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Le giovanili del Toro su un campo “bianconero”: quanto serve il Robaldo…

Gianluca Sartori

Giovanili / A fine novembre dovrebbe arrivare il sì definitivo del consiglio comunale sul centro sportivo di strada Castello di Mirafiori

Per chi ha assistito al match di campionato vinto dalla Berretti del Torino con l’Arezzo, giocato al “Chisola” di Vinovo, il colpo d’occhio è stato quantomeno insolito. Giovani granata a giocare in “casa” una partita ufficiale su un terreno con a bordo campo cartelloni bianconeri facenti riferimento alla Scuola Calcio della Juventus. Già, perché la società di Vinovo, una delle realtà dilettantistiche più importanti del Torinese, è da anni affiliata alla galassia bianconera, e tuttora il campo di via del Castello a Vinovo è utilizzato dalla Vecchia Signora come campo base per le categorie più basse del settore giovanile e della Scuola Calcio.

Il Torino, come è noto, non ha mai avuto un centro sportivo unico per le giovanili e da anni utilizza per partite e allenamenti del vivaio diversi campi sparsi per il Torinese: prima il “Don Mosso” di Venaria (teatro delle gare casalinghe della Primavera prima del trasloco al Filadelfia), oggi il Comunale di Grugliasco, il “Santa Rita”, i campi di Orbassano, il centro sportivo “Bacigalupo” di Torino. E da qualche mese nel novero dei campi utilizzati è entrato anche il “Chisola”, opzione utilizzata in caso di necessità vista l’adeguatezza di campo e struttura. Anche la Primavera ultimamente ha utilizzato questo campo per alcune amichevoli. È da sottolineare chiaramente un concetto: non è esattamente con il sorriso sulle labbra che il Torino chiede in “prestito”, per le gare in casa, un campo “bianconero” come quello del Chisola. Nulla di grave, sia chiaro, ma è qualcosa che va contro il senso di appartenenza che contraddistingue la maglia granata. È proprio per questo che il club granata ora spera finalmente di poter presto stringere in mano le chiavi del “Robaldo”.

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Come è noto siamo nella parte finale della telenovela (durata più di due anni) relativa al centro sportivo di 45mila metri sito in strada Castello di Mirafiori, che diventerà il fulcro dell’attività del vivaio del Torino. Con cinque campi a disposizione non ci sarà più bisogno di mandare i ragazzi in giro per Torino e provincia. Il progetto definitivo della società granata dal costo di 4 milioni è stato approvato poche settimane fa dalla Circoscrizione 2. Ora c’è un passaggio interlocutorio in una conferenza di servizi del Comune di Torino, poi si arriverà all’atto finale, la votazione in Consiglio Comunale. Che dovrebbe arrivare, secondo voci di corridoio, verso fine novembre. In tal caso, tra dicembre e gennaio il Torino potrebbe mettere ufficialmente piede per la prima volta all’interno del Robaldo, chiavi in mano. Sarà un momento storico e quanto mai necessario.