Toro News Toro Curiosità Bragança svela il retroscena: "Ho chiamato Israel prima di venire qui. Abate..."

Bragança svela il retroscena: "Ho chiamato Israel prima di venire qui. Abate..."

Andrea Croveri
Il centrocampista si racconta: dalla sua prima esperienza all'estero al rapporto con i compagni, passando per le richieste di Ignazio Abate

Arrivato da Lisbona nelle ultime ore di mercato, Daniel Bragança ha rilasciato una lunga intervista ai canali ufficiali del Torino Fc. Per la prima volta davvero lontano da casa, il centrocampista portoghese ha parlato del suo primo impatto con il campionato italiano, del rapporto con il gruppo e delle richieste del tecnico. Di seguito, le sue dichiarazioni:

"Mi è piaciuto molto ciò che ho visto della città, o meglio, quello che ho avuto modo di vedere e vivere finora. Le persone sono molto gentili. La città è tranquilla, a eccezione del centro che è un po' più vivace e frequentato dai turisti. Mi ricorda un po' Lisbona, anche lì c'era molto movimento e tanti turisti. Queste somiglianze mi fanno sentire proprio a casa".

Conosceva già il Torino? "Sapevo che il Torino fosse una squadra molto competitiva in Serie A. Prima di venire qui, ho chiamato Franco Israel per avere informazioni sul club; mi ha parlato in termini molto positivi e questo è stato fondamentale per farmi conoscere meglio la squadra, la società e il funzionamento dell'ambiente".

Lei è arrivato nelle ultime ore di mercato, com'è andata? "Sono state ore davvero molto stressanti, nell'attesa che l'affare si concretizzasse. So che queste cose richiedono sempre un po' di tempo per andare in porto. Ricordo giornate di grande tensione, in cui speravo che tutto si risolvesse per poter partire alla volta di Torino. Per fortuna è successo proprio all'ultimo momento".

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Come si trova con la squadra? "Bene, credo di aver trovato qui un gruppo di ottimi giocatori, ragazzi fantastici. Il modo in cui si lavora in allenamento è diverso rispetto al Portogallo, credo che dipenda anche dal fatto che nel club precedente giocavamo ogni tre giorni... e quindi ci allenavamo pochissimo. Era un continuo alternarsi tra partite e recupero. Qui, avendo più tempo a disposizione, le sedute sono molto intense e i giocatori danno il massimo. Anche per me è importante, perché permette di migliorare".

Cosa le chiede Abate? "Mi ha spiegato nei dettagli gli aspetti difensivi fin dall'inizio, cosa vuole che facciamo noi centrocampisti in fase di non possesso, ma poi, in fase offensiva, ama lasciarci liberi. Dobbiamo comunque sapere cosa fare e lui cerca di spiegarcelo, ma in sostanza è andata così: mi ha detto di godermi la partita e di giocare secondo il mio stile".

È la sua prima avventura lontano dal Portogallo... "Mi ero già allontanato dallo Sporting in due occasioni, durante due prestiti, ma mai uscendo dal Paese. Questa è la mia prima esperienza all'estero. Credo, anzi ne sono certo, di essere arrivato in una città fantastica, sia per viverci, sia per giocare a calcio. Penso quindi che venire qui sia stata un'ottima scelta. Sono felice e ora è il momento di sfruttare al meglio questa opportunità e lavorare sodo".

Conosceva il legame tra Toro e Benfica? "Ora ne sono a conoscenza. Quando sono arrivato qui a Torino è stata una delle prime cose che mi hanno spiegato e raccontato. Da quel momento in poi ho conosciuto la storia".

Anche qui a Torino, come a Lisbona, ci sono due squadre rivali: Torino e Juventus. Ha già visto qualche immagine del derby? "Sì, i fisioterapisti mi hanno già mostrato le immagini e mi hanno detto che anche qui la rivalità è molto forte. Ho visto le immagini ed è sempre bello avere un po' di rivalità tra i club, è sempre salutare, finché non va oltre ciò che è sano".

Che cosa si aspetta dalla Serie A? "Finora ho disputato soltanto tre partite, il che significa che la mia esperienza qui in Serie A è ancora limitata, ma per quel che ho visto e percepito, le gare sono intense, combattute e caratterizzate da un gioco fisico dal primo all'ultimo minuto. Magari imparerò e vivrò nuove situazioni man mano che andrò avanti, ma le cose sono andate così fino a questo momento".

Come va con l'italiano? "Ho iniziato a studiare questa settimana, sono ancora proprio agli inizi e non so praticamente nulla, ma spero di capire le cose col tempo. Al momento c'è molto che non afferro, ma è importante impararlo per ambientarmi quindi farò del mio meglio. E spero che un giorno potrò rilasciare un'intervista in italiano".

Qual è il suo primo ricordo legato al calcio? "Ho moltissimi ricordi legati al calcio, ma forse il primissimo... ricordo il mio primo allenamento come se fosse ieri: l'ansia e l'adrenalina che provavo all'idea di iniziare a giocare in squadra e di affrontare quella prima seduta. Ne conservo un ricordo nitidissimo. Direi che è un bel ricordo, genuino, che mi è rimasto ben impresso nella mente".

Chi era il suo dolo da bambino? "Cristiano Ronaldo è sempre stato il mio idolo. So che ha giocato per la nostra rivale, la Juventus, ma è il mio idolo da che ho memoria, fin da quando ho iniziato a giocare a calcio. Anzi, è stato in gran parte grazie a lui che ho iniziato di questo sport".

Obiettivo personale di stagione? "Voglio giocare il maggior numero possibile di partite e aiutare la squadra nel miglior modo possibile. Dobbiamo conquistare il massimo numero di punti in Serie A"

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