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Calciomercato, dall’Empoli al Milan: quanto hanno speso le squadre di Giampaolo

Alberto Giulini

L’approfondimento / Dalla squadra già fatta di Empoli alle continue cessioni della Sampdoria: il tecnico ha dovuto fare i conti con diverse tipologie di mercato

"Ha avuto a che fare con diverse tipologie di calciomercato Marco Giampaolo, che ora sta chiedendo ai granata di acquistare un buon numero di calciatori già allenati in passato. Una scelta dovuta soprattutto ai tempi strettissimi per preparare la nuova stagione e ad una rosa che necessita di parecchi aggiustamenti. Negli scorsi anni il tecnico ha infatti dovuto fare i conti con sessioni di mercato completamente diverse.

"AD EMPOLI - Nel 2015/2016, quando è approdato sulla panchina dell’Empoli, Giampaolo ha saputo fare molto bene pur con un mercato molto limitato. Il tecnico aveva ereditato la squadra da Maurizio Sarri, che giocava con il suo stesso modulo, ma aveva dovuto fare i conti con le cessioni di Valdifiori ed Hysaj, due elementi fondamentali della squadra. A fronte degli 11,5 milioni derivanti dalle cessioni, i toscani ne investirono sul mercato appena 6,35. L’unico grande colpo fu Saponara, riscattato dal Milan per 4 milioni. E quell’Empoli, con un gran gioco, chiuse il campionato al decimo posto.

"PLUSVALENZE SAMPDORIA - Discorso molto differente per quanto riguarda il triennio alla Sampdoria, squadra che ogni anno ha ceduto i migliori giocatori investendo meno di quanto incassato. Da quando è approdato sulla panchina blucerchiata, Giampaolo ha dovuto fare i conti con le cessioni di giocatori importanti come Correa, Skriniar, Schick, Torreira e Duvan Zapata, sostituiti prevalentemente con giocatori giovani o scommesse, anche se pagati cifre superiori ai cinque milioni. Dal 2016 al 2019, la Sampdoria ha speso rispettivamente 39,65 milioni, 51 milioni e 55,20 milioni a fronte di incassi per 80,70 milioni, 71,45 milioni e 90,12 milioni di euro arrivando due volte decima ed una volta nona.

"PARENTESI MILAN - Mercato caratterizzato da grandi spese, invece, per quanto riguarda l’avventura sulla panchina del Milan. Nell’estate del 2019 i rossoneri hanno speso 104,5 milioni, di cui 24 relativi al riscatto di Franck Kessie, a fronte di 36,20 milioni incassati dalle cessioni. Cifre importanti sono state spese per giocatori come Leao (24 milioni) e Duarte (10 milioni) che non hanno però reso secondo le aspettative. Difficile tuttavia valutare l’esperienza milanista di Giampaolo: l’allenatore non è stato assecondato in tutte le sue richieste (soprattutto sul piano del modulo di gioco dato che avrebbe voluto un trequartista) ed ha dovuto lasciare la panchina dopo appena sei giornate.