Toro News Toro Cairo: "Vendita del Toro? Sono disponibile, ma magari qualcuno mi rimpiangerà..."
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Cairo: "Vendita del Toro? Sono disponibile, ma magari qualcuno mi rimpiangerà..."

Piero Coletta
Le dichiarazioni del presidente granata, Urbano Cairo, sull'ipotesi di cessione del club e sulle scelte di allenatore e calciomercato

Il presidente del Torino Urbano Cairo ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport in merito al futuro della società rispondendo a una domanda sull'ipotetica cessione del club e anche sulle scelte che lui e il DS granata, Gianluca Petrachi, dovranno fare per quanto riguarda la guida tecnica e anche le opzioni di calciomercato. Di seguito tutte le parole del patron del Toro.

Avete già scelto il futuro di D'Aversa? "Con D'Aversa abbiamo un contratto che finisce a giugno. Ha fatto molto bene, è arrivato dopo la brutta prestazione contro il Genoa, dove perdemmo per 3-0, lui ha fatto bene e gli sono grato per il lavoro che ha fatto, per la qualità e per il temperamento. È stato ben riconosciuto dalla squadra. Adesso vediamo, stiamo ragionando con Petrachi per capire la scelte del futuro. D'Aversa chiaramente è ampiamente considerato, poi abbiamo altre ipotesi alle quali stiamo pensando. Dipende anche dalla filosofia di calcio che vuoi seguire. Non voglio anticipare nulla, stiamo ancora ragionando. Io con D'Aversa ho un rapporto personale molto buono, lo stimo ed è una persona top. Avevamo già avuto un incontro che non si era chiuso anni fa, sono contento del lavoro che abbiamo fatto, anche se mi è dispiaciuto esonerare Baroni. Ora vediamo, ma con lui c'è un rapporto ottimo".

Gian Piero Ventura potrebbe tornare in società con un altro ruolo? "Ventura è un amico, abbiamo condiviso cinque anni al Torino. Abbiamo fatto le cose migliori possibili: con Mazzarri arrivammo settimi con più punti in Serie A ma con Ventura siamo andati in Europa League fino agli ottavi. A parte quello, c'è un ottimo rapporto, sono anche suo testimone di nozze. Con lui parlare a calcio vuol dire prendere appunti, ha un'idea di calcio attuale e fresca. C'è un rapporto molto forte, prima di fare delle scelte bisogna farle sul lungo periodo. Ci siamo rivisti più volte, vediamo se la cosa decollerà. Ora però è presto per parlare del resto".

Sta cambiando la filosofia per cercare un'idea di gioco che diverta di più? "Il fatto che la gente venga allo stadio, veda calcio, veda giocatori giovani lanciati del settore giovanile e che crescono anche grazie all'allenatore, come era successo con Ventura, sicuramente è un tema importante. Torino è una piazza esigente, dove un allenatore giovane deve avere una certa scorza per gestire una domanda forte. Bisogna stare attenti a fare le cose giuste, scegliendo magari una filosofia ma implementarla per bene, senza fare dei passi indietro".

A inizio anno si era detto che il Torino si era rinforzato ma nella prima parte di stagione non si è visto... "I giocatori dipendono molto dall'allenatore che scegli e dal modulo che deve essere compatibile con la squadra che hai. Stiamo vedendo le cose con molta attenzione".

Petrachi in passato con lei ha fatto grandi cessione, se sarà costretto ha già individuato quali possono essere i nomi possibili? "Lo fanno tutti e ci sta, alcuni giocatori magari ricevono proposte interessanti. Ora vediamo perché la partita è appena iniziata".

Sarà mai possibile riconquistare quella parte di pubblico che la contesta? La ferisce? "Sicuramente sì. Se si presentasse qualcuno con un'offerta adeguata, ma senza pensare a chissà che cosa, io sono anche disposto a lasciare. Dopo 21 anni non è che devo rimanere ancora. Ci sta un avvicendamento, non lo escludo. Al momento non c'è un'offerta in sé per sé, se ci fosse io sarei disponibile. Poi chissà magari qualcuno mi rimpiangerà ma spero di no perché spero che ci arriverà farà meglio di me però se qualcuno arriva e ha voglia di investire e far bene, io sono disponibile. Lo dico con tranquillità, stare in paradiso a dispetto dei santi non è mai bello. Io ho tante cose da fare, mi sono divertito tantissimo con il Torino anche nei momento difficile, ho sempre dato tutto me stesso. Se arriva qualcuno che ha disponibilità e ha voglia, io sono aperto".

Quanto è stata toccata la sua passione dalle critiche? "La mia passione non è stata minimamente toccata, io dedico al Torino la stessa passione che dedicavo all'inizio. Io però vedo anche le cose e negli anni '40 era una cosa pazzesca e negli anni '70 era grande. Il mondo è cambiato, i fatturati purtroppo nel calcio contano molto più di quanto contavano anni fa. Io quello che ho fatto è prendere un Torino fallito che nei dieci anni prima di me aveva fatto sei stagioni in B, quattro in A e tre volte retrocesso. Adesso siamo in Serie A da 14 anni di fila, prevalentemente nella parte sinistra e abbiamo fatto l'Europa e dei settimi posti. Abbiamo ricostruito il Filadelfia, con altre componenti, ma io ci ho messo una quota d'investimento importante totalmente a fondo perduto ma l'ho fatto volentieri, perché era importantissimo che quel Filadelfia che era distrutto ed era uno scempio, rinascesse e fosse ricostruito. Il Robaldo è pronto con quattro campi bellissimi per i giovani. Il settore giovanile, che era un po' in difficoltà, ha rivinto il campionato e le coppe sfornando 50 giocatori tra Serie A e B per noi o altre squadre".

Il Torino non è poi mai stato in difficoltà economica... "Anche quest'anno potremo fare mercato tranquillamente, non abbiamo alcun tipo di blocco. Questo è ciò che ho fatto. Poi se qualcuno è meglio di me e si presenta io sono felice. Sarà il primo tifoso che andrà a vedere il Toro magari in Maratona se mi accolgono, se no vado in Tribuna. Ciò che conta è che il Toro sia sempre sugli scudi e che faccia meglio".

C'è un po' di amarezza in queste parole? "Le contestazioni sono all'ordine del giorno ma anche per presidenti che hanno vinto scudetti, ma tanti e ci sta. Il mondo è fatto così e devi capire che è così. Va accettato e impegnarti indipendentemente dal fatto che tu abbia il sostegno o meno. Se fai le cose fatte bene poi il sostegno magari arriverà".

Ha visto la serie sul Torino del 1976? "Sì, è bellissima. Mi ha commosso e divertito quando Pecci diceva che all'inizio andava al bar a Bologna da Torino. Anche vedere Pulici che ha fatto cose fantastiche. Lui non mi vuole bene e pazienza, però io ero un suo fan assoluto e quando rivedo i suoi gol mi emoziono".