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Minotti: “Longo deve portare uno shock tattico. E sul mercato del Toro…”

Andrea Calderoni

Intervista TN / L’ex granata, ora apprezzata voce tecnica di Sky Sport, analizza la situazione dei granata

Lorenzo Minotti non ha potuto vivere, causa allerta da Coronavirus, il match da doppio ex tra Parma e Torino domenica 23 febbraio (sfida posticipata all'11 marzo alle 18.30). Tuttavia, a Toro News ha rilasciato un’intervista esclusiva per parlare del momento del Torino, squadra che ha commentato più volte nel corso della stagione ai microfoni di Sky Sport. Ricordiamo che l’esperienza in granata di Minotti non fu particolarmente fortunata (soltanto 7 apparizioni), di certo non minimamente paragonabile a quella straordinariamente positiva in Emilia con la maglia del Parma.

Buongiorno Lorenzo, ci avviciniamo rapidamente allo sprint conclusivo di questa lunga stagione. Si aspettava così tante difficoltà per il Torino?

“Non erano prevedibili simili difficoltà per i granata. Ho avuto la possibilità di commentare praticamente tutto il cammino europeo del Torino sul finire della scorsa estate e francamente mi sembrava di avere di fronte una squadra destinata a crescere. Non mi sarei mai potuto attendere un’involuzione del genere, che però è spiegabile per i tanti problemi che si sono verificati dall’eliminazione ai preliminari con il Wolverhampton in avanti. Le carenze principali, a mio modo di vedere, sono state il mercato e la gestione di alcuni fatti”.

Partiamo da quest’ultimi. A quali si riferisce?

“Innanzitutto alla vicenda Nkoulou. Non è stata gestita bene. Dall’esterno non è facile capire che cosa sia realmente accaduto, ma si può tranquillamente affermare che ha messo in luce alcune crepe nelle dinamiche dello spogliatoio. Ciò ha condizionato un po’ tutti. E poi c’è un altro aspetto che viene spesso dimenticato quando si parla di Torino”.

Quale?

“L’abbondanza di centrali difensivi, che ha fatto sì che le gerarchie venissero messe in discussione ogni partita. Credo che questo abbia complicato tantissimo la crescita del Torino. Anche i numeri rendono disastroso il rendimento della retroguardia granata, soprattutto se confrontati con quelli del passato campionato”.

https://www.toronews.net/interviste/camolese-il-toro-non-e-da-serie-b-longo-ha-bisogno-di-tranquillita/

Passiamo al mercato. Cosa non ha funzionato?

“A mio parere era da gestire in maniera un po' diversa. Per il salto di qualità il Torino avrebbe avuto bisogno di un innesto nel reparto offensivo. Secondo me, serviva un attaccante puro che potesse affiancare o dare il ricambio ad Andrea Belotti. Simone Zaza ha dimostrato di essere in costante difficoltà”.

Però, un giocatore offensivo a fine mercato estivo è arrivato ed è costato anche parecchio al Torino.

“Sì, ma Simone Verdi non è il prototipo di giocatore che serviva al Torino. Non discuto le qualità del ragazzo, ma il suo ruolo. Verdi non è altro che un doppione dei vari Berenguer e Falque e non ha fatto altro che creare ancor più problemi a Mazzarri nelle scelte. Inoltre, ha messo in discussione alcuni ragazzi che erano reduci da una stagione strepitosa”.

Ma veniamo all’oggi. Il Torino deve realmente lottare per la salvezza?

“I granata si sono messi in una situazione di difficoltà. Era inevitabile che si verificasse un cambio di allenatore. Serviva uno shock e lo shock è arrivato. Credo che Moreno Longo possa dare alla lunga un ottimo apporto dal punto di vista mentale e possa ritrasmettere i valori del Torino. La scelta mi appare corretta, perché può ridare coesione all’ambiente, che era davvero in subbuglio, considerando anche quello che è accaduto in Curva Primavera. Ora spetterà a Longo riportare un po’ di calma, naturalmente con l’ausilio dei risultati che sono la variabile più importante nello sport”.

Tuttavia, l’avvio dell’esperienza di Longo non è stato supportato dai risultati.

“Eh sì, il Torino sta facendo fatica a scrollarsi di dosso le sue incertezze, le sue paure e le sue problematiche. Io credo che Longo debba portare anche uno shock dal punto di vista tattico. Deve cercare di proporre qualcosa di diverso per far sì che la mente dei giocatori ragioni in modo differente. Solo con uno scossone relativo anche al modulo tutti i componenti della rosa sarebbero rimessi in discussione. Vedremo se dalla prossima giornata, magari con più tempo a disposizione, Longo proporrà qualcosa di nuovo, differenziandosi rispetto alla precedente gestione tecnica”.