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Granata dall'Europa

Se steccano i solisti

Michele Cercone
Torna "Granata dall'Europa", di Michele Cercone: "Remi in barca per giocatori che non hanno più obiettivi: purtroppo, stagione dopo stagione, questa è una verità che da troppi anni i tifosi del Toro sono costretti a vivere"

La soporifera partita di Cremona non è certo destinata a restare nella memoria dei tifosi granata. I novantasei minuti di calcio (sic?) alla fine hanno prodotto pochissime emozioni e hanno confermato che per motivare i nostri pedatori non bastano da soli gli stipendi milionari regolarmente versati sui loro conti in banca. Lo sforzo di D'Aversa di trovare qualche elemento di ottimismo è commendevole, ma lascia il tempo che trova di fronte ad una partita abulica in cui i nostri hanno tirato per la prima volta nello specchio al novantesimo. Senza voler essere ingenui, è scontato che giocatori che non hanno più obiettivi tendano a tirare i remi in barca e, purtroppo, stagione dopo stagione, questa è una verità che da troppi anni i tifosi del Toro sono costretti a vivere. Dispiace che oggi a steccare siano stati soprattutto i solisti, che nelle gare guidate dal nuovo mister ci avevano invece abituato a qualche sprazzo di buon gioco. Speriamo che la gara abulica di Simeone non sia un primo segnale dell'addio del Cholito, anche viste le sue parole nell'intervista a Marca, in cui emerge la volontà di un rientro in Argentina. Lo stesso dubbio viene per Adams, che oggi ha fatto registrare una prestazione scialba, i cui demeriti vanno però condivisi con i compagni avanzati che non gli hanno fatto arrivare palle giocabili.

Per quanto riguarda il Che, non vanno dimenticate le modalità di reclutamento utilizzate da Vagnati, che gli ha offerto il Torino FC come trampolino per traguardi più ''alti'' (mai licenziamento fu più necessario, atteso e tardivo). Possibile che lo scozzese, che può contare sulla vetrina dei mondiali e che ha il contratto in scadenza nel 2027, possa voler cedere alle sirene della Premier. Il bilancio 2025 del Torino FC, in passivo per oltre dieci milioni di euro, aggiunge alle magliette dei due attaccanti un probabile cartellino del prezzo e li mette sotto i riflettori del prossimo mercato come possibili plusvalenze con cui ripianare parzialmente i conti in rosso. Anche Vlasic e' stato quasi invisibile con la Cremonese e per la prima volta dopo diverse gare brillanti ha fatto mancare il suo contributo in fase di costruzione. Per il croato il discorso sembra diverso rispetto ai due attaccanti, ed è probabile che voglia davvero continuare la sua avventura in granata, come ha ripetuto più volte ai tifosi che si sono accalcati alla Rinascente per incontrarlo. Anche per lui la discriminante saranno i prossimi mondiali, che potrebbero puntare sul numero dieci i fari di formazioni internazionali in cerca di talento ed esperienza. Della giornata 33 resta comunque il punto che permette di fare cifra tonda a quota quaranta (salvezza di fatto se non di diritto) e che ribadisce la capacità di D'Aversa di mettere a posto una difesa da tregenda che prima di lui prendeva 1,8 gol a partita e che nelle ultime sette gare e scesa a 1 di media con tre clean sheets. A parte l'impegno spasmodico del tecnico abruzzese (l'unico a giocarsi ancora qualcosa) dalle prossime gare non sembra esserci molto da aspettarsi, se non il proseguimento di questo lento scivolare sul piano inclinato di una stagione senza piu' niente da dare o da chiedere, che si aggiunge alla lunga lista delle occasioni e delle promesse mancante da una società che dei piani inclinati verso la mediocrità ha ormai fatto il suo marchio di fabbrica.

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