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Il Tema

Mourinho riprende Juric con la panchina: il granata paga le poche alternative

Andrea Calderoni

Il confronto tra i due allenatori dopo l'1 a 1 dell'Olimpico di Roma nell'ultima giornata di Serie A dell'anno solare 2022

“Mancavano i cambi giusti, considerate le assenze di Lukic, Aina e Schuurs”. Non può che partire con la riflessione di Ivan Juric il confronto tra l’allenatore croato e il suo collega José Mourinho dopo il rocambolesco 1 a 1 dell’Olimpico tra la Roma e il Torino. Per 70/75 minuti i granata si sono dimostrati superiori ai giallorossi e hanno fatto emergere tutti i limiti attuali dei padroni di casa. Nell’ultimo scorcio di gara, invece, le cose sono cambiate e la Roma ha messo alle corde l’avversario. “Fino al 70' abbiamo dominato - ha giustamente constatato Juric -. Poi è cambiata la partita e ci è mancata clamorosamente fisicità per reagire e portare il risultato a casa” (LEGGI QUI). Le tre partite in una settimana si sono fatte sentire, così come la mancanza di alternative. Ai tre sopra citati da Juric, bisogna necessariamente aggiungere Pellegri che figurava in panchina ma non poteva essere rischiato, essendo stato recuperato a mezzo servizio soltanto nelle ore appena antecedenti il match. L’impossibilità di una staffetta tra un attaccante e un attaccante nel momento del bisogno, quando cioè la Roma ha premuto sull’acceleratore per il forcing finale, si è fatta sentire.

Vojvoda fuori alla mezz’ora: decisione forte di Juric

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Juric ha inserito all’80’ Radonjic per Sanabria (il paraguaiano ha confermato pregi e difetti all’Olimpico: bravo come collante, disastroso sotto porta) e ha messo anche Adopo per Miranchuk al fine di dare un po’ di fisicità al suo Torino, ormai sulle gambe. Anche in mezzo al campo, in effetti, servivano forze fresche. Se ci fosse stato Lukic in panchina, sarebbe stato chiamato in causa sicuramente prima rispetto ad Adopo. In chiave difensiva il tecnico di Spalato non ha indugiato nel togliere Buongiorno una volta ammonito; per non rischiarlo l’ha subito sostituito con Rodriguez sul centrosinistra. Differente, invece, l’uscita di Vojvoda alla mezz’ora del primo tempo. Juric ha dato un segnale veramente forte: ha infatti tolto il kosovaro per scelta tecnica e ha puntato su Singo. Raramente in questo anno e mezzo al Torino Juric aveva optato per un qualcosa di così forte prima del duplice fischio. Del resto, il croato ha usato poche semplici parole per definire la prestazione di Vojvoda e per giustificare la sua prematura uscita, ovvero “non mi è piaciuto per niente”.

In attacco Sanabria dal 1’: scelta giusta?

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Continuando nell’analisi delle scelte, non è dispiaciuta quella di Sanabria dal 1’. È vero che non ha segnato e anzi ha sciupato due grandi chance clamorosamente, ma nello stesso tempo è stato funzionale alla costruzione e ha dimostrato che un centravanti a Roma contro la Roma serviva maggiormente rispetto a un falso nove. “In certe partite va bene giocare senza attaccante puro, in altre preferisco averlo - ha detto Juric -. Sanabria ha fatto molto bene ma ha sbagliato due gol in situazioni che poteva fare meglio. Si è trovato nella situazione giusta, peccato che ha sbagliato”. Il vero problema, come già sottolineato, è stato non poterlo sostituire con un altro attaccante nel momento di necessità. Forse, si poteva ragionare sull’inserimento di Karamoh al posto di Radonjic nel segmento conclusivo, considerato che con l’ex Parma si sta affrontando un percorso in tal senso. È evidente per come è andata la partita che le sostituzioni di José Mourinho hanno avuto un peso specifico notevole. Ha inserito Matic che ha segnato, Dybala che è entrato nell’azione del gol ed El Shaarawy che ha disputato un buon secondo tempo. Ha inoltre tolto uno spento Abraham per Belotti: l’esito non è stato quello sperato da Mourinho, complice l’errore dal dischetto del Gallo, ma poter fare staffetta tra l’inglese e l’italiano rende bene l’idea della profondità della panchina della Roma, soprattutto se rapportata a quella granata.