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Motta legge la gara meglio di Juric: i cambi granata non incidono

Motta incarta Juric stanandolo in uno dei punti deboli del Toro che aveva individuato preparando la gara, inoltre i cambi granata non aiutano

Si ferma a tre partite la striscia di risultati utili consecutivi del Torino che a Bologna cade 2-0 e dà l'impressione di sciogliersi alla prima difficoltà facendo così dei passi indietro rispetto alla crescita mostrata nelle scorse partite. Il confronto tra i due allenatori amici ed ex compagni di squadra nel Genoa, viene abbondantemente vinto da Thiago Motta che soprattutto nella ripresa riesce ad avere la meglio sul collega e a portare a casa i tre punti. Ivan Juric invece prova a smuovere i suoi dopo il gol dell'1-0 ma i cambi non hanno inciso per nulla e i granata restano col cerino in mano. Il tecnico rossoblù si porta così in vantaggio negli scontri diretti contro il croato e il computo aggiornato adesso lo vede avanti con tre vittorie contro le due del granata.

Motta sfrutta bene i problemi di organizzazione del Torino

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Un grande merito di Thiago Motta è stato senza dubbio quello di riuscire a leggere la partita molto meglio di Juric. A gara in corso, infatti, l'allenatore rossoblù è riuscito ad eseguire gli accorgimenti giusti per migliorare la sua squadra e incartare il Toro che poi nella ripresa dopo essere passato in svantaggio non è riuscito a reagire. "Contro chi si chiude spesso abbiamo difficoltà perché non è facile affrontare dieci giocatori sotto la linea della palla - ha spiegato Motta nel postpartita - il Torino invece ti viene a pressare e ti lascia spazi dietro che devi sfruttare. Bisogna alternare quello che si fa in campo, altrimenti le squadre sanno come comportarsi". L'ex allenatore dello Spezia ha quindi saputo sfruttare una lacuna del Torino e infatti entrambi i gol sono stati costruiti in maniera simile con un paio di verticalizzazioni rapide utili per sorprendere il pressing alto del Toro.

Juric non riesce a dare una svolta alla partita: i cambi non incidono per nulla

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Il Torino si è facilmente sciolto e disunito dopo la rete di Fabbian e ha smesso di creare occasioni stanziando spesso nella metà campo avversaria come invece aveva fatto per lunghi tratti nel primo tempo. "Tutta la squadra ha giocato bene fino al gol. Giocando bene e muovendosi bene. Poi è mancata la reazione e anche i cambi non hanno dato una scossa. Prima dell’1-0 un Torino ottimo, poi un Torino sicuramente negativo", è questo il pensiero di Juric dopo il triplice fischio. Il tecnico croato si è accorto di questo problema e ha provato ad invertire la tendenza con alcuni cambi ma Vojvoda, Karamoh e Pellegri non hanno dato alcun apporto alla squadra e non si sono rivelati essere in grado di dare una sterzata alla situazione complicata. L'unico dei subentrati che ha provato a fare qualche inserimento è stato Gineitis ma anche lui in maniera un po' confusa e senza avere troppe idee chiare, quantomeno però ha dato dei segnali dimostrando di poter essere un giocatore utile alla causa. Chi sarebbe potuto essere determinante in questa circostanza è Radonjic. Il numero 10 granata sta però vivendo ai margini le ultime settimane e il passaggio al 3-5-2 lo ha penalizzato moltissimo escludendolo di fatto dall'undici titolare. Almeno nei minuti finali sarebbe però una carta preziosa e che ieri avrebbe potuto aiutare la squadra a cercare la rete del pareggio anziché subire il 2-0.


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