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columnist

L’uomo prima del calciatore

Gianluca Sartori

Editoriale / Singo, Lukic e Bremer hanno le caratteristiche per far parte del Toro del futuro. Edera e Millico no

"“I risultati si ottengono non solo con i calciatori ma anche con gli uomini. Non ci sono solo le qualità tecniche, ma anche quelle umane”.Le parole di Moreno Longo vanno scolpite nella pietra e sarà questa la linea che dovrà seguire il Torino nella costruzione della rosa per la prossima stagione. Che rimanga o meno il tecnico dal cuore granata, ciò che ha insegnato questa stagione è che il Torino deve puntare su giocatori che sentano la maglia e che remino dalla stessa parte. Non su chi vede questa maglia come una semplice tappa momentanea. L’attuale rosa nel suo complesso ha dimostrato poche qualità tecniche ma anche poche qualità umane. “Chi gioca nel Torino deve volerlo”, aveva detto Longo già a Ferrara.

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Quanto accaduto di recente fa capire che tra i giocatori di questo Torino c’è chi vuol tenersi stretta questa maglia anche nella prossima stagione e c’è invece chi ritiene che sia meglio guardarsi intorno pensando magari di meritare qualcosa di più. Nella prima categoria rientrano giocatori come Sasa Lukic, Gleison Bremer e Stephane Singo. Sì, includiamo nella lista anche quest’ultimo sebbene non è da una sola partita che si valuta un calciatore. Tutti e tre i sopracitati sono ragazzi umili e con la giusta mentalità, che hanno saputo aspettare con pazienza e disciplina il loro turno. Lukic è stato spedito in prestito in Spagna e non ha fiatato. Bremer ha passato sette mesi in naftalina nel suo primo anno in Italia senza mai vedere il campo ed è rimasto zitto. Singo ha atteso un anno e mezzo prima di giocare una partita da titolare in A e alla prima occasione, contro la Roma, ha fatto capire inequivocabilmente quanta fame di arrivare ha. È da ragazzi, da uomini come questi tre che il Toro deve ripartire.

C’è invece chi si distingue come esempio negativo. Si parla ovviamente di Edera e Millico, due ragazzi che purtroppo non hanno ancora dimostrato di valere la Serie A ma che evidentemente pensano di dover giocare per grazia divina. Edera ha avuto un’occasione d’oro con il suo mentore Longo, è partito titolare con Parma e Udinese ma poi è sparito. Millico ha giocato uno spezzone buono con l’Inter e poi a Firenze è stato disastroso. Invece di pedalare in silenzio e con umiltà, i due hanno fatto capire di non essere maturi dal punto di vista mentale inducendo Longo a punirli con la mancata convocazione. Aperta parentesi: meglio ridurre elogi e abbassare le luci dei riflettori, quando dalla Primavera granata usciranno altri talenti promettenti.