Toro News Toro Vlasic, croce e delizia: la Croazia viene eliminata in rimonta dal Portogallo

Vlasic, croce e delizia: la Croazia viene eliminata in rimonta dal Portogallo

Federico Marchesi
Sulla prestazione di Vlasic pesa la macchia del rigore causato per l'1-1 portoghese. Il granata però ha anche propiziato il vantaggio croato

Alla fine di un secondo tempo degno delle migliori sceneggiature, è il Portogallo di Cristiano Ronaldo ad accedere agli ottavi di finale dei Mondiali 2026. Giunge al termine dunque il percorso della Croazia, che ha saputo vender cara la pelle. Nella ripresa succede infatti di tutto. Alla fine a spuntarla sono i lusitani, ma la nazionale croata è stata autrice di una brillante partita, dall'alto livello emozionale. L'allenatore decide di lanciare ancora dall'inizio come tre trequartisti dietro alla punta Martin Baturina, Petar Sucic e Nikola Vlasic, che sarà protagonista di una partita dolcemara. A Toronto va in scena una gara pazza, soprattutto dal 45' in poi, con colpi di scena e continui ribaltamenti di fronte.

Una prima frazione a tinte portoghesi

E' un primo tempo di matrice lusitana, quello andato in scena a Toronto. La Croazia ha badato al sodo, difendendo e lasciando il possesso prevalentemente al Portogallo. Subito grande occasione per i portoghesi: al 4' buona discesa sulla sinistra di Leao che serve Bruno Fernandes. Sul tiro del centrocampista del Manchester United da centro area Livakovic si fa trovare pronto e respinge. La squadra del ct Martinez continua a buttare palloni insidiosi in mezzo dalle fasce ma il reparto offensivo non riesce a più riprese ad arrivarci e ad impattare. La Croazia emerge qualche minuto, a seguito dell'Hydration Break, ma è il Portogallo a rendersi ancora pericoloso. Due le azioni degne di nota prima dell'intervallo: ancora attento Livakovic su un cross dalla sinistra deviato e infine Leao spara alto nel primo di recupero, su uno spiovente nato dalla respinta di un cross di Pedro Neto. Predominano i lusitani, ma che restano poco incisivi. E' solo l'antipasto ad una seconda frazione folle.

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Gol annullati, rigore, pali e 3 reti: la regia di un secondo tempo al cardiopalma

Al rientro dagli spogliatoi la Croazia trova nuova linfa, diventando a larghi tratti padrona del campo. Si vede che è cambiata la musica sin nei primi giri di lancette della seconda frazione. La nazionale biancorossa sale in cattedra e confeziona due occasioni. Prima spunto di Kovacic, uno dei migliori in campo per i croati, in progressione, che salta un difensore e trova l'opposizione in calcio d'angolo di Diogo Costa. Sul corner, Vlasic approfitta di una respinta leggera di Leao, ma tira fuori. Al 53' si stappa il match: azione avviata da Matanovic, entrato ad inizio ripresa al posto di Budimir, la palla arriva al numero 10 del Toro, che serve Stanisic. Cross verso l'attaccante del Friburgo, deviato sul secondo palo, dove c'è Perisic da solo, che incrocia e buca l'estremo difensore portoghese. Vantaggio croato. Il classe '97 granata tre minuti dopo manda anche in gol Matanovic, ma è in fuorigioco sul suggerimento di Sucic. Al 58' tremano i biancorossi: gran controllo di Leao che tira a giro, con la traversa che salva Livakovic. Neanche un attimo di pausa, perché al termine di un contropiede perfetto guidato da Modric, Perisic trova la risposta di Diogo Costa. Al 61' CR7 si vede annullare una rete per una spalla in fuorigioco, dopo un clamoroso controllo su lancio da poco oltre il centrocampo.

A metà ripresa c'è l'episodio chiave che cambia l'andamento della partita: Vlasic ostacola Renato Veiga in area croata e l'arbitro va a rivedere al VAR l'episodio. Calcio di rigore per i lusitani, con Cristiano Ronaldo che riporta il risultato in parità. Chi pensa che l'inerzia ora sia tutta dalla parte del Portogallo, si sbaglia. Al 75' è ancora Kovacic a suonare la carica, centrando prima un palo e poi testando i riflessi del portiere del Porto. 60 secondi più tardi è ancora Diogo Costa a dire no a Matanovic. La Croazia continua a schiacciare i portoghesi, in un secondo tempo thriller, pieno di colpi di scena. A 10 minuti dal termine è ancora la volta di una rete annullata: Sucic si ritrova a tu per tu con il numero 1 portoghese e segna, ma, come nel caso di CR7, la marcatura non viene convalidata per la spalla del classe 2003 nerazzurro di poco oltre la linea dei difensori. All'89' il centrocampista dell'Inter mette in mezzo un pallone delizioso per il subentrato Mario Pasalic che sfiora il gol del 2-1 croato. Ma la rete del sorpasso giunge nell'area opposta al 94' con un'asse tutta milanista: Leao crossa per Goncalo Ramos, che stacca in mezzo a due difensori e fa esplodere di gioia i tifosi portoghesi. Pensate che sia finita qui? Neanche per sogno. 3 giri di orologio dopo i 10 minuti di recupero assegnati, Gvardiol, entrato per Vlasic, su sponda involontaria di Pasalic, fa 2-2 allo scadere. Sembra che a Toronto si debba andare ai supplementari, ma il direttore di gara viene richiamato ancora una volta al VAR, per valutare la posizione del classe '95 atalantino e la rete viene revocata. Triplice fischio e finisce in modo beffardo il sogno della Croazia di replicare gli ultimi due cammini virtuosi nella competizione.

Vlasic fa e disfa: zampino sul primo gol, ma anche rigore procurato agli avversari

E' durata 92 minuti la gara di Nikola Vlasic, che, proprio come contro il Ghana, ha lasciato il posto a Gvardiol verso la fine del match. E' stata una prestazione a due volti per il fantasista del Toro. Nella fase iniziale della ripresa ha partecipato alla scossa croata, entrando nell'azione del gol di Ivan Perisic e fornendo un assist per la rete di Matanovic, poi annullata. Ma è impossibile da scordare la trattenuta e l'ostacolamento su Veiga, che ha portato al rigore del Portogallo e il risultato sull'1-1. Il classe '97 è passato da eroe a croce e delizia nell'arco di cinque giorni. Il ct Dalic gli ha confermato la fiducia dopo il suo apporto essenziale contro la squadra ghanese, schierandolo di nuovo dal 1' nella trequarti croata e il numero 13 biancorosso ha dato il suo contributo fino a quello sciagurato calcio di rigore. Adesso per Vlasic c'è da smaltire la delusione e mettersi alle spalle quanto successo. Rientrerà presto all'ombra della Mole, con un contratto in scadenza nel 2027 e dubbi sul suo futuro ancora da dissipare del tutto. Ma l'intenzione pare chiara, almeno da parte del calciatore: mettersi agli ordini di Abate per provare a replicare la migliore annata al Toro targata 2025/26 e rivestire i panni di trascinatore e leader tecnico granata.