Toro News Columnist L'Editoriale Il capolavoro di Cairo?

Il capolavoro di Cairo?

Andrea Calderoni
L'analisi del direttore di Toro News sul nuovo quartier generale delle giovanili granata

Il più bel successo di Urbano Cairo nei 21 anni da presidente del Torino è il centro sportivo Robaldo. Bisogna affermarlo. Bisogna poi anche contestualizzare la parola successo abbinata al Robaldo e più in generale alla presidenza di Cairo. Non si può negare, però, che il lavoro svolto nella zona sud di Torino con il centro sportivo dedicato a tutte le giovanili granata, fino alla Primavera, sia pregevole. Ha proiettato il club granata in una dimensione differente rispetto al passato. Quanto fatto con il Robaldo sembra essere passato un po' sottotraccia in questi mesi in cui il centro sportivo ha iniziato a funzionare a pieno regime e questo rappresenta un peccato. In realtà, il Robaldo per come si è presentato praticamente completo in ogni sua forma (in fase di ultimazione bar e biglietteria) è un centro sportivo all'avanguardia e, come sottolineato negli scorsi giorni, rappresenta già un asset fondamentale per tutto il mondo giovanile granata. La speranza è quindi quella di poter valorizzare quanto più possibile l'impianto che è stato tanto inseguito e sognato. Anche dal punto di vista mediatico sarà auspicabile un'inaugurazione degna di questo nome perché il Robaldo rappresenta a oggi, dopo 21 anni, il più grande patrimonio generato da Cairo in favore della società granata.

Robaldo abbinato a successo: contestualizziamo

Come detto, bisogna innanzitutto contestualizzare la parola successo abbinata al Robaldo. Dieci anni d'attesa per arrivare al punto attuale sono stati tantissimi e hanno rovinato fin dalla partenza la reputazione del nuovo centro sportivo delle giovanili granata. Dire Robaldo per anni è significato parlare di uno dei tanti lavori rallentati della gestione Cairo. Dire Robaldo rientrava in uno dei capi d'accusa nei confronti della presidenza. La vicenda è nota: marzo 2016, il Torino ottiene la concessione triennale del Robaldo impegnandosi a riqualificare il vecchio impianto in zona Mirafiori Sud, in stato di abbandono, ma fin da subito scattano i ritardi. L'assegnazione definitiva al Torino è datata solamente ottobre 2017, nel frattempo emergono criticità strutturali. Il club si rende disponibile a ulteriori investimenti e presenta un nuovo progetto nell'estate del 2018. L'approvazione arriva solo a febbraio 2019 dopo il tempo necessario per perizie e pareri tecnici. Nell'estate 2019 il Torino presenta il permesso di costruire, tuttavia serve un'ulteriore integrazione documentale. Il 2020 è l'anno del Covid e viene perso, la svolta sopraggiunge soltanto nel maggio 2021 con l'approvazione del progetto esecutivo di riqualificazione e il permesso di costruire. Terminati i lavori di bonifica, iniziano gli interventi di demolizione delle strutture esistenti del vecchio centro sportivo nell'estate del 2022. Seguono gli interventi propedeutici alla nuova costruzione e infine viene presentato ufficialmente il progetto che negli anni è stato rivisto più volte. Il primo campo è inaugurato il 4 maggio 2024, poi i lavori proseguono a inizio stagione 2025-2026 quando Under 14, Under 15 e Under 16 iniziano a lavorare stabilmente al Robaldo. Per accogliere Under 17, Under 18 e soprattutto la Primavera si deve attendere ancora qualche mese per il completamento della palazzina, comprendente gli uffici, gli spogliatoi e la palestra. E così si arriva all'avvio della stagione in corso per il trasferimento complessivo.
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Successo abbinato alla presidenza Cairo: contestualizziamo

Inoltre, bisogna anche contestualizzare la parola successo abbinata all'intera gestione Cairo. Il successo del Robaldo può essere amplificato, nonostante la lunghissima trafila che ha portato allo stato attuale, perché nei 21 anni di presidenza i successi sono stati talmente limitati che essere arrivati in fondo a una vicenda annosa come quella del nuovo quartier generale delle giovanili granata è di per sé un grande traguardo. Spieghiamoci meglio. Nella bacheca di Cairo al Torino, priva di quasi tutto sia dentro sia fuori dal campo, il Robaldo è di gran lunga l'opera più avanguardistica e lungimirante, il capolavoro. Il resto è davvero troppo poco per potersi considerare soddisfatti. Ecco quindi che quando c'è poco altro anche un risultato ottenuto con ritardo, con enormi difficoltà, in un mare di critiche diventa per distacco il migliore. Dunque, successo sì, eredità importante sì, asset strategico per le giovanili sì. Tutto però va contestualizzato e calato nella mediocrità di 21 anni di gestione. E ora sul piatto c'è un altro progetto altrettanto importante: lo stadio "Olimpico-Grande Torino". La Città attende il progetto, la palla è nei piedi della società. Non calamitare le critiche (già pervenute) fin dalle primissime battute sarebbe un bel punto di partenza. Per farlo occorre accelerare (non procrastinare, come è spesso accaduto negli ultimi due decenni granata sotto la Mole) e mettere nero su bianco un progetto volto a cambiare faccia al concetto stesso di stadio. Chiediamo troppo?
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