Toro News Toro Curiosità Oguro, vent'anni dopo: la scommessa del Toro tra Zico, Superga e zero gol

Oguro, vent'anni dopo: la scommessa del Toro tra Zico, Superga e zero gol

Andrea Croveri
Arrivò a Torino con una coincidenza che sembrava un segno del destino: il primo giapponese della storia granata

Noi di Masashi Oguro non ci siamo dimenticati. Perché vent’anni fa esatti, il 10 settembre 2006, il Torino mandava in campo un pezzo di storia: il primo giapponese a indossare la maglia granata. Nonché uno dei colpi più esotici della storia del club.

Oguro aveva 26 anni e arrivava sotto la Mole con un curriculum che, all’epoca, faceva brillare gli occhi. Nel 2004 aveva segnato 20 gol in 30 partite di J-League, abbastanza per conquistare la nazionale giapponese, allora allenata da Zico. All’esordio aveva subito trovato la rete contro la Corea del Nord, poi erano arrivati altri gol importanti, contro Grecia e Brasile nella Confederations Cup. Il dettaglio più granata di tutti, però, era scritto sulla carta d’identità: era nato il 4 maggio 1980. Nel giorno di Superga. Una coincidenza talmente perfetta da sembrare costruita a tavolino, tanto che a Torino bastava raccontarla per aggiungere subito un altro capitolo al romanzo. Il Toro lo aveva acquistato dal Grenoble (Serie B francese) per circa 300 mila euro, inserendolo alle spalle di Abbruscato, Stellone e Muzzi. Primo giapponese della storia, un gol pesante al Brasile nel curriculum e quella data di nascita: sembrava davvero esserci tutto. Mancavano soltanto i gol in granata.

Un romanzo fermo all’incipit

L’esordio contro il Chievo fu invece l’inizio e, in fondo, quasi la fine della storia. Oguro rimase al Torino per due stagioni, collezionando 11 presenze e zero gol, prima di salutare nell’estate 2008 alla scadenza del contratto e tornare in Giappone, al Tokyo Verdy. Fu un colpo tremendamente esotico, uno di quelli che sembrano sopra le righe al punto giusto da poter sembrare geniali. Almeno finché non cominciano le partite. Perché una volta arrivato il momento di giocare, tutta quella suggestione si spense in fretta. Oguro non lasciò reti né particolari rimpianti, ma si prese comunque un posto nell’album delle scommesse più curiose di quel Torino. Del resto, in quegli anni dal calciomercato poteva arrivare di tutto, anche un giapponese nato il 4 maggio. E, se non altro, Oguro riuscì nell’impresa di essere impossibile da dimenticare senza aver mai avuto il tempo di farsi ricordare.
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