Toro, cantiere aperto verso Pinzolo
A pochi giorni dalla partenza per il ritiro in Val Rendena (13-25 luglio), il Toro si prepara a voltare pagina. Dopo il deludente tredicesimo posto della scorsa stagione, l'aria che si respira al Filadelfia è quella dell'attesa, sperando nella rifondazione. Al timone c'è senpre Gianluca Petrachi, chiamato a consegnare a Ignazio Abate una rosa capace di riaccendere l'entusiasmo della piazza granata. Ma tra pilastri intoccabili e reparti ancora da plasmare, la strada verso il nuovo Toro è ricca di incognite.
La scommessa in panchina e il carisma di Gazzi
Il vero punto di discontinuità col passato è Ignazio Abate. Reduce da una brillante cavalcata in Serie B con la Juve Stabia, il tecnico affronterà il suo battesimo del fuoco in Serie A con un contratto che lo lega al club fino al 2028. L'inesperienza nella massima categoria rappresenta fisiologicamente l'incognita principale, ma per supportare il nuovo allenatore nella gestione del gruppo, la società ha piazzato un colpo fondamentale fuori dal campo: la nomina di Alessandro Gazzi a nuovo team manager. Lo abbiamo già scritto, ma è utile evidenziare ancora che è un ritorno che scalda il cuore. Gazzi porta in dote il suo spirito di sacrificio, una grandissima etica del lavoro e quel profondo attaccamento alla maglia granata che i tifosi non hanno mai dimenticato. Sarà lui il collante decisivo per trasmettere ai nuovi arrivati cosa significa indossare questi colori.
L'asse portante d'attacco: Zapata, Cholito, Vlašić e Kulenovic
Se in mezzo al campo e dietro si lavora per ricostruire, davanti le fondamenta sembrano finalmente solide. L'attacco riparte dalla stazza e dalla leadership di capitan Duván Zapata, affiancato da un Giovanni Simeone confermatissimo dopo essersi laureato miglior marcatore della scorsa annata con le sue 11 reti. Alle loro spalle, il faro indiscusso sarà Nikola Vlašić. Il trequartista croato, ormai vice-capitano e leader tecnico, è l'imprescindibile punto di contatto tra centrocampo e attacco, e lo sta dimostrando anche nei Mondiali con la sua Croazia, con la quale ha segnato il gol che ha regalato il passaggio ai sedicesimi. Intorno a lui, è confermato Sandro Kulenovic, riscattato dalla Dinamo Zagabria per 3 milioni. Da capire però, se anche Chè Adams resterà in granata. Diversamente, Petrachi dovrà necessariamente aggiungere un'alternativa per garantire ad Abate maggiore imprevedibilità e rotazioni all'altezza.
I rebus esterni e difesa
Il vero snodo critico del mercato granata, al momento, riguarda le corsie laterali e l'assetto arretrato. Sulla fascia sinistra si sta consumando il caso Rafa Obrador: la dirigenza ha deciso di non esercitare l'opzione di riscatto nei tempi previsti, ma Petrachi è al lavoro per cercare di riportare lo spagnolo a Torino tentando di strappare uno sconto sostanzioso sul cartellino. Una strategia al ribasso dettata anche dalla necessità di sistemare una corsia per garantire spinta e copertura. Altro discorso sulla destra, dove Marcus Pedersen sembra rinato dopo lunghe incertezze. Anche l'esterno norvegese sta sfoggiando prestazioni (e anche un gran gol) con la sua nazionale ai mondiali. In ogni caso serviranno dei cambi adeguati. In difesa andrà poi valutato l'impatto dei nuovi dettami tattici sugli elementi ora in rosa, visto gli enormi problemi della scorsa stagione. Punto centrale sarà sempre Ardian Ismajli, sbarcato sotto la Mole un anno fa e chiamato ora a uno step evolutivo importante. In cabina di regia - non confermando il deludente Prati - manca invece ancora un vero e proprio metronomo che sappia prendere in mano i tempi della squadra, a meno che Ilkhan non faccia il vero salto di qualità. Il ritiro di Pinzolo non sarà solo una questione di preparazione atletica: si preannuncia come un laboratorio decisivo per forgiare l'identità del nuovo Toro e permettere a Petrachi di calibrare gli ultimi, indispensabili colpi prima che inizi a fare sul serio. Sarà fondamentale non ripetere l'errore degli ultimi anni: arrivare in ritiro con buchi nei reparti che si rivelerebbero fatali.
MICHELANGELO SUIGO - Manager, docente Luiss, esperto di comunicazione e Public Affairs, giornalista pubblicista col cuore granata. Michelangelo Suigo è un orgoglioso e genuino tifoso granata.
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