"Due dati balzano all'occhio: in Serie A c'è stato il record di 0-0, in Serie B c'è stato il record di gol"
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IL RAPPORTO SERIE A-SERIE B
Che la Serie A sia in una fase discendente a livello di qualità, è chiaro. La forbice tra i due campionati si assottiglia perché la Serie B cresce o perché semplicemente decresce meno rapidamente? “Bisogna precisare due cose. La prima è che la Serie A non è un campionato competitivo, nel senso che poche squadre competono per un obiettivo da raggiungere. Due terzi, dodici, tredici squadre giocano solo per salvarsi e dieci di loro ci arrivano serenamente. Chi compete per qualcosa sono quelle sei o sette che vogliono andare in Europa o vincere lo scudetto. Quindi questo porta a fare un campionato poco agonistico, il record di 0-0 quest'anno in Serie A, il pareggino… sono molto diffusi, perché l'importante è non perdere. E quindi questo porta a un prodotto poco divertente, poco entusiasmante, perché vedi delle squadre, delle partite, Udinese-Lecce, Parma-Genoa… sono tutti pareggini, di comodo, non diverte tanto. Però è vero che queste squadre, oltre all'obiettivo di mantenere la categoria, hanno l'obiettivo di mettere in mostra dei giocatori poi da rivendere, perché fondamentalmente il player trading è la loro prima intenzione. E quindi mettono in mostra dei giocatori con dei motori, con della qualità che obiettivamente in Serie B è difficile vedere. Quindi la differenza si vede più nei singoli giocatori, c'è una qualità media dei giocatori di Serie A che è più alta rispetto a quelle di Serie B. Però ripeto, in Serie A si trovano squadre che fondamentalmente giocano per non perdere, in Serie B invece si vede più agonismo, si vedono più squadre che giocano per conquistare qualcosa, la differenza è un po' tutta lì”.
È proprio per questo aspetto di agonismo, di mentalità, che il legame tra massimo campionato e campionato cadetto si sta stringendo sempre di più? “Ci sono due dati però che balzano all'occhio: in Serie A c'è stato il record di 0-0, in Serie B c'è stato il record di gol. Questi non sono dati che possono essere sottovalutati, perché in Serie B si vedono squadre che giocano per far gol, per vincere partite, poi magari ne vincono solo 1-0, però la ricerca del gol è molto più marcata rispetto che in Serie A. Poi certo, un giocatore sale dalla Serie B ed è un altro mondo, perché trova veramente dei giocatori con delle strutture fisiche che sono differenti, perché sono dei motori molto più… è come passare dal rally alla Formula 1, no? Le macchine in Formula 1 sono molto più strutturate, in pista sono lanciate, quelle da rally viaggiano su strade dissestate e fanno miracoli. Allora è la macchina da rally che viene messa in pista, che deve essere strutturata per reggere la pista e non andare sulla strada di campagna. Quindi la differenza si vede nel motore dei singoli giocatori. A volte in Serie A il giocatore ha la capacità magari per 10 minuti di non toccare palla, ma poi in un minuto di fare la prodezza e vincere la partita. Questa cosa in Serie B non si vede. In Serie B il giocatore novanta minuti su novanta è sempre dentro la partita. È più nei singoli giocatori che si vede la differenza, che nella qualità delle squadre”.
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