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D'Aversa presenta Pisa-Torino: "Parola d'ordine è pretendere. Su Petrachi e il blocco italiano..."

Matteo Curreri
Conclusa la sosta per le nazionali, il tecnico granata risponde alle domande dei giornalisti in vista della trasferta toscana

Vigilia di Pisa-Torino, il tecnico Roberto D'Aversa si presenta in conferenza stampa per parlare della prossima gara. Dopo due vittorie interne contro Lazio e Parma, il tecnico cerca il primo acuto lontano dal Grande Torino. Di seguito le risposte alle domande dei giornalisti presenti in Sala Conferenze.

14.05 Si attende l'arrivo di D'Aversa previsto per le 14.20

14.25 Ecco D'Aversa, via alle domande

Come ha trovato la squadra dopo la sosta? Questo periodo le è servito per lavorare sulla squadra?

"C'è sempre l'incognita di quando ci sono le pause per le nazionali. In queste settimana abbiamo cercato di lavorare sull'aspetto fisico e su altri aspetti. Poi è chiaro che si lavora più sull'individuale. Sono contento di come hanno lavorato. Aspettiamo un impegno importante come quello di domani".

Qual è la strada più corretta per risalire la china per il calcio italiano?

"Ho letto tante cose. Il mio pensiero è che ci serve molto tempo. Mi spiace per Gattuso perché fa tutto con passione. Oggi preferisco non fare considerazioni, il focus deve essere sul Pisa".

Che consapevolezza ha la squadra del trittico di partite?

"La consapevolezza sta nel fatto che nell’ultima partita in casa il Pisa ha vinto in inferiorità numerica. Per noi è importante fare risultato sia per la classifica che per migliorare il cammino fuori casa. La partita di domani è fondamentale per la salvezza, ma soprattutto per affrontare il resto del campionato in maniera diversa. Dobbiamo andare in campo con la determinazione di avvicinarci di più all’obiettivo che passa da domani".

Che insidie presenta la partita di domani?

"La parola d’ordine è pretendere. Questo passa da superare ogni ostacolo. Basta pensare all’ultima partita del Pisa con il Cagliari: hanno meritato di vincere in 10 contro 11. La partita di domani ci deve servire per avvicinarci all’obiettivo di preservare la categoria".

Dopo 4 partite è soddisfatto dell’atteggiamento?

"Sì per l’atteggiamento sono soddisfatto e per il coraggio, considerate anche Napoli e Milan, la squadra lo ha dimostrato. C’è da migliorare, lì dove si fanno le prestazioni, quelli che sono gli errori per far sì che il risultato sia positivo".

Il Torino nelle ultime partite ha preso più gol in trasferta che in casa. Come si può migliorare?

"Le due trasferte hanno coinciso con due squadre che lottano per lo scudetto. È evidente che lì dove commetti errori con squadre dove la qualità è simile puoi rimediare o essere bravo a non subire. Se capita contro grandi squadre che hanno qualità poi la percentuale di subire commettendo errori aumenta, quindi la qualità del Napoli e del Milan ti porta a subire. Le responsabilità sono della squadra, non solo della difesa. Sono errori di singoli, tecnici, su cui si può lavorare. Diverso è dover lavorare sull’atteggiamento".

Ieri Petrachi ha parlato di senso di appartenenza e di blocco italiano...

"Mi trovo d’accordo con le sue parole. In passato, dove si è avuto successo c’era un senso di appartenenza. Può essere un vantaggio inserire italiani per questo senso di appartenenza, ma è tutto il contorno che ti porta a farlo. Vorrei che arrivando al Fila si respirasse tutto ciò: ma contano tutte le componenti di un club. Chi ha vinto in Italia e in Europa ha sempre avuto un nucleo importante”.

"Dispiace perché Duvan stava lavorando sodo per tornare a una condizione ottimale. Mi piace pensare positivo, questa può essere un’opportunità per altri. Adams o Kulenovic, hanno già giocato con Simeone. Sappiamo pregi degli avversari e come sfruttare i difetti: più che cambiamenti singoli per Simeone il discorso è da fare sull’intera squadra".

Cosa cambia tra Pedersen e Lazaro?

"Quando un allenatore fa delle scelte le fa per il bene della squadra. Difficile trovare la velocità di Pedersen: ha una qualità fisica importante. A livello offensivo può darci di più. Dipende dall’avversario che si ritrova in fascia. Lazaro è costante in entrambe le fasi. Pedersen in questo momento sta molto bene, sicuramente vanno bene entrambi".

In 30 partite, solo in 7 casi il Toro ha avuto il 50% del possesso palla. Questo è un dato su cui tende a lavorare?

"Dipende come vogliamo considerare il possesso palla. Se vogliamo migliorare il possesso palla, dipende dalle caratteristiche della squadra. Ho dei giocatori che nella riconquista del pallone sfruttano le loro caratteristiche. Si può migliorare: se il possesso crea presupposti per far gol è giusto cercare di migliorare. Nel calcio la cosa che conta è fare gol, se il possesso ti porta a creare presupposti per fare gol allora sì è bene migliorarlo. Ed è pure un modo per migliorare la fase difensiva, costringendo a fare una partita diversa”.

Il punto dall'infermeria?

Zapata e Aboukhlal non sono disponibili. Il resto della rosa verrà convocato