Toro News Toro Approfondimenti Un Toro al 50%: un ritiro diviso in due

Un Toro al 50%: un ritiro diviso in due

Andrea Novello
Il ritiro di Pinzolo è cominciato, ma è un Toro totalmente incompleto e che solo nella seconda settimana comincerà a riempirsi

È cominciato questa mattina il ritiro del Torino a Pinzolo. Un ritiro che, almeno nella sua prima fase, ha il sapore di un cantiere aperto: una rosa ancora lontana dalla sua versione definitiva, tanti giovani della Primavera chiamati a colmare i vuoti dell'organico e un mercato che deve ancora entrare nel vivo. I granata hanno salutato ieri il Filadelfia con il primo allenamento a porte aperte della stagione, prima di raggiungere in serata la località trentina. Oggi Ignazio Abate ha diretto la prima seduta di lavoro, iniziata in palestra e proseguita sul campo con le prime esercitazioni tattiche sul 3-4-2-1. L'attenzione, però, resta inevitabilmente rivolta al mercato. Petrachi è al lavoro per consegnare al tecnico una squadra più vicina possibile alla sua idea di calcio, ma tra reparti ancora da completare, giocatori destinati a partire e numerosi Primavera aggregati al gruppo, quello che ha iniziato il ritiro è un Torino ancora lontano dalla sua versione definitiva.

I convocati da Abate

Il tecnico Ignazio Abate ha convocato i seguenti calciatori per il ritiro di Pinzolo: Zakaria Aboukhlal, Wisdom Acquah, Faustino Anjorin, Come Bianay Balcot, Cristiano Biraghi, Matteo Brezzo, Alessio Cacciamani, Manuel Carrascosa, Cesare Casadei, Francesco Cereser, Saul Coco, Marco Dalla Vecchia, Alessandro Dellavalle, Ali Dembélé, Tommaso Gabellini, Gvidas Gineitis, Ivan Ilic, Emirhan Ilkhan, Ardian Ismajli, Zalan Kugyela, Sandro Kulenovic, Alieu Njie, Gaetano Oristanio, Alberto Paleari, Pietro Pellegri, Pasquale Pellicanò, Mattia Pellini, Romeo Sandrucci, Giovanni Simeone, Lapo Siviero, Duvan Zapata.

Il ritiro tra mercato, giovani e attesa

Guardando la lista dei 31 convocati di Ignazio Abate, salta subito all'occhio la presenza di circa una decina di giocatori della Primavera. Un dato che può essere letto da due prospettive. Da una parte rappresenta un'opportunità: il nuovo tecnico avrà la possibilità di osservare da vicino alcuni dei migliori talenti del vivaio granata, valutandone qualità e margini di crescita. Dall'altra, però, evidenzia una realtà ben diversa: il Torino è stato costretto a completare numericamente il gruppo con diversi giovani, sintomo di una rosa ancora lontana dall'essere completa. Il risultato è un ritiro che, almeno nella sua prima fase, vedrà un Toro inevitabilmente a metà. Soltanto dalla seconda settimana, infatti, la squadra inizierà ad assumere contorni più definiti. Da un lato potrebbero rientrare in gruppo i giocatori che stanno svolgendo un lavoro differenziato, come Aboukhlal, Pellegri e Anjorin. Dall'altro sono attesi i tre granata reduci dal Mondiale, Pedersen, Vlasic e Adams, che raggiungeranno il resto della squadra a Pinzolo. E poi c'è il mercato, il tassello più atteso ma anche il più incerto. Petrachi continua a lavorare soprattutto sul portiere e sui due difensori centrali richiesti da Abate. Solo quando anche quei vuoti saranno colmati si potrà davvero iniziare a intravedere una parvenza del Toro che il tecnico ha in mente per la nuova stagione.