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Tutto e subito. Ma quanto è stato bello aspettare Abate?

Davide Bonsignore
I tanti cambiamenti, il periodo di ambientamento e infine i risultati: Abate rispedisce le critiche al mittente

Ignazio Abate è arrivato. Ai punti (10 nelle ultime 4 partite), alla terza vittoria consecutiva (come non accadeva dal 2019) ma soprattutto ai tifosi. E questa è la cosa più importante. Le splendide immagini dell'abbraccio tra i giocatori e la Curva portano un grosso merito del tecnico, che è stato in grado di farsi amare e di far amare i propri ragazzi. Ma non è stato tutto rose e fiori. Anzi...

Le tempistiche di critica e le tempistiche di svolta: aspettare Abate

Il campionato del Torino è cominciato con alcune difficoltà. E qualche tifoso ha iniziato a chiedere la testa dell'allenatore dopo pochissime partite. Tra questi chi sperava che il Torino prendesse la stessa, drastica, scelta della Fiorentina. “Sono stupidaggini. Abate è giovane, bisogna dargli il tempo di potersi esprimere. Intanto ha lavorato molto bene, è un allenatore che non si può discutere dopo qualche giornata. Certo, poi i punti sono importanti, diventano importantissimi. Però ci vuole del tempo”, ammoniva Serino Rampanti in uno dei primi "Parola al Mister" di questa stagione. Tra chi chiedeva l'esonero di Abate e chi voleva il ritorno di D'Aversa.

Ora che, con uno splendido senno di poi, possiamo parlare, con maggior lucidità - la stessa che si richiede a quei tifosi che criticavano nel fare un passo indietro - delle tempistiche che hanno travolto Abate. I tanti acquisti negli ultimi giorni di mercato, l'impossibilità di avere alcuni elementi a disposizione nelle prime partite, i quattordici convocati nella sosta. Ora, e solo ora, Abate può dire di conoscere bene i propri giocatori. E può farlo con la consapevolezza di chi, a differenza di quanto accaduto con Baroni, ha scelto di non abbandonare la propria idea di calcio nonostante le difficoltà. Le disposizioni in campo sono un po' variate, ma i precetti restano gli stessi.

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Abate: è stato bello aspettarti

"Bisogna attendere per dare giudizi definitivi, io ho sempre detto che ci vogliono sette/otto giornate", spiegava Rampanti nella stessa rubrica. E oggi, con quella consapevolezza, può dire: “Avevo ragione nel dire che bisogna sempre aspettare". Abate ha raccolto punti, risultati, sorrisi ed esultanze. Ora che si sta mostrando per le qualità che ha, chiunque, anche chi ne chiedeva la testa, può rispondere in maniera semplice alla domanda: "Quanto è stato bello aspettare Ignazio Abate?"

Tutto e subito: il grosso problema del calcio

Ma questa non è una questione che riguarda soltanto il Torino. È un problema che attanaglia l'intero mondo del calcio. La costante tendenza a volere tutto subito: risultati, bel gioco, conoscenze perfette. Quando tutto e subito non si può avere. "Il calcio è arte, non scienza", dice sempre Rampanti. E ogni allenatore ha bisogno di un certo periodo di tempo per comprendere al meglio il materiale umano con cui lavora. Pretendere subito la testa del tecnico, in molti dei casi, non è la scelta giusta. Gli ultimi risultati dicono che a Torino non lo sarebbe stata.
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