D'Aversa, 100 giorni di Toro: punto o virgola?
Sono passati esattamente 100 giorni dal 23 febbraio 2026, una delle date spartiacque della stagione. Proprio quel giorno il Torino ha accolto un volto nuovo, quello di Roberto D'Aversa, arrivato con il compito di fare da traghettatore a una squadra che sembrava destinata a sprofondare.
Pisa SC v Torino FC - Serie A
Il Torino era infatti in piena emergenza: Baroni era stato appena esonerato dopo non essere riuscito a dare alla squadra né piglio né polso, lo squarcio tra tifoseria e dirigenza si era fatto ancora più profondo e la sensazione generale era quella di un pesante smarrimento. Anche la scelta di affidarsi a D'Aversa non aveva convinto del tutto l'opinione pubblica, che aveva accolto il suo arrivo con più di una perplessità. Una scelta che, invece, si è rivelata azzeccata. D'Aversa si è dimostrato l'uomo giusto, con i numeri che oggi parlano chiaramente a suo favore, tra cui figurano le zero sconfitte in casa (tra le altre, la Juventus, l'Inter poi campione e la Lazio all'esordio).
L'allenatore non ha perso tempo: si è calato immediatamente nella realtà granata e ha fissato fin da subito l'obiettivo principale: la salvezza. Per raggiungerla ha chiesto massimo impegno, spirito di sacrificio e un esame di coscienza da parte di tutti: "Nello sport e nei lavori di gruppo servono regole rigide e ferree, perché poi sono cose che si riportano anche dentro al campo" fu una sua dichiarazione. La squadra lo ha seguito e il traguardo è stato raggiunto in maniera relativamente serena, con diverse giornate d'anticipo. A rendere ancora più dolce il bilancio c'è poi il pareggio nel derby, un risultato che, considerando l'andamento delle stracittadine degli ultimi vent'anni, ha assunto un valore tutt'altro che trascurabile.
To be continued?
Dunque, che si fa? Il lavoro di D'Aversa è stato positivo, ma questo non basta a garantirgli la conferma. Il tecnico è arrivato con una missione precisa: salvare una squadra in piena crisi, e la missione è stata compiuta nonostante l'eredità di una rosa costruita da altri e reduce da mesi di rendimento ben al di sotto delle aspettative. D'Aversa ha trovato un gruppo sfiduciato, privo di certezze e appesantito da una lunga serie di risultati negativi. Il suo merito è stato quello di restituire equilibrio alla squadra portandola fuori dalle sabbie mobili: come un medico chiamato in causa, ha messo le bende alle ferite, curando l'ambiente e trascinandolo alla (accettabile?) salvezza.Ma la permanenza in Serie A rappresentava il punto d'arrivo del suo incarico, non necessariamente quello di un nuovo ciclo. Adesso il Torino deve guardare oltre, programmare il futuro e provare a costruire qualcosa di più ambizioso. È qui che nascono i dubbi. Nessuno mette in discussione il lavoro svolto da D'Aversa negli ultimi cento giorni, ma resta da capire se sia l'uomo giusto per guidare il prossimo capitolo. Per questo, nonostante i risultati ottenuti, il suo futuro in granata sembra in realtà poco probabile.
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