Il centrocampo è un problema: a Pinzolo Luongo ha giocato al solitario e Petrachi...
Numericamente non si direbbe, ma il centrocampo del Torino è uno dei reparti che più necessita di interventi dal mercato. Ignazio Abate ha scelto di costruire la sua squadra attorno a una mediana a due, sia nel 3-4-2-1 sia nel 4-2-3-1, ma il ritiro di Pinzolo ha restituito più dubbi che certezze. L'unico ad aver davvero convinto è stato l'uomo più inatteso: Andrea Luongo. Il classe 2008 ha preso in mano le chiavi del centrocampo con personalità, qualità tecniche e una maturità sorprendente, dimostrando di poter reggere il confronto anche con i grandi. Attorno a lui, però, il vuoto è sembrato evidente. Tra infortuni, giocatori ancora indietro di condizione e altri che non hanno inciso, Abate ha faticato a trovare un partner affidabile da affiancare al giovane granata. Un segnale che il mercato non può ignorare: se il Torino vuole costruire il proprio gioco partendo dalla mediana, serviranno rinforzi in grado di alzarne il livello.
Anjorin e Ilkhan occupano più l'infermeria che la mediana
A Pinzolo c'erano, ma quasi esclusivamente da spettatori. Tino Anjorin ed Emirhan Ilkhan hanno trascorso l'intero ritiro in infermeria, senza riuscire a disputare nemmeno un minuto nelle tre amichevoli estive. Per entrambi soltanto lavoro differenziato, con lo staff medico impegnato nel tentativo di recuperarli il prima possibile. Un'assenza che ha inevitabilmente condizionato anche il lavoro di Ignazio Abate, rimasto senza due centrocampisti che avrebbero potuto rappresentare soluzioni importanti nella nuova mediana a due. Le situazioni, però, sono differenti. Se Anjorin continua a confermare i dubbi sulla sua tenuta fisica, ormai una costante della sua carriera, il discorso cambia per Ilkhan. Il turco era reduce da una stagione in crescita e avrebbe potuto candidarsi a punto di riferimento del nuovo centrocampo granata. Invece ha perso settimane fondamentali per assimilare i principi tattici di Abate e oggi riparte inevitabilmente indietro nelle gerarchie. L'inglese resta un'incognita sotto il profilo fisico, mentre il classe 2004 dovrà dimostrare di meritare la fiducia del nuovo allenatore. Nel frattempo, però, il Torino si ritrova con una mediana che, proprio nel reparto più delicato, continua ad avere più interrogativi che certezze.
Ilic spreca un'altra occasione, Gineitis fatica in regia
Infine, ci sono Ivan Ilic e Gvidas Gineitis, i due centrocampisti che si sono alternati al fianco di Andrea Luongo durante il ritiro. Il serbo aveva davanti l'ennesima occasione per rilanciarsi e convincere Ignazio Abate a puntare ancora su di lui. Invece, anche a Pinzolo ha dato la sensazione di essere un corpo estraneo: ritmi bassi, poca intensità e prestazioni spesso giocate con sufficienza. Un copione già visto negli ultimi due anni e mezzo. Il Torino continua ad aspettare offerte, ma finché non arriveranno Ilic rischia di trasformarsi sempre più in un peso tecnico ed economico per la rosa granata. Diverso il discorso per Gineitis, che ha confermato ancora una volta quali siano i suoi limiti. Il lituano resta un centrocampista prezioso per dinamismo, corsa e inserimenti, ma quando gli viene chiesto di impostare l'azione dal basso emergono tutte le sue difficoltà. La manovra rallenta, la qualità delle giocate cala e il Torino perde fluidità nella costruzione. In una mediana a due, dove tecnica e rapidità di pensiero sono requisiti imprescindibili, Gineitis rischia di andare in affanno. Più che un regista o un costruttore di gioco, continua a sembrare una mezzala adattata: un'altra conferma che, in quel reparto, ad Abate serve almeno un rinforzo di livello. Rinforzo che quasi sicuramente dovrebbe arrivare nelle prossime settimane, con Petrachi già al lavoro per garantire maggior qualità a un centrocampo che al momento si è rivelato non all'altezza.
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