Toro News Interviste Binda a TN: "Serie A, bosco di periferia. Abate? Scelta giusta se..."

Binda a TN: "Serie A, bosco di periferia. Abate? Scelta giusta se..."

Davide Bonsignore
"Due dati balzano all'occhio: in Serie A c'è stato il record di 0-0, in Serie B c'è stato il record di gol"

Analizzare il contesto storico e il contesto storico calcistico in maniera assolutamente distinta, spesso, costituisce una necessità, un dovere. Ma riuscire a creare dei 'link' interessanti tra questi due mondi permette di trovare spiegazioni a riflessioni altrettanto interessanti. Forse, usare inglesismi a caso è il nostro modo di chiedere aiuto rispetto a una lingua talmente bella che non vogliamo modellare a nostro piacimento anche se i tempi ce lo chiedono. Forse, acquistare giocatori stranieri è il nostro modo per gridare aiuto rispetto a un calcio che non sentiamo più nostro. Il calcio italiano sta chiedendo aiuto da troppo tempo. E se ne sono accorti tutti. Trovare una soluzione, però, non sempre è una banalità. Il primo modo per farlo è analizzando i rapporti tra i due campionati più importanti del nostro paese: Serie A e Serie B. Noi l'abbiamo fatto insieme al massimo esperto di Serie B (e non solo) in Italia: Nicola Binda, che ringraziamo per la disponibilità.

Buongiorno Nicola, che campionato di Serie B è stato? “È stato il campionato del coraggio, il campionato in cui ha prevalso il calcio coraggioso, il calcio d'attacco, il calcio offensivo, il calcio propositivo. Fin dall'anno scorso, invece, era un po' più un calcio di difese e contropiedi. Invece quest'anno chi ha avuto più coraggio, chi ha proposto più gioco è stato premiato alla fine. Dalla Serie B c'è stata una proposta di calcio un po' più divertente. Non a caso erano cinque allenatori che dalla Serie B sarebbero andati in serie A. Poi adesso Bianco ha lasciato il Monza e quindi saranno solo quattro. Però oltre ai tre promossi ci sono anche Aquilani e Abate, che erano altri due allenatori che facevano un calcio coraggioso, insieme a Stroppa e ad Alvini, che hanno vinto in questo modo. Soprattutto Alvini col Frosinone colpisce perché è una squadra con un organico normale, senza stelle, ma con un'idea di calcio propositiva, aggressiva, offensiva. È riuscito a trovare gli equilibri giusti e a vincere il campionato. Questo è un bel messaggio. Il Monza, per esempio, ha vinto in un altro modo, cioè con un calcio un po' più a risparmio, “non perdiamo gol e poi abbiamo tanta qualità davanti e un gol lo facciamo”. Ma è stata l'unica squadra: il Frosinone, il Venezia, ma anche il Catanzaro, la Juve Stabia, erano squadre che proponevano un bel calcio; infatti, sono quelle che sono andate più lontano. Quindi il messaggio che ha il campionato è questo: chi ha coraggio, chi propone un calcio arrembante, offensivo, alla fine viene premiato”.