Gineitis resta, ma la concorrenza cresce: Abate ora ha più soluzioni
Gvidas Gineitis fin qui è stato una pedina fissa sulla scacchiera di Abate, venendo schierato titolare in tutte le partite tra campionato e Coppa Italia. Una conferma tutt’altro che scontata dopo un’estate sul mercato, con il Torino che aveva cercato anche centrocampisti dalle caratteristiche simili, facendo pensare a un suo possibile addio. Soprattutto con il Celtic che ha insistito fino all’ultimo giorno. Alla fine il lituano è rimasto sotto la Mole. A Firenze, però, è arrivato un segnale da non trascurare: Gineitis ha fatto una prova sufficiente, senza però lasciare il segno. Mandragora e Bragança, al contrario, hanno dato ad Abate nuove soluzioni.
Utensili diversi, la scelta è del tecnico
Nell'ultimo match contro la Fiorentina Rolando Mandragora è partito titolare, Daniel Bragança è entrato al 70’ proprio al posto di Gineitis. Con Fitz-Jim al loro fianco, i due hanno dato più qualità e controllo al centrocampo, mostrando ad Abate quanto siano cambiate le soluzioni a disposizione. Mandragora porta esperienza, personalità, inserimenti ed equilibrio, Bragança aggiunge tecnica, visione e qualità nel palleggio. Gineitis, invece, ha altre risorse: corsa, intensità, dinamismo e lavoro senza palla. Ed è qui che bisogna fare un ragionamento sul mercato: il Torino aveva cercato profili simili, valutando quindi anche l’ipotesi di lasciarlo partire, ma se Gineitis è rimasto, è perché quelle caratteristiche, forse, possono ancora servire.
Firenze non ha dunque necessariamente ribaltato le gerarchie, ma ha consegnato ad Abate una cassetta degli attrezzi più completa. Gineitis non è l’alternativa a Mandragora o Bragança: ha caratteristiche diverse ed è utile quando servono corsa, aggressività e lavoro senza palla. Gli altri due, però, possono offrire una qualità che in alcune partite può pesare di più. Per questo il posto del lituano non è perso, ma da qui in avanti andrà riconquistato. Se vorrà continuare a giocare con continuità, Gineitis dovrà infatti fare qualcosa in più, soprattutto in termini di presenza e capacità di incidere. Le sue caratteristiche restano utili, ma ora devono tradursi in un contributo più evidente. Il Torino ha più soluzioni e Abate può scegliere quella più adatta alla partita: il numero 66 granata dovrà fare in modo che, tra queste, la sua resti una delle prime.
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