Il Torino verso il raduno, con il nodo Belotti ancora da sciogliere
Leave or remain? No, non è il quesito che ha accompagnato durante lo scorso inverno i cittadini europei alle prese con la Brexit. Piuttosto, invece, è il dubbio che attanaglierà i tifosi del Torino durante questo calciomercato che si pronostica rovente. Chi è il protagonista di questa vicenda? È presto detto. Stiamo parlando di Andrea Belotti, goleador e trascinatore della squadra di Mihajlovic che nell'ultima stagione ha realizzato la bellezza di 26 reti, attirando su di sè gli interessi di moltissime big europee. Dopo aver espressamente dichiarato il suo amore alla bella Giorgia, sposata a Palermo lo scorso 15 giugno, il gallo granata non ha ancora fatto il passo più atteso dai tifosi del Toro: quello in cui farà una volta per tutte chiarezza sul suo futuro.
Il futuro professionale di Andrea Belotti infatti è ancora un'incognita. Con soli 6 giorni che separano i giocatori granata (ancora alle prese con le vacanze) dall’inizio della nuova stagione, il numero 9 del Torino e della Nazionale Italiana non lascia trapelare nulla riguardo il suo futuro. Rimanere al Torino e provare a guadagnarsi il Mondiale da protagonista, o tentare il "grande salto" con poche certezze ma con tanta voglia di fare? Dovrebbe essere più o meno questa la domanda che passa nella testa di Belotti che, come dichiarato a più riprese da Mihajlovic, dovrà prendere una posizione netta in occasione del primo ritiro pre-stagionale. La preoccupazione del tecnico serbo e di tutta la dirigenza granata infatti, è quella di trovarsi nuovamente nella situazione che vide coinvolto Alessio Cerci un paio di anni fa. L'esterno di Valmontone, dopo un estate travagliata, fu infatti ceduto negli ultimi giorni di mercato all'Atletico Madrid lasciando nei guai il Torino a poche ore dal gong. Il destino del bomber bergamasco, che non più tardi di 7 mesi fa ha prolungato il contratto fino al 2021 con tanto di clausola da 100 milioni di euro, potrebbe dunque essere l’ennesimo rebus dell’estate del Toro.
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Urbano Cairo però, mai come questa volta confida di invertire il trend degli ultimi anni e nei prossimi giorni tenterà di convincere il ragazzo a restare provando a far leva sul progetto che vedrebbe il gallo vero e proprio fulcro della squadra. D’altro canto, non sono molte le società che potrebbero permettersi l'onere del costo del cartellino del giocatore. Ma chi è che avrebbe i fantomatici 100 milioni da investire? In Italia ci ha provato il nuovo Milan cinese, che nei primi giorni estivi si è spinto fino a 45 milioni più Niang, ricevendo un netto no da parte del Torino. Le insidie maggiori arrivano però dall’estero.
Il Paris Saint Germain dello sceicco Nasser Al Khelaifi ha messo sul piatto un'offerta allettante per il giocatore, ma d'altro canto Belotti potrebbe non essere convintissimo dall'ipotesi Ligue 1. Ci ha fatto più di un pensierino anche il Chelsea del magnate russo Roman Abramovich che, su diretta indicazione di mister Antonio Conte, aveva pensato al gallo prima di gettarsi con decisione su Romelu Lukaku. Anche il Manchester United di Josè Mourinho, che dovrà sostituire Ibrahimovic, avrebbe chiesto Belotti: sul piatto ci sono 80 milioni, l’offerta più alta fatta intravedere finora ai granata. Il 14 ci sarà la partenza per Bormio che sancirà il via alla nuova stagione. Per quel giorno, o giù di lì, il Gallo dovrà fare chiarezza sul suo futuro: per sè stesso, ma soprattutto per non mettere nei guai il Torino...
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