Toro News Toro Le pagelle del Toro 2025/2026, Baroni 4: le 7 fatiche di un allenatore capace e (auto)sabotato

Le pagelle del Toro 2025/2026, Baroni 4: le 7 fatiche di un allenatore capace e (auto)sabotato

Davide Bonsignore
Una prima parte di stagione tragica, un prosieguo sulla stessa lunghezza d'onda e un esonero tardivo

Terminata la stagione, su Toro News torna l'appuntamento con i pagelloni di fine anno: a ogni giocatore assegneremo un voto che riassuma la stagione 2025/2026. Buona lettura!

Le considerazioni sul conto di Baroni si sono sprecate e continueranno a farlo nelle prossime righe. Su una vale la pena soffermarsi all'inizio: al Toro si è riusciti a far passare per incapace un allenatore tutt'altro che incapace. Prima di correre a scandalizzarsi per questa considerazione, ci si prenda il tempo di leggere approfonditamente le righe che seguono: di sicuro, al Toro, Baroni non ha fatto male, ha fatto molto male. Ad accompagnare la responsabilità dei giocatori e del Ds - ma queste sono riflessioni che seguiranno in altri articoli - c'è l'ombra, gigantesca, di Marco Baroni, che non è riuscito a comprendere la squadra, né a comprendere come sfruttare la propria conoscenza per portare punti e risultati. Un disastro totale, dai presupposti, sbagliati, con una comunicazione latente tra tecnico e Ds, arrivando fino alla conclusione, arrivata, senza ombra di dubbio, in maniera tardiva.

Baroni: allenatore capace ma (auto)sabotato

Il punto di partenza che abbiamo considerato, cioè di Baroni come allenatore bravo, è importante perché ci porta a diverse considerazioni. In particolare, ci porta a due colpe importanti che hanno condotto il Toro baroniano alla disfatta: una colpa del tecnico, e una colpa esterna. Quest'ultima è, in realtà, la prima in ordine cronologico: il mercato estivo, che avrebbe dovuto seguire le direttive del tecnico, è stato fatto in maniera completamente sbagliata. Baroni chiedeva giocatori adatti per un 4-2-3-1 ma si è, poi, ritrovato con esterni alti non in grado di accentrarsi come facevano Zaccagni e Isaksen alla Lazio e senza mediani: di fatto Casadei si sarebbe dovuto accomodare davanti alla difesa, senza nessuna possibilità di costruire un filtro di interdizione.

Una prima colpa, dunque, che mette i bastoni tra le ruote a un tecnico con un esperienza già in principio fallata. Poi arriva anche la prima colpa di Baroni: la mancanza di umiltà. "L’unica cosa che imputo a Baroni è che è arrivato alla Lazio con in mente il 4-3-3 e quando ha capito la situazione è virato sul 4-2-3.1. Il baroni che ho visto arrivare a Torino era diverso: si è portato il 4-2-3-1 quasi come un marchio di fabbrica, invece era della stagione precedente. Era come se avesse perso il vero Baroni, che cerca di trovare la soluzione adattandosi ai giocatori perché è umile. Secondo me lì ha sbagliato: si è mostrato altezzoso", ci raccontava il collega di Radio Olympia Gabriele Passaro ormai oltre tre mesi fa. E non troveremmo parole migliori per descrivere la situazione che si è creata.

La mancanza di umiltà porta a una grave lentezza

Quindi ci spostiamo più sul lato delle conseguenze, anche se questa assume un ruolo doppio in quest'ambito. L'incapacità di Baroni di porsi con umiltà e di mettersi al servizio della squadra da un punto di vista tattico ha creato una grave latenza dal momento della comprensione del problema al momento dell'applicazione della soluzione. Il Toro è partito con l'idea del 4-2-3-1, poi l'ingresso di Ilkhan - e questo sarà un tema nelle prossime righe - contro il Modena ha cambiato tutto: al turco sono bastati 45 minuti per far capire che quella soluzione non era adeguata. Da quel momento una ricerca costante della disposizione migliore: il Toro dal 4-2-3-1 si è appoggiato al 4-3-3, ma soltanto come mezzo per passare alla difesa a 3 e virare su un 3-4-3 prima e un 3-4-2-1 poi. Infine, solo a ottobre, la scelta del 3-5-2: la soluzione. Ma intanto, il campionato era già cominciato, era già andato alla deriva, e con esso la squadra.

Baroni non è stato in grado di capire la squadra

Allora un'ultima, e ancora più grave, considerazione: Marco Baroni non è stato in grado di comprendere la propria squadra. L'esempio, e l'abbiamo citato prima, lo si può fare con la situazione di Emirhan Ilkhan: il turco si è presentato contro il Modena e ha cambiato le carte in tavola, nel grave 5-0 di Milano contro l'Inter si è proposto come l'unico granata realmente sufficiente... E poi? Basta. Da fine agosto a metà dicembre il turco non ha più visto il campo con la maglia granata. E ancora, quei mesi, senza uno dei giocatori migliori della stagione, gridano vendetta.

Ma questo è solo un esempio di una soluzione negativa a spettro ben più ampio. Se siamo partiti dal presupposto di un allenatore capace a livello tattico, certo lo stesso non si può dire a livello di mentalità. Marco Baroni non è stato in grado di entrare nella testa dei propri giocatori. E non conta quel che si vede da fuori, di un allenatore "molle", "senza carisma". Conta quel che si vede in campo: i giocatori non seguivano più l'allenatore. Baroni non ha saputo lavorare sulla mentalità, sulla concentrazione, sulla forza di volontà. Conseguenze? Il Toro faticava a entrare in partita e alla minima difficoltà ne usciva. Da qui tutte le varie goleade come quella contro l'Inter o la doppia tornata contro il Como. I giocatori non sono mai entrati in sintonia con lui e, per questo, si può parlare di un esonero tardivo. "Non vogliamo mollare e farne ancora di più, perché siamo una squadra forte. Soprattutto da quando è arrivo D'Aversa: siamo cambiati e vediamo cosa può succedere dopo", raccontava Ismajli al termine della vittoria in casa del Pisa. E, forse, non servono altre considerazioni.

Il voto: per Baroni è un 4, ampiamente insufficiente

Al termine di quest'analisi, a Baroni non si può che lasciare un voto ampiamente insufficiente: la Redazione di Toro News lo valuta con un 4. Il fatto che sia un allenatore capace, come hanno dimostrato le sue esperienze precedenti, non fanno che peggiorare la valutazione di un tecnico che, partendo con difficoltà per un sabotaggio arrivato in fase di calciomercato, non è riuscito a trovare la via di uscita da un labirinto fatto di sconfitte e incomprensioni. A livello mentale Baroni ha fatto molto male, non ha saputo guidare la squadra e questo ha condotto al suo esonero. Un esonero che, probabilmente, è arrivato anche troppo in ritardo. E chissà come sarebbe andata altrimenti. Ma intanto, parentesi granata per Baroni, estremamente negativa.