La qualità di un veterano dello Sporting, ma il doppio crociato... Chi è Bragança
Non è stato un inizio di stagione memorabile per i tifosi del Torino, che per il secondo anno di fila hanno visto la squadra perdere all'esordio. L'anno scorso era stata la cinquina dell'Inter futura campionessa d'Italia, quest'anno l'uno-due firmato da Cissè e Rabiot. A nulla è servita la splendida rete di Ché Adams, ai granata la rimonta non è riuscita. Un esordio complicato e che ha mostrato come questa squadra abbia ancora delle evidenti lacune. Motivo per cui Petrachi sta monitorando Daniel Bragança dello Sporting Lisbona. Un profilo che, al netto di buonissime qualità tecniche, presenta delle perplessità soprattutto sulla tenuta fisica.
La carriera: dagli inizi al doppio infortunio al legamento crociato
Daniel Bragança è solo un bambino di 8 anni quando entra a fare parte delle giovanili dello Sporting Lisbona. Da lì inizia tutta la sua trafila all'interno del settore giovanile dei Verde e Brancos, dove si mette in mostra come centrocampista. La sua prima occasione arriva in prestito: viene ceduto al Farense, club di LigaPro, fino al termine della stagione 18/19. In quella esperienza trova anche la sua prima rete tra i professionisti. Il 9 agosto 2019 viene ceduto, sempre in prestito, per l'intera stagione all'Estoril. Una volta terminata l'avventura con l'Estoril ritorna all'ovile, ma non per partire: per restarci.La stagione 20/21 infatti è quella dell'esordio in prima squadra, con la casacca biancoverde con cui è cresciuto. Trova spazio anche nell'annata successiva, prima di fermarsi a causa della rottura del legamento crociato anteriore che gli fa saltare tutta l'annata 22/23. Rientra in campo per la stagione 23/24, dove trova nuovamente continuità e minutaggio. La sfortuna però è sempre dietro l'angolo e la 24/25 gli riserva una brutta sorpresa: una nuova rottura del legamento crociato, ma sull'altro ginocchio. Uno stop che gli fa concludere la stagione con largo anticipo. Il centrocampista rientra in campo solo a gennaio 2026. L'impatto è comunque positivo, in quell'ultimo scorcio della stagione chiude il campionato con sei reti firmate.
Ottime qualità tecniche, ma fisico da monitorare
"Cosa può dare Bragança al Torino? Il suo arrivo può sistemare le lacune della squadra granata"?Questa è la classica domanda che si stanno ponendo i tifosi granata. È evidente come questa squadra necessiti di qualche puntellamento, soprattutto per quanto riguarda il reparto della metà campo. Il portoghese, tra l'altro anche vice capitano della squadra lusitana, è un centrocampista che fa della qualità tecnica e della visione di gioco la propria arma principale, oltre che ad avere un buon rapporto con la porta avversaria. Il piede preferito è quello mancino, ma non disdegna anche l'uso del destro. Il tocco migliore però resta quello con il piede sinistro. La qualità nel controllo della sfera è una caratteristica molto importante per il giocatore. La precisione nei passaggi è del 93%, quella nella metà campo avversaria si attesta sul 91%. Ottimo anche il dato sui dribbling, con una percentuale di riuscita del 67% che lo rendono quel tipo di giocatore capace di creare la superiorità numerica. E poi c'è l'ottimo dato sui gol siglati, 6 in campionato, che lo rendono un'arma importante.
I difetti riguardano principalmente due aspetti: il quadro infortuni e l'apporto alla fase di non possesso. Due infortuni al crociato non sono una cosa leggere e da prendere con superficialità. Da quando è rientrato il giocatore non ha avuto ricadute, ma solo verso fine stagione è stato possibile vederlo in campo per più di 80 minuti di gioco. Il rischio di ricadute è sempre dietro l'angolo e per quanto abbia risposto bene non è un aspetto da sottovalutare. In casa Torino c'è il caso Zapata che insegna a riguardo. Infine c'è l'aspetto difensivo. Le sue non sono statistiche così negative: le palle recuperate a partita sono circa 1.9 e i dribbling subiti circa 0.2. I duelli vinti a terra sono più che positivi (1.9). Però le 27 azione difensive registrate e un contributo difensivo medio indicano un giocatore che non fa del lavoro senza palla la propria arma migliore. Il che stona con quello che potrebbe servire al Torino, a cui serve più un interditore che un rifinitore.
(dati Sofascore).
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