Toro News Toro Comuzzo: "Mi ispiro a Buongiorno. Il duello fisico in partita mi fa restare vivo"

Comuzzo: "Mi ispiro a Buongiorno. Il duello fisico in partita mi fa restare vivo"

Redazione Toro News
Le parole di Comuzzo: passato, presente, idoli e sogni

"Andrò a Superga da solo per sentire la grandezza di questo club". Pietro Comuzzo difensore centrale classe 2005, friulano, 188 cm x 79 chili, arrivato a Torino nel corso della scorsa settimana, si è reso protagonista di una prestazione di livello già al suo debutto in Inghilterra contro il Burnley. Dopo un avvio difficile i granata hanno macinato gioco, trovato il gol e poi gestito. Queste le impressioni del ragazzo, che si era già espresso ai microfoni di Sky prima di commentare ulteriormente la partita con i giornalisti presenti: "Sono con­tento della mia par­tita. C’è da lavo­rare, ma come approc­cio e men­ta­lità ci siamo. Abbiamo dimo­strato di avere una bella fame: le sen­sa­zioni sono posi­tive".

La scelta del Toro e l'accoglienza di Abate

"Sin dall’ini­zio, ho sen­tito che il club mi voleva for­te­mente. Il Toro è una gran­dis­sima società, ha una grande sto­ria: c’erano dun­que già le basi per con­vin­cermi, ma io ero già con­vinto sin da quando mi hanno chia­mato". Per Comuzzo è stato facile scegliere il club granata, perché convinto dalla piazza e dal progetto che stanno mettendo in piedi Abate e Petrachi. "Abate mi ha accolto benissimo, ha messo subito in chiaro i nostri obiettivi". Il gioco palla a terra non lo spaventa, anzi non nega che ci stia prendendo gusto. E sulla sistemazione tattica: "Ho fatto tutti e tre i ruoli della difesa a tre, ma sul centrodestra è la zona dove mi sento meglio".

Sogni, obiettivi e idoli

Alla sua giovane età ha già due presenze con la Nazionale e durante questo prestito al Torino spera di poter riconquistare la maglia sfruttando il cambio di ct: "Con un nuovo ct sono il primo a sognare in grande: se ci sarà la pos­si­bi­lità, sarò molto felice". Se i sogni sono chiari sugli obiettivi Comuzzo preferisce non sbilanciarsi: "A fine maggio sarò contento se il Toro avrà fatto una grande stagione. Vorrà dire che l'avremo fatta tutti". Infine, scoperte e idoli. L'ispirazione del difensore è cresciuta in casa granata: "Buongiorno. Lo guar­davo spesso quando gio­cava al Toro. Siamo due mar­ca­tori a cui piace il duello fisico con l’avver­sa­rio. Questa è una cosa che mi fa restare vivo, mi accende un fuoco dentro che mi fa stare tutta la partita al 100%" . Un compagno sorprendente? "Scelgo uno dei più giovani e dico Luongo: ha grande potenzialità, visione di gioco e qualità".

Articolo a cura di Francesco Di Vico