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Esclusiva

Patrizio Sala a TN: “A Vagnati dico bravo. Belotti? Io non sarei rimasto”

Andrea Calderoni

In esclusiva su Toro News parla l’eroe dell’ultimo scudetto che analizza il momento granata a mercato chiuso

Patrizio Sala crede nella cura Ivan Juric, plaude Davide Vagnati per il lavoro svolto durante l’estate ed esprime le proprie perplessità circa la decisione di Andrea Belotti di rimanere al Torino. L’eroe dell’ultimo scudetto granata analizza in esclusiva su Toro News il momento del Torino nella settimana che porta alla terza giornata di campionato contro la Salernitana.

Buongiorno Patrizio, a bocce ferme come si può giudicare il calciomercato del Torino?

“Giudicarlo diventa difficile, perché tutto dipende dal campo. Secondo me, tra quattro-cinque partite potremo avere un’idea più chiara. Io aspetto a emettere un giudizio. Abbiamo perso due gare, abbiamo un nuovo allenatore, molto bravo con un carattere che credo possa fare molto bene con il Torino. Al momento risulta difficile dire che campionato potrà fare il Toro. Qualcosa in più si potrà dire alla prossima sosta per le Nazionali”.

Tra l’altro, il finale di calciomercato è stato particolarmente convulso.

“È stata fatta una campagna acquisti un po’ all’ultimo momento, purtroppo. Se nelle prime due giornate avessimo avuto anche i rinforzi, forse sarebbero finite diversamente. Ma ovviamente non si potrà mai dire con certezza. Era, comunque, importante avere i nuovi due settimane prima perché sarebbero già stati rodati per il match con la Salernitana. Invece, saranno un po’ in ritardo. Spero che il Torino possa comunque fare punti con la Salernitana, perché è importante fare punti con le dirette concorrenti. Il nostro campionato dell’anno scorso è stato disastroso, mi auguro che non si ripeta una cosa simile”.

“Un allenatore tosto che ha detto quello che pensa, senza peli sulla lingua. Ha detto la verità, a differenza di altri predecessori che non l’hanno rivelata subito e poi hanno provato a rimediare. Nel calcio ci vuole un po’ più di trasparenza. Sono convinto che Juric sia l’allenatore giusto per il Torino. Dice quello che pensa e credo che possa fare un buon campionato. Vedremo quello che accadrà nelle prossime quattro o cinque partite”.

Che idea si è fatto sui nuovi innesti?

“Praet mi sembra un buon giocatore, anche Brekalo è tecnicamente valido. Però, credo che l’innesto più importante si rivelerà Pjaca. Ha girovagato per tre anni in Italia senza fare nulla di buonissimo. Questo potrebbe essere il suo anno. Ci saranno le condizioni per fare bene, dovrà tirare fuori gli attributi che aveva dimostrato di avere prima degli infortuni”.

Era una campagna acquisti importante anche per il direttore sportivo Davide Vagnati. È riuscito a riscattarsi?

“Io credo di sì. Tra mille difficoltà c’è riuscito. Soldi, da quanto ho capito, non ce n’erano. È stato comunque capace di piazzare tre colpi buoni. Bisogna dirgli bravo. È un essere umano, può sbagliare anche lui, ma quando bisogna fargli un complimento lo si deve emettere senza pregiudizi”.

Questione Belotti. Cosa pensa dell’evoluzione che ha avuto la vicenda?

“Il ragazzo ha fatto bene a tergiversare, perché era giusto aspettare per capire cosa voleva fare effettivamente la società. Belotti ha un contratto sino al 2022 e se vuole rispettarlo è una sua scelta”.

Lei sarebbe rimasto?

“No, io personalmente sarei andato via, perché negli ultimi anni il Torino ha peccato molto in rifornimenti a Belotti. La scelta migliore per lui, non per il Torino, sarebbe stata andare altrove. Ha deciso diversamente. Avrà le sue motivazioni e le sue ragioni”.

Si può rinsaldare il rapporto tra il presidente Urbano Cairo e l’ambiente granata? Se sì, come?

“I risultati sono la medicina migliore per tutte le realtà calcistiche. I risultati portano serenità, consapevolezza, voglia. Purtroppo la squadra e la società hanno bucato due campionati di fila. La paura esiste ancora. Spero che termini con il nuovo allenatore e i nuovi innesti. Il coraggio a Juric non manca e vedremo un Torino molto aggressivo, questa è l’unica certezza che ho”.

“Una stagione complicata. Quando ti senti messo in disparte, non vivi bene la situazione. Sarà pesante da digerire per loro”.