Toro News Toro Alessio Cacciamani, gradino dopo gradino: la scalata verso il sogno del calcio

Alessio Cacciamani, gradino dopo gradino: la scalata verso il sogno del calcio

Davide Bonsignore
Dalle tre categorie in una stagione alla convocazione dell'Italia: il sogno di Alessio Cacciamani

Avete presente quando prendete in mano un vecchio disco in vinile? È bellissimo. Vi evoca grandi emozioni, batticuore... E, a dire il vero, non è neanche così fragile. Però avete una paura tremenda che qualsiasi vostra azione possa rovinarlo. Possa graffiarlo. O peggio, possa romperlo. C'è bisogno di tempo prima che le vostre mani facciano l'abitudine a maneggiare qualcosa di così bello e prezioso, possano toccarlo senza più il timore di fargli qualcosa. Ma, intanto, avete paura. Questo succede alle squadre di calcio con i propri giovani. Questo succede al Torino con Alessio Cacciamani.

L'Italia e l'amore per i giovani: occhio ai paragoni

Si può dire tutto del calcio italiano: facciamo fatica a far esordire i giovani? È vero. Abbiamo paura di non saperli gestire? È vero. Siamo più indietro rispetto agli altri paesi europei? È vero. Ma c'è una cosa che non si può dire: non sappiamo affezionarci a loro? No, li amiamo. Non sono mancati esempi in ogni fase della vita del nostro calcio. Non mancano esempi ora. Al Milan per anni si è parlato solo di Donnarumma, oggi è la volta di Camarda. Pio Esposito? Il nome più chiacchierato, da diverso tempo. Bove, con tutto quello che gli è successo, è diventato un veterano... È un 2004. Insomma, forse avremo una paura tremenda a maneggiare questi vinili. Ma li adoriamo, eccome.

Con Cacciamani il percorso è lo stesso. Per questo è necessario partire da una considerazione importante, fondamentale: con lui, è vietato sbagliare. Nelle giovanili il classe 2007 si è messo in mostra, attirando su di sé gli occhi di molti in Italia. "Mi paragonavano a Lentini", ha raccontato il giocatore in un'intervista rilasciata a La Stampa: "Papà mi ha parlato tanto di lui, ho visto i video. So che è stato un grandissimo calciatore". I paragoni sono sempre un bel rischio: toccare mostri sacri come Lentini fa paura. Ed è giusto che sia così. In effetti, però, le giocate di Cacciamani nelle giovanili facevano ben sperare.

La carriera: dall'Ancona al Torino, dalle giovanili alla prima squadra

Il talento marchigiano, originario di Jesi, è arrivato in granata dall'Ancona tre estati fa. Stagione 2023/2024, sulla panchina del Torino c'è Juric, un allenatore che ha dimostrato a più riprese di saperli trattare questi vinili, di non aver paura di giocare con loro. Gineitis ne è il primo esempio. Per Cacciamani, però, è ancora presto. Prestissimo. Inizia la stagione che ha solo 16 anni e con l'Under 17 di Rebuffi fa bene. 24 partite, 3 gol: le sue giocate gli valgono anche l'esordio nell'Under 18 di La Rocca, da sottoleva. Quella sarà la sua categoria per la stagione successiva, dove incontrerà Fioratti in panchina. Nell'annata 2024/2025, Cacciamani fa qualcosa di davvero eccezionale: gioca in tre categorie diverse in una stagione sola. In campionato, con la sua categoria, fa faville: 17 partite, 12 gol. Un rendimento incredibile, nonostante sia solo a mezzo servizio. Questo perché Tufano non può non notare il talento che corre alle sue spalle e gli regala 18 presenze in Primavera 1. Nel frattempo, la formazione granata, - si intende la prima squadra - fatica a più riprese. Sulla panchina c'è Vanoli che tra mille peripezie conduce comunque il Toro alla salvezza con un anticipo molto ampio. Le ultime giornate sono scialbe: non c'è gioco, non c'è determinazione. Soprattutto, non ci sono obiettivi.

Chi può averli, invece, gli obiettivi? I giovani. Questo è un pensiero che Vanoli fa. E lo mette anche in pratica. Nelle ultime giornate di Serie A 2024/2025 sono tanti i giovani granata che trovano l'esordio in massima serie. Non si conta più Njie, parte integrante della squadra da diverso tempo; ma si contano, certamente, Perciun e Gabellini. Entrambi classe 2006, tra quelli più talentuosi della formazione Primavera. E poi c'è lui: Alessio Cacciamani. Classe 2007, prima esordisce alla terzultima di campionato, in casa, contro l'Inter. Poi gioca ancora a Lecce. Mezz'ora di gioco che, per un giovanissimo, sono davvero tanti. 17 anni e 316 giorni per un esordio in Serie A: è da top 10 sicura nella classifica del club granata.

La prima esperienza tra i "grandi": la Juve Stabia

"Il giorno dopo il Mamma e Papà Cairo un club di Serie B mi ha chiamato per Cacciamani. Quando mi hanno chiamato per lui, che ci ha fatto vincere lo scudetto con l'Under 18, ho dovuto lasciarlo andare a giocare, non potevo dire di no. Averlo ci avrebbe fatto molto comodo, ma come faccio a dire di no. Avrei fatto del male al ragazzo", ha raccontato Ruggero Ludergnani dopo l'ultima casalinga di questo campionato Primavera. Cacciamani, reduce dalla vittoria dello scudetto con l'Under 18, ma anche da un'esperienza in Primavera, ma anche da un esordio in prima squadra, è uno dei giocatori che hanno attirato le maggiori attenzioni. Quindi la richiesta del prestito e tutta l'umiltà del responsabile del settore giovanile granata che, con lui, ha fatto la scelta giusta.

"Ha giocato un campionato non alla grande, alla grandissima. Ha 19 anni, è un calciatore che al Torino non potrebbe che fare bene. Veramente è qualcosa di straordinario. Cacciamani è stato il miglior calciatore della Juve Stabia, nulla togliendo agli altri che pure hanno giocato al di sopra della sufficienza e anche del 7 pieno. Cacciamani è pronto per la Serie A, prontissimo”, ha spiegato ai nostri microfoni Adriano Mongiello, corrispondente sul club di Castellammare di Stabia per Radio Sportiva. Questo a far capire che stagione è stata in serie cadetta per il classe 2007: 36 partite, 2 gol e 2 assist. Un protagonismo assoluto come esterno a tutta fascia, un ruolo inedito per lui. Trovatogli, per altro, da Ignazio Abate: uno dei profili valutati da Cairo e Petrachi per prendere la guida tecnica del Toro da qui alla prossima stagione. Insomma, la prima esperienza tra i "grandi" è stata davvero positiva per il calciatore di Jesi, che ora sembra pronto per il grande salto.

La convocazione dell'Italia: attenzione

La convocazione da parte del CT ad interim, Silvio Baldini, è un traguardo eccezionale, arrivato a 18 anni e 359 giorni per Cacciamani che, anche in questa speciale classifica, entra a far parte della top 10 granata. La Nazionale maggiore accende le speranze di una piazza, quella granata, che aveva già messo gli occhi su di lui, con la carica di un tifoso e la preoccupazione di un genitore. Fare il passo più lungo della gamba, in questi frangenti, è un attimo: quel che occorre, oltre naturalmente al coraggio, necessario quando si ha a che fare con un talento del genere, è un pizzico di prudenza e una buona dose di pazienza.

"A volte possono mancare tutti. Si può scaricare la colpa sul direttore; però questi procuratori, questi genitori, le persone che gestiscono questi ragazzi devono essere bravi nella loro gestione. Non bisogna mai esaltarli più di tanto. Quando fanno bene devi far capire loro che quando vanno a giocare con gli adulti cambia", raccontava ai nostri microfoni l'ex responsabile del settore giovanile granata, oggi al Catanzaro, Massimo Bava. Il coraggio ci vuole, ma deve esserci un'importante unione di intenti tra tutte le parti in causa affinché il percorso di un talento vada nel migliore dei modi.

Il futuro di Cacciamani: "Tornare e restare al Toro"

Questo è quello che deve succedere con Alessio Cacciamani. A maggior ragione che il nostro calcio, quello italiano, sta vivendo uno dei periodi storici più bui, con tre Mondiali consecutivi di assenza, gestire bene i giovani è una necessità, oltre che un dovere. Lo è con i già citati Esposito e Camarda e lo è anche con Cacciamani. "Io sono arrivato a 15 anni nel vivaio e il responsabile Ludergnani mi ha subito spiegato gli Invincibili. Così ho capito quanto quella storia, se te la porti dentro, poi ti motiva e ti aiuta a dare sempre il 101%. Non ho mai vissuto il 4 maggio con la prima squadra: un motivo in più per tornare e restare nel Toro". Cacciamani ora sembra pronto a ritagliarsi uno spazio importante nella prima squadra del Torino. E, nel giorno del compleanno di Alessandro Buongiorno, non è poco.