guida tecnica. Il peso di Simeone si vede anche da un altro dato: in quelle cinque gare interne in cui ha segnato, il Torino ha sempre conquistato punti, con quattro vittorie e un pareggio. Gol, personalità e disponibilità hanno fatto del Cholito uno dei pochi punti fermi della stagione. Ora, però, bisogna capire se questa continuità abbia basi solide o sia stata il frutto di un’annata sopra la media.

I numeri delle sue stagioni in Serie A

A questo punto la domanda viene quasi naturale: quanto ci si può aspettare da Simeone nella sua seconda stagione al Torino? Perché se il primo anno ha dato indicazioni molto positive, il passato del Cholito suggerisce di non fermarsi ai primi numeri.

Nelle sue precedenti esperienze in Serie A, infatti, c'è una ricorrenza che merita di essere osservata: Simeone ha spesso avuto un ottimo impatto nella prima stagione in un club, mentre negli anni successivi il suo rendimento è calato. Non è una regola, né può diventare una previsione, ma è un elemento del suo percorso che il Torino deve tenere presente proprio adesso che ha scelto di puntare ancora su di lui. Vediamo i numeri delle sue stagioni nel campionato italiano.

Partiamo dal Genoa, dove Simeone, alla sua prima esperienza in Serie A, segnò 12 gol in 35 presenze. L'argentino fece solo una stagione in maglia rossoblù, poi andò alla Fiorentina dove firmò 14 reti nel 2017-18 ma solo 6 nel campionato successivo. A Cagliari si ripeté lo stesso copione: 12 gol nella prima stagione, 6 nella seconda. Al Verona, invece, arrivò quella che resta la sua annata più prolifica: 17 gol e 6 assist nel 2021-22, in 35 presenze. Fece solo una stagione con gli scaligeri, perché dopo quella grande annata Simeone passò al Napoli di De Laurentiis. L’esperienza in azzurro, però, va letta diversamente: davanti aveva Osimhen e il suo impiego è stato spesso da subentrato, mentre nelle precedenti squadre aveva avuto un ruolo da titolare. Per questo è più significativo guardare ai minuti giocati: 1565 complessivi nelle tre stagioni, con 6 gol. Anche in questo caso, però, il rendimento è stato migliore al primo anno: 4 reti, poi una per ciascuna delle due stagioni successive.

Il quadro, dunque, è abbastanza chiaro: Simeone ha quasi sempre lasciato il segno quando è arrivato in un nuovo ambiente, ma non sempre è riuscito a mantenere lo stesso livello nel tempo. Al Torino ha chiuso il primo anno con 11 gol in 2247 minuti. Ora arriva il secondo, quello che può dire molto più del primo sulla reale continuità del Cholito.

Naturalmente i numeri non possono raccontare tutto. Nel calcio contano il contesto, la fiducia, il modo in cui un giocatore viene utilizzato e anche il momento personale. Simeone negli anni è cresciuto, ha attraversato esperienze diverse e a Torino sembra aver trovato una dimensione nella quale si è sentito subito coinvolto. Per questo il passato non deve diventare un pregiudizio. È però un precedente che non può essere ignorato, soprattutto da un Torino che deve decidere se considerare Simeone una certezza anche in prospettiva. E, di conseguenza, anche come muoversi sul mercato.