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Rampanti: “Toro, i senatori ti servono per salvarti: non vanno cacciati ma recuperati”

Gianluca Sartori

Parola al Mister / Così Serino analizza i temi di casa Toro dopo il pareggio raccolto contro il Bologna dagli uomini di Giampaolo

"Il Torino non riesce proprio a svoltare: in casa col Bologna arriva un 1-1 che serve a poco e lascia i granata nella palude della zona retrocessione. Nell’appuntamento settimanale con “Parola al Mister”, e prima della trasferta di Napoli che chiuderà il 2020, Serino Rampanti fa ancora una volta il punto della situazione insieme a noi.

“Io ho visto una partita bruttina, spigolosa, con molta confusione da ambedue le parti. Di bel gioco, azioni manovrate e corali se ne sono viste poche. Questo perché il Bologna arrivava da un periodo non bellissimo e il Torino ovviamente nemmeno. Giampaolo sta facendo di tutto per venire a capo della situazione, rispetto il suo operato e capisco le difficoltà con cui ha a che fare. Ho tuttavia la sensazione che stia cambiando un po’ troppo: non mi riferisco solo ai sistemi di gioco, ma alla scelta degli uomini e alla loro collocazione in campo. A una squadra come il Torino, che non ha 20 giocatori dello stesso livello, serve per forza un assetto di base, soprattutto in difesa. E poi hai visto che Izzo una volta schierato titolare non ha fatto così male?”

“Lo dico e lo confermo anche se ormai forse è tardi perché si sono perse alcune settimane di tempo. Izzo ha dimostrato che uno come lui può dare qualcosina in più se sta bene a livello mentale e fisico. Io sono stato giocatore e credo che, se uno ha l’ambizione di andare via, debba dimostrare sul campo di stare bene e di valere un club importante. Questa deve essere quindi un’ulteriore spinta motivazionale, non il contrario. E il Torino dovrebbe saper sfruttare questo fattore a suo vantaggio. Prima di lasciare andare via a stagione in corso gente come Izzo, Nkoulou e Sirigu, personalmente ci penserei diverse volte”.

"Quindi non sarai d’accordo nemmeno con la doppia esclusione del portiere sardo…

“No, perché non è il caso di fare esperimenti: qui bisogna fare punti per salvarsi e per fare punti bisogna motivare i giocatori più forti che ci sono in rosa. Ora si porta a casa la pelle, poi a giugno si deciderà il futuro. Questo è il suggerimento che io darei, ben sapendo che questi ormai sono giocatori destinati ad andare via”.

"Insomma, tu non credi che ci sia qualcuno che gioca “contro” l’allenatore.

“Giocando contro l’allenatore si gioca contro sé stessi. Se un giocatore ragiona così fa come il marito che per fare un dispetto alla moglie si taglia il membro virile. Non credo tanto a questa tesi. Credo invece che, davanti alle difficoltà, ci siano giocatori con personalità e giocatori che si intimidiscono. Nel Toro sono pochi quelli che rientrano nella prima categoria (un esempio è Belotti) e sono tanti quelli che rientrano nella seconda. Vedi, per giudicare un calciatore ci sono tanti parametri da prendere in considerazione e la personalità non è meno importante delle qualità tecniche”.

"E se il Torino perde anche a Napoli cosa succede?

“Non lo so. Sicuramente una sosta di campionato di solito è il momento che le società scelgono per cambiare allenatore se è il caso di farlo. Io spero solo che chi prenda le decisioni prenda in considerazione tra i criteri della scelta, in caso di cambio allenatore, anche quello che piacerebbe ai tifosi”.

"Quindi vedresti bene uno come Nicola, o il ritorno di Longo?

“Dico solo che in generale per me al Torino ci vuole un tecnico molto molto motivato e che sappia motivare. Uno che sappia stare sul pezzo, un grandissimo lavoratore, un allenatore ‘operaio con la tuta’. Quelli con giacca e cravatta sono altrove”.

"Un allenatore con la tuta come quella che indossava spesso Ventura?

“No, Ventura non è il mio ideale di allenatore, non è secondo me colui che in questo momento possa essere utile alla causa granata”.