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ToroPreview, verso il derby: “La Maratona farà la differenza? Juve, polemiche inutili?”

Redazione Toro News
Ogni settimana alcune domande sul prossimo match a tre dei nostri giornalisti, che ci dicono la loro sul momento del Toro

Quattro domande, tre pareri in merito. Le nostre opinioni, a volte concordi e a volte discordanti tra di loro. Ecco ToroPreview: prima della partita, tre dei nostri giornalisti risponderanno alle domande della redazione, dicendo la loro sull’impegno che attende la squadra e in generale sul momento dei granata. Opinioni personali a volte agli antipodi, per cercare di dare una visione più completa possibile al lettore sull’argomento trattato. Questa settimana, dall’altra parte del microfono ecco i nostri Andrea Croveri, Alberto Girardi, Andrea Novello.

Che derby dobbiamo aspettarci?

Croveri - La Juventus nelle ultime gare si è mostrata spenta, ma ha l'obbligo di vincere, quindi mi aspetto che si presentino con il coltello tra i denti. Ma stando alla metafora, il coltello ce l'ha anche il Torino, e dalla parte del manico: bisogna sfruttare il fatto di non aver niente da perdere (o da vincere) e rimanere concentrati. L'ambiente granata ha bisogno di qualche soddisfazione, e il derby manca da davvero troppi anni.

Girardi - Difficile da dirsi. Da molto tempo il derby aveva perso appeal per la Juventus, non è quasi mai stata una partita importante per loro. Questa volta può essere diverso, i bianco neri si giocano la stagione al Grande Torino e probabilmente torneranno a sentire la grande pressione di questa partita. I granata invece sono più liberi di testa e forse visto il contesto potrebbero portare in campo la grinta giusta. Infine, anche se la partita per il Torino non vale nulla, ha invece un'enorme valenza per Roberto D'Aversa, che potrebbe cambiare le sorti del suo futuro con una vittoria.

Novello - Non mi aspetto un derby indimenticabile dal punto di vista tecnico o della qualità del gioco. La posta in palio è troppo alta per entrambe le squadre e questo potrebbe inevitabilmente condizionare l’andamento della partita, soprattutto nei primi minuti. Sponda Juventus, la vittoria è praticamente obbligata per continuare a sperare nella qualificazione in Champions League. Per il Toro, invece, il derby resta la partita più sentita dell’anno: una sfida che manca da troppo tempo ai granata e che potrebbe anche trasformarsi nell’occasione perfetta per complicare definitivamente i piani dei bianconeri. Per questo motivo mi aspetto almeno un primo tempo molto bloccato, con tanta tensione, pochi spazi e squadre attente soprattutto a non concedere occasioni. In gare così spesso è un episodio a fare la differenza. Il fattore Olimpico Grande Torino con il ritorno della Maratona, però, potrebbe avere un peso importante.

Il ritorno della Maratona farà la differenza? Sbagliano i Torino Hooligans a restare fuori?

Croveri - Entrambe le tifoserie vogliono il meglio per la squadra, ma vedono la contestazione in modo diverso. Non trovo che ci sia una parte giusta o una sbagliata: gli Hooligans hanno mostrato il proprio supporto alla squadra fuori dal campo e hanno preso una posizione netta e chiara; la Maratona sarà presente ed è da sempre motore e cuore pulsante dei giocatori, sicuramente avrà un forte impatto sulla gara. Soprattutto dopo i tanti mesi di assenza.

Girardi - In questo momento non esistono giusto o sbagliato. Trovo inutile lodare o criticare i gruppi della Maratona o della Primavera. Finché entrambi i lati del tifo granata continueranno a esprimersi attraverso una protesta e una contestazione pacifica, c’è ben poco da giudicare. Per quanto riguarda il ritorno della Maratona, dal punto di vista visivo e della passione per il calcio farà una differenza enorme, perché uno stadio senza curva assomiglia più a un teatro. Sul piano dei risultati, però, il Toro ha fatto molto bene anche senza il sostegno del tifo organizzato, e questo inevitabilmente solleva più di un dubbio sulla capacità dei giocatori granata di reggere la pressione di uno stadio pieno.

Novello - Io rispetto entrambe le scelte. Sia la Curva Maratona sia gli Hooligans hanno portato avanti la contestazione fino a oggi, ognuno a modo proprio e con la propria linea. Prima di stabilire cosa sia giusto o sbagliato, però, bisognerebbe forse ragionare sui pro e contro di una mancata presenza in una partita come il derby. Ha più senso continuare la protesta lasciando gran parte dello stadio ai tifosi della Juventus oppure fare un’eccezione per una gara che, storicamente, va oltre tutto il resto? Personalmente propendo per la seconda opzione. Il derby rappresenta qualcosa di diverso rispetto alle altre partite e credo che la scelta della Maratona di tornare sugli spalti abbia una sua logica e per me farà la differenza nei momenti di difficoltà all'interno della partita del Toro. Questo però non deve significare mettere da parte la contestazione. Se all’inizio della prossima stagione la società dovesse essere ancora quella attuale — scenario oggi molto probabile — allora la protesta dovrà riprendere con forza. Altrimenti tutto ciò che è stato fatto da Torino-Lecce fino a oggi rischierebbe di perdere significato

Il Toro ha giustamente vietato simboli bianconeri al di fuori del settore ospiti. La Juve crea polemiche inutili?

Croveri - Io sono un fan delle polemiche. Purtroppo capisco il punto di vista bianconero: il calcio è una passione che andrebbe vissuta liberamente, con buon senso nel rispetto reciproco. Capisco le rivalità, ma vietare delle maglie o dei simboli fuori dal settore ospiti mi sembra esagerato e poco sano; ovvio che preferisco vedere lo stadio completamente granata, ma questo deve venire spontaneamente dai tifosi.

Girardi - Sì, nel loro stadio impongono le loro regole, ed è giusto che valga lo stesso anche da noi. Finalmente il Torino ha preso una decisione sensata e coerente.

Novello - Da tifoso granata, sinceramente, meno maglie e sciarpe bianconere si vedranno allo stadio e più sarò contento. Il derby è anche questione di appartenenza e vedere l’Olimpico Grande Torino il più possibile colorato di granata sarebbe un bel segnale. Guardandola invece in maniera più neutrale, vietare simboli della squadra avversaria in settori diversi da quello ospiti non mi sembra una scelta del tutto corretta. A parti invertite credo che anche il Toro avrebbe protestato allo stesso modo. Detto questo, la sensazione è che alla fine i tifosi della Juve riusciranno comunque a entrare nei settori "misti", in un modo o nell’altro. E probabilmente anche indossando maglie o simboli bianconeri. Succede spesso nei derby e difficilmente sarà diverso stavolta.

Su quale coppia d’attacco puntereste?

Croveri - Zapata è ed è stato un attaccante di alto livello e inoltre è capitano, ma punterei su Simeone e Adams che per me andrebbero schierati sempre. Il Toro ha un altro passo e un'altra luce quando questa coppia gira, mentre Zapata ha dimostrato di essere in grado di subentrare e prendersi la squadra sulle spalle quando le cose non vanno per il verso giusto.

Girardi - Senza dubbio Giovanni Simeone e Duván Zapata. Il Cholito è imprescindibile ieri, oggi e domani, mentre Duván, a mio avviso, resta un grandissimo attaccante, ancora ben lontano dalla pensione.

Novello - Simeone oggi rappresenta il punto fermo dell’attacco granata. Undici gol in campionato sono numeri che non si possono lasciare in panchina, soprattutto in una partita come il derby. Il Cholito ha dimostrato più volte che, anche nelle giornate meno brillanti, può trovare il guizzo decisivo alla prima occasione. E in sfide così tese ed equilibrate, dove spesso basta un episodio per cambiare tutto, uno come lui deve stare in campo. Accanto a lui, al momento, vedo Zapata più concentrato e pronto rispetto a Ché Adams. Questo non toglie che lo scozzese possa comunque diventare un’arma importante a partita in corso: con le sue caratteristiche potrebbe creare problemi in una gara più aperta nella ripresa.