Minestre riscaldate, chi torna con l'ex? Da Ferrante a Mandragora...
Il ritorno di Rolando Mandragora al Torino non poteva andare meglio: gol davanti al suo ex pubblico e, soprattutto, quella sensazione di aver già in mano le redini della squadra. Nei confronti del Torino ha dichiarato di avere un “conto in sospeso” e di essere tornato sotto la Mole proprio per questo. La stagione è ancora lunga, ma al di là dell’aspetto tecnico, ciò che serve alla squadra sono le capacità di trascinare il gruppo e di assumersi responsabilità. In una parola: leadership. Qualità che il centrocampista ha dimostrato di avere.
Mandragora, però, non è l’unico volto già conosciuto del nuovo Torino. Anzi, ce ne sono parecchi. Petrachi stesso è un esempio. “Papà è tornato”, direbbe Barney Stinson nella celebre sitcom How I Met Your Mother, e in qualche modo proprio il legame con il passato ha accompagnato alcune delle scelte più importanti del direttore sportivo. Infatti, in granata sono tornate figure che conoscono già bene l’ambiente e che oggi sono chiamate, in modi diversi, a riportarne dentro lo spogliatoio una parte della sua identità.
Abate, da calciatore del Toro nella lontana stagione 2008-2009, oggi è diventato l’allenatore. Gazzi, ieri guerriero della squadra di Ventura, oggi è il team manager. E poi Mandragora, dopo l’esperienza alla Fiorentina, e l’ultimissimo acquisto: Ricardo Rodriguez, ex capitano del Torino, arrivato da svincolato dopo un Mondiale giocato con la sua Svizzera, di cui è stato tra i protagonisti. Ci sono poi anche i giocatori rientrati dai prestiti, come Cacciamani e Pellegri. Il primo quest’anno è entrato con maggiore continuità nelle rotazioni e ha trovato anche spazio tra i titolari. Il secondo è invece fermo ai box e va monitorato. Poi, guardiamo lo staff. Anche qui, ci sono vecchie conoscenze: Diego Raimondi, ieri collaboratore tecnico con Mihajlovic, e Paolo Di Sarno preparatore dei portieri dalle giovanili fino alla squadra di Gian Piero Ventura, restando poi in ruolo fino al Torino di Juric.
“Ritorno”, dunque, è una delle parole chiave di questa stagione. Non soltanto nel senso di tornare indietro, ma in quello di ritrovare chi il Torino lo ha conosciuto, lo ha compreso, lo ha vissuto e, in qualche modo, lo ha fatto proprio. E che oggi può avere il compito di trasmettere qualcosa ai nuovi compagni. Nella storia granata ci sono stati diversi giocatori e uomini di società che hanno scelto di tornare. Alcuni hanno lasciato un segno, altri molto meno. Vediamone insieme qualcuno.
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