Abate smentisce Cairo: "Quasi tutti a disposizione? Ma in difesa..."
Una sola frase, pronunciata nella sala stampa dell’Olimpico Grande Torino, è bastata ad Ignazio Abate per riaprire una frattura mai davvero saldata in casa granata. Nell'antivigilia della delicata sfida interna contro l’Udinese, il tecnico del Torino ha tracciato il bilancio di due settimane di sosta destinate, almeno nelle intenzioni e nelle rassicurazioni societarie, a cementare i meccanismi tattici e la tenuta difensiva del gruppo. Ma le cose, a sentire chi la squadra la allena ogni giorno sul campo, sono andate in modo decisamente diverso.
Abate smentisce Cairo: "Difesa al completo? C'era solo Biraghi"
"Durante la sosta abbiamo avuto a disposizione soltanto Biraghi: la difesa, di fatto, non c’è stata", ha ammesso l'ex Juve Stabia di fronte ai microfoni dei giornalisti presenti all'Olimpico. Un'affermazione forte che va a collidere con la linea comunicativa tracciata pochi giorni fa dal presidente granata Urbano Cairo. Il patron granata, infatti, aveva tracciato un quadro ben diverso: "Ora ci sono tre settimane di lavoro con quasi tutti, Abate ha voglia di dimostrare e di fare di più nel suo animo".
Cortocircuito dirigenza-squadra: reparto arretrato inesistente nella sosta
Tra dirigenza e staff si è consumato così un vero e proprio cortocircuito. Se da un lato il numero uno del club ha sbandierato una situazione ideale per giustificare le aspettative, dall'altro la voce di Abate ha riportato tutti a un crudo e inoppugnabile dato di fatto: tra chiamate in Nazionale (quattordici in tutto l'organico), indisponibilità e acciacchi fisici, l'unico elemento di ruolo presente al Filadelfia è stato l'ex capitano della Fiorentina Cristiano Biraghi. L'idea di un blocco difensivo al completo su cui lavorare per poter costruire una difesa solida a tre o a quattro (opzione tattica che lo stesso tecnico granata sta valutando di applicare fin dal primo minuto o a gara in corso) è rimasta un miraggio.
Abate vuole una squadra pronta: contro l'Udinese c'è voglia di risposte
Abate non ha cercato alibi per la gara con i friulani, chiedendo alla squadra mentalità, attenzione e personalità per evitare quei "gol subiti per disattenzioni stupide". Tuttavia, la sua precisazione fotografa le reali difficoltà quotidiane di chi deve assemblare e perfezionare un reparto in perenne emergenza e soprattutto ancora privo di continuità nell'arco dei 90'. Il messaggio al popolo granata e alla dirigenza è arrivato forte e chiaro. Se per Cairo la rosa arretrata era al completo a lavorare a Torino, per Abate il lavoro difensivo della sosta si è ridotto a una serie di sedute individuali con il solo numero 33. La palla ora passa al campo: contro l'Udinese servirà una risposta di carattere per far sì che le divergenze di vedute tra presidente e tecnico passino in secondo piano di fronte ad una prestazione solida e convincente.
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