Toro News Interviste Esclusiva TN, Baldini: "Luongo in prima squadra? Vi racconto com’è andata… "

Esclusiva TN, Baldini: "Luongo in prima squadra? Vi racconto com’è andata… "

Davide Bonsignore
"L'idea è quella di improntare il settore giovanile del Torino su questa situazione"

Lo stupore e l'ammirazione sono entrambi sentimenti presenti nei giudizi di chi ha avuto modo di veder lavorare i ragazzi di Francesco Baldini in ritiro a Spiazzo. I "mille" sono entrati nelle menti, oltre che nelle gambe, dei giocatori: una salita e una discesa su cui il tecnico ha puntato molto per costruire il coraggio e la grinta dei suoi giocatori. Francesco Baldini, con grande soddisfazione, ha fatto un bilancio del periodo passato in Val Rendena in esclusiva ai microfoni di Toro News.

Buonasera mister, computo delle due amichevoli: 13 gol fatti, 0 subiti. Ci fa un bilancio generale di questo ritiro, come hanno lavorato i ragazzi? È soddisfatto? "Ho raggiunto quello che volevo raggiungere con questo ritiro. I carichi di lavoro sono stati pesanti, ma come spiegavo l'altra volta mi interessava relativamente l'aspetto atletico, a me interessava far capire la fatica ai ragazzi. Mi interessava far capire l'aspetto mentale che ci può essere nel fare dieci volte i "mille": non è solo una questione fisica, è una questione mentale. E i ragazzi hanno fatto un grande ritiro. In questo momento a loro si possono solo fare i complimenti. Non abbiamo avuto infortuni e penso che sia una cosa importantissima. Abbiamo toccato un po' tutti i concetti che volevamo toccare. Poi è logico che siamo semplicemente all'inizio, ci ancora tante cose da sistemare. Però la volontà dei ragazzi è importante".

Ha avuto modo di lavorare anche con alcuni giocatori nuovi, si pensi a Boerleider, Tomic, poi Zaghini e Scacchi che oggi (23 luglio, ndr) hanno fatto una grande partita. Come sono stati l'approccio e l'inserimento di questi ragazzi? "Ragiono, per esempio, su Tomic: l'abbiamo integrato piano piano. Anche con lui siamo partiti dal lavoro metabolico, gli abbiamo fatto fare della corsa, per i primi 3-4 giorni non gli abbiamo fatto fare esercizi con la palla, per integrarlo nel migliore dei modi. Però questo è un buon gruppo, ha la base del gruppo che ha vinto il campionato italiano. Quando vinci poi è sempre facile formare il gruppo, e sono loro bravi ad integrare i nuovi. Io ho uno staff molto concentrato su questo, ma poi guardo semplicemente l'aspetto tecnico e quello tattico".

Poi, invece, con alcuni giocatori non ha avuto modo di lavorare perché sono andati a Pinzolo con la prima squadra. Si pensi a Kugyela, Carrascosa, Cereser ma soprattutto a Luongo, che sta facendo molto bene. Sotto questo aspetto è più la soddisfazione o più la curiosità di vedere come agiscono? "Non dimentichiamo Pellini e Acquah. Questa è una mia grande soddisfazione. Non ultima quella di Luongo, mi è stato chiesto un giocatore tecnico e io ho suggerito lui. Quindi sono molto contento di questo. C'è da dire una cosa importante: c'erano cinque che vengono dalle annate precedenti e che erano in campo ieri con la prima squadra (Dellavalle, Dalla Vecchia, Njie, Dembélé, Gineitis, ndr). Il Torino di Ludergnani, e quindi anche di Cairo, ha un settore giovanile che in tutte le sue squadre, perché poi io le ho guardate tutte, ha 5-6 elementi che possono fare i calciatori di alto livello, anche nei più piccoli. Il lavoro di Ludergnani con tutti i suoi scout è un lavoro veramente importante. Quindi vuol dire, in queste ultime annate che vedo io, nei prossimi 5-6 anni arriverà sempre qualcuno. Perché noi abbiamo dato tanti giocatori alla prima squadra, ma la Primavera è composta da giocatori che possono andare di là, quindi non è che ci siamo indeboliti. Ci sono 5-6 giocatori in Primavera che magari la prossima stagione faranno parte del ritiro della prima squadra. Quindi il lavoro che fanno gli scout, il lavoro di Ludergnani, è un lavoro importante".

A proposito di Acquah: come sta vivendo questo periodo? "Si è infortunato, è giù (a Torino, ndr) a fare riabilitazione, e quindi non l'ho ancora visto. Ho un ottimo rapporto con Willy (Acquah, ndr), quindi appena torneremo giù, se tornerà a lavorare con noi, farò in modo di rimetterlo in forma. Anche lui dovrà alzare il livello della fatica, quindi prima partirà dai lavori che hanno fatto i ragazzi in ritiro. Lo aspetta un bel rientro. Ora l'importante è che guarisca dall'infortunio e poi lo farò lavorare prima di metterlo in campo, perché dovrà fare il lavoro che hanno fatto gli altri".

Lei ha lavorato come fatto l'anno scorso su un 4-3-3. Si è notata una differenza di moduli tra la Primavera e la prima squadra, tra un 4-3-3 e un 3-4-2-1. L'idea è di improntare Primavera e Under 18 in questa direzione? "No, l'idea è quella di improntare il settore giovanile del Torino su questa situazione qui. Penso che non sia semplice adeguare nel 2026 in Italia tutto il settore giovanile alla prima squadra, perché, anche se mi auguro che Abate rimanga a Torino 5 anni, vorrebbe dire ogni anno cambiare allenatore. E ogni anno quindi tutto il settore giovanile si dovrebbe rivoluzionare a livello di metodologia di lavoro. Quindi il settore giovanile ha una sua metodologia di lavoro. Ludergnani, non tanto a livello di modulo, vuole squadre aggressive, che vadano in avanti, che abbiano il coraggio di costruire. Quindi se noi andiamo ad analizzare i moduli, ci sono dei moduli che permettono di andare in avanti a pressare e moduli che invece sono un po' più difensivisti. Il Torino, secondo me, da qui in avanti si vedrà difficilmente giocare con il 3-5-2, faccio un esempio. Quindi non è una questione modulo, ma è una questione di mentalità e di cosa si vuole. Quello che si vuole è questo, lo imposteremo in Primavera, in Under 18, ma lo imposteremo in tutte le categorie del settore giovanile".

L'ultima volta che ci siamo incontrati era molto soddisfatto di questo aspetto: qual è il primo passo per riunire sotto lo stesso tetto Primavera e Under 18? "Sono molto soddisfatto. È un'idea che ho avuto io e ho proposto al direttore. Ed è stata subito presa come una buona idea. Naturalmente la responsabilità sarà la mia, saranno due squadre ben distinte, però con la stessa metodologia di lavoro. Infatti Vegliato, che ha fatto due anni importanti (in Under 18, ndr), non è stato messo in Under 16 perché non ha fatto bene, ma perché sarà un mio stretto collaboratore a fare l'allenatore dell'Under 18, perché le due squadre saranno unificate. Si partirà già dalla squadra di Vegliato per andare avanti con la stessa metodologia di lavoro. Penso che uno dei problemi che abbiamo avuto in Italia sia proprio questo nei settori giovanili. Io in questo modo avevo già lavorato quando ero alla Roma. Non si fa altro che far crescere i ragazzi, perché la continuità poi fa crescere i ragazzi. Quindi la Primavera e l'Under 18 saranno unificate in tutto e per tutto a livello di metodo di lavoro. Non sarà più un "vado in Under 18 per punizione", ma sarà prendere un 2009, per esempio, che un sabato possa giocare in Under 18 e la domenica dopo possa giocare in Primavera. Perché le idee saranno le stesse, i concetti saranno gli stessi. Io non dovrò più dire il nome di un giocatore: se io dico al mio collaboratore che mi serve un numero 8, lui sa cosa deve fare una mezzala col numero 8. E quindi è tutto più semplice, è tutto più allineato".