Toro News Interviste Vitiello (FcInter1908): "Darmian? In Serie A può fare ancora bene un paio d'anni"
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Vitiello (FcInter1908): "Darmian? In Serie A può fare ancora bene un paio d'anni"

Federico De Milano
Conosciamo tutti i segreti dell'Inter, prossima avversaria del Toro in campionato, grazie al collega che la segue sempre da vicino

Il Torino vuole rifarsi dopo un deludente pareggio per 0-0 contro la Cremonese, ma il calendario non presenta adesso una delle partite più semplici del campionato. Domenica allo stadio Olimpico Grande Torino arriva infatti in visita l'Inter capolista in Serie A e destinata a vincere lo Scudetto. La gara d'andata fu quella di debutto del Toro di Marco Baroni in campionato e fu una figuraccia per i granata. Ora in panchina c'è Roberto D'Aversa che cercherà di strappare punti alla formazione di Cristian Chivu. Per conoscere i punti di forza e quelli di debolezza dei nerazzurri, abbiamo posto alcune domande a chi li conosce molto bene. Si tratta di Daniele Vitiello, giornalista di FC Inter 1908, che ringraziamo per essersi concesso ai nostri microfoni e per averci introdotti al match dal punto di vista dei prossimi avversari dei granata.

Buongiorno Daniele, in che condizioni fisiche e di umore arriva l'Inter a questa sfida contro il Torino? Lo Scudetto sembra ormai a un passo... "Le partite che l'Inter ha affrontato da dopo la sosta, quindi a partire da quella contro la Roma, hanno dato una dimostrazione del fatto che Chivu abbia ritrovato la squadra pronta dal punto di vista fisico - al netto di alcuni in flessione come Dimarco - e anche nei secondi tempi sta venendo sempre fuori con un impeto particolare. Questo è sintomo del fatto che le condizioni atletiche sono buone e nella sosta la squadra ha recuperato dalla flessione evidente del mese di marzo. Si è ritrovato anche entusiasmo e ora la classifica sorride tenendola al riparo da brutte sorprese. Ha trovato gol e vittorie anche senza il suo capitano Lautaro Martinez".

In questa crescita della squadra e del suo allenatore, Cristian Chivu, quanto è cambiato il gioco rispetto a inizio stagione? La partita di andata fra queste due squadre si è giocata proprio nel primo turno di Serie A... "Chivu aveva già rodato un po' la squadra in estate al Mondiale per Club e doveva alzarsi dopo lo scotto del finale della scorsa stagione. Per l'Inter è stata un'estate particolare ma dopo la vittoria al debutto contro il Torino, i nerazzurri hanno dovuto fronteggiare due sconfitte contro Udinese e Juventus. In quella partita abbiamo iniziato a vedere cosa aveva in testa Chivu e cosa volesse dare per riportare stimoli nel gruppo. Il 3-5-2 è un segno di continuità nel modulo ma offre un gioco molto diverso e in questi mesi ha imparato a farlo sempre meglio. Ora propone un blocco molto più alto, in fase di non possesso esercita grande pressing sui portatori di palla avversari soprattutto con gli attaccanti e corre anche il rischio di prendere qualche contropiede. C'è stata infatti una sorta di metamorfosi quando si è deciso di mettere Akanji al centro con Bisseck titolare e Acerbi che è finito spesso fuori. Rispetto all'Inter di Simone Inzaghi, questa squadra palleggia meno e va più in verticale, cercando subito le punte".

A fine stagione l'ex granata Matteo Darmian lascerà l'Inter per il contratto in scadenza e sta trovando poco spazio. Può essere ancora un giocatore valido per un club di Serie A? "Parto col dire che si è sempre dimostrato preziosissimo per l'Inter. Darmian è arrivato nell'indifferenza più totale ed è stato uno di quegli acquisti che ha dimostrato un valore ben più alto della attese. Lui è stato fondamentale perché ha sempre dato grande disponibilità adattandosi a tanti ruoli diversi con molto spirito di sacrificio. Penso che questa stagione non sia molto indicativa del suo reale valore perché ha avuto un infortunio molto serio al soleo, riscontrando alcune difficoltà nel percorso di riabilitazione. Ciò non toglie che possa affrontare ancora una o due stagione per una squadra che magari gioca meno partite con meno pressioni, glielo auguro per il suo spessore umano ancora prima di quello professionale. Ci sono stati dei contatti col Torino e vedremo se sarà la sua scelta definitiva".

Quali possono essere i punti deboli di questa Inter emersi nelle ultime gare? Su cosa dovrebbe far leva il Toro per cercare di mettere in difficoltà il suo avversario? "L'Inter può migliorare l'approccio ad alcune partite. Penso alle ultime prestazioni perché anche nella vittoria col Cagliari, i nerazzurri sono venuti fuori col tempo. Nella prima frazione c'era stato più equilibrio, quindi è una squadra che accetta anche di farsi aggredire un po' nei primi minuti. Immagino quindi che il Torino possa provare ad attaccare subito a inizio partita e a sfruttare un eventuale calo psicologico che potrebbe anche essere fisiologico ma che Chivu cercherà di evitare".

D'altro canto, quali sono i principali punti di forza dei nerazzurri e chi è parso maggiormente in forma nel periodo recente? "C'è stata grande continuità in questa stagione: nell'ultimo periodo ci sono parecchi giocatori in forma ma credo non si possa non citare il momento che sta attraversando Calhanoglu. Dopo un mese di marzo un po' distratto, anche per gli impegni con la nazionale turca con la quale ha conquistato il Mondiale a cui teneva tantissimo, è arrivato un exploit importante in questo finale di stagione. Si è anche un po' preservato dal punto di vista fisico per arrivare in forma in questo momento decisivo. È un'Inter che viene fuori alla distanza e che ha tante alternative per far male agli avversari, non solo dal reparto d'attacco. Occhio anche alle palle inattive con tanti bravi battitori e diversi saltatori: il miglior attacco del campionato ha tanti argomenti per farsi considerare pericoloso anche in assenza del capocannoniere della Serie A".