Toro News Toro Approfondimenti La cessione di Njie, questione di modulo o soldi? Cairo scarica le colpe su Abate

La cessione di Njie, questione di modulo o soldi? Cairo scarica le colpe su Abate

Andrea Novello
Cairo spiega la cessione di Njie assegnando le cause al modulo scelto, ma è davvero così?

Ci sono cessioni che si spiegano facilmente e altre che, anche dopo le spiegazioni ufficiali, lasciano qualche domanda aperta. Quella di Alieu Njie appartiene alla seconda categoria. Il giovane svedese ha lasciato il Torino per trasferirsi alla Fiorentina, in un’operazione che può portare nelle casse granata una cifra importante. Una scelta che, inevitabilmente, porta a chiedersi quanto abbia pesato il progetto tecnico e quanto, invece, l’occasione economica. Cairo ha dato la sua versione, chiamando in causa soprattutto il modulo: "Lui ama giocare esterno, ma noi nel nostro modulo di oggi non ne abbiamo, in attacco: sarebbe stato molto sacrificato". Una spiegazione che, però, non si incastra perfettamente con quanto raccontato da Ignazio Abate pochi giorni prima della cessione. L’allenatore aveva parlato di Njie come di "un ragazzo di grandissimo talento", sottolineando il rapporto molto schietto con lui e aggiungendo: "Mi auguro che farà parte del gruppo di quest’anno". Non sembrava, insomma, il ritratto di un giocatore considerato fuori dal progetto.

Le colpe sono di Abate?

Ed è proprio qui che la questione diventa più complessa. Perché prima di usare il modulo per spiegare la cessione di Njie bisognerebbe capire quanto sia stata davvero una scelta di Abate e quanto, invece, una conseguenza della rosa costruita dal mercato. Il 3-4-2-1 era l’idea di partenza, con i trequartisti alle spalle della punta, ma il Torino è poi passato al 3-5-1-1. E allora la domanda viene naturale: Abate ha scelto di giocare senza esterni offensivi oppure si è adattato ai giocatori che aveva a disposizione? Se dal mercato non sono arrivati tutti gli interpreti necessari per il sistema iniziale, utilizzare oggi quel modulo per spiegare la partenza di Njie rischia di essere un ragionamento per liberarsi dalle proprie colpe.

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Njie, infatti, aveva caratteristiche che nel Toro non abbondano: velocità, uno contro uno, profondità e capacità di giocare largo. Cairo sostiene che sarebbe stato "molto sacrificato", ma appena prima della cessione Abate parlava di lui come di un giocatore di "grandissimo talento" e si augurava che restasse. Il modulo può quindi spiegare perché Njie avrebbe potuto trovare meno spazio, ma non basta a spiegare perché il Torino abbia deciso di cederlo. Soprattutto se quel modulo è cambiato e se la rosa non è stata costruita interamente attorno a esso. A quel punto resta il dubbio: Njie è partito perché non c’era posto per lui nel calcio di Abate o perché, davanti a un’operazione economicamente importante (16 milioni più 4 di bonus), il modulo è diventato la spiegazione più semplice?

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