Toro News Interviste Giustizieri (Juventibus): "Bremer? Non è più intoccabile. Si aprono discussioni"
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Giustizieri (Juventibus): "Bremer? Non è più intoccabile. Si aprono discussioni"

Federico De Milano
Conosciamo tutti i segreti della formazione bianconera, prossima avversaria del Toro, grazie alla presentazione della collega che la conosce molto bene

Non è un finale di campionato banale, nonostante il Torino non abbia più nulla da chiedere a questa anonima stagione, il 38° turno di Serie A mette sul cammino dei granata il sentitissimo derby contro i rivali della Juventus. I bianconeri non stanno attraversando un momento facile con il rischio concreto di restare fuori dalle prime quattro in classifica, la squalifica del grande ex Bremer e anche l'infortunio del numero 10 Kenan Yildiz. Per conoscere tutti i segreti della squadra di Spalletti, abbiamo posto alcune domande a chi la conosce molto bene. Si tratta di Lorenza Giustizieri, giornalista al seguito della Vecchia Signora per conto di Juventibus che noi ringraziamo per essersi concessa ai nostri microfoni e per averci presentato lo stato di forma e molto altro dei prossimi avversari del Toro.

Buongiorno Lorenza, la Juventus non arriva certamente nelle migliori condizioni a questo derby, qual è l’umore della piazza e quali sono le condizioni fisiche della squadra alla vigilia della gara? "La Juventus arriva a questo derby nel peggior momento possibile, sia dal punto di vista mentale che fisico. L’umore della piazza è praticamente sottoterra dopo la brutta prestazione casalinga contro la Fiorentina e soprattutto dopo aver perso il vantaggio accumulato nella corsa Champions. C’è grande delusione perché la squadra, nel momento decisivo della stagione, ha dato l’impressione di crollare sotto pressione. Anche fisicamente la situazione non è semplice. Thuram non è al meglio: continua a convivere con un problema fisico che ne limita il lavoro alla Continassa e lo staff sta gestendo con molta attenzione i suoi carichi. Yildiz invece è out per un problema al polpaccio che si aggiunge ai fastidi al ginocchio con cui convive da tempo. E poi c’è l’assenza di Bremer, squalificato, che toglie ulteriori certezze a una squadra già fragile difensivamente".

A proposito di Bremer, che tra l'altro è un ex granata, come giudica la sua stagione? "Non è mai facile per un giocatore affrontare la stagione successiva a un infortunio al crociato, e questo vale anche per Bremer. Fino a qualche mese fa sembrava uno dei punti fermi assoluti da cui ripartire nel nuovo progetto bianconero, ma le ultime prestazioni hanno inevitabilmente aperto delle discussioni. Penso alle gare contro Genoa (nonostante il gol), Sassuolo, Verona e anche all’ultima contro la Fiorentina: partite in cui è apparso meno dominante rispetto al passato e in cui ha commesso qualche errore di troppo. Inoltre hanno fatto discutere anche alcune sue dichiarazioni di qualche settimana fa in cui diceva che 'La Juve sono sei anni che sta galleggiando e non può succedere. Mi trovo bene, ma è importante tornare a vincere. Per essere considerati campioni bisogna vincere e io voglio vincere'. Parole forti, che hanno acceso il dibattito nell’ambiente bianconero. Personalmente non metto in discussione il valore e l’esperienza di un giocatore che per tanto tempo è stato un pilastro difensivo della Juve, però oggi, guardando l’intera stagione, il suo rendimento mi sembra ai limiti della sufficienza. E non credo sia più così intoccabile come poteva sembrare in passato".

Pensa che il futuro di Spalletti sulla panchina bianconera sia legato anche al risultato di questo derby? "Credo che il futuro di Spalletti non sia legato esclusivamente al risultato di questo derby. Se una società decide di rinnovare un allenatore anche senza la certezza di aver raggiunto l’obiettivo minimo stagionale, significa che a monte c’è la volontà di portare avanti un progetto. Detto questo, nel calcio nessuno è mai davvero al sicuro, nemmeno quando si vince. È chiaro che un derby perso aumenterebbe ulteriormente tensioni e critiche, ma penso che le valutazioni della società vadano oltre una singola partita".

TURIN, ITALY - OCTOBER 31: Head coach Luciano Spalletti of Juventus during a training session at JTC on October 31, 2025 in Turin, Italy. (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Cosa non sta funzionando in campo per la Juve nelle ultime gare? Quali sono i principali punti deboli emersi di recente che il Torino dovrebbe cercare di sfruttare? "In questo momento alla Juventus sta funzionando davvero poco. I problemi sono evidenti in tutti i reparti, a partire dal portiere, per passare alla fase difensiva, a centrocampo, e un attacco che non produce gol. Fino ad arrivare alla gestione mentale delle partite. La squadra dà l’impressione di essere arrivata stanchissima a fine stagione: giocatori come Thuram e Yildiz ne sono l’esempio più evidente, sia per condizione fisica che per rendimento. Mancano certezze, manca continuità e soprattutto si vede una squadra fragile dal punto di vista psicologico. Alla prima difficoltà la Juve sembra spegnersi e questo è probabilmente il problema più grave. Il Torino potrebbe sfruttare molto il fattore campo e soprattutto la pressione enorme che la Juventus avrà addosso. La qualificazione Champions ormai non è più completamente nelle mani dei bianconeri e questo aumenta ansia e tensione. Inoltre l’assenza di Yildiz, anche se negli ultimi tempi sta giocando a mezzo servizio, toglie imprevedibilità a una squadra che già crea poco".

E invece cosa o chi continua ad essere un punto di forza per la squadra e che potrebbe rappresentare un pericolo per il Toro? "Sarò sincera: oggi faccio fatica a individuare un vero punto di forza in questa Juventus. È una squadra che in questo momento sembra persa, soprattutto mentalmente, ed è un peccato perché secondo me la qualità nella rosa non manca. Però l’aspetto psicologico nel calcio è fondamentale e adesso è proprio quello che sta venendo meno. Se devo indicare qualcuno che può ancora accendere la squadra, direi Conceição, perché è uno dei pochi che prova ancora a creare qualcosa e a dare uno sprint offensivo. E aggiungo anche Gatti: magari con l’assenza di Bremer potrebbe avere ancora più responsabilità e, per carattere e grinta, è uno di quelli che può trascinare emotivamente il gruppo".