Sipario sul Premio Tenco 2026
E' sceso il sipario sul Premio Tenco 2026.
Ieri la terza serata è stata la più interessante ed emozionante: ha visto succedersi sul palco del teatro Ariston di Sanremo una serie di esibizioni indimenticabili.
Dopo l'apertura affidata alla pianista e cantautrice palermitana Giulia Mei, è stato conferito il premio Yorum, riconoscimento assegnato, con la collaborazione di Amnesty International Italia, agli artisti che lottano per i diritti umani.
Il premiato è stato Juan Carlos “Flaco” Biondini, leggendario chitarrista di Francesco Guccini, che ha offerto quattro canzoni che hanno incantato l'Ariston, avvolto da un silenzio concentrato e rapito. Due brani, Canzone per il Che e Scirocco, erano già noti al pubblico del cantautore pavanese e sono stati proposti in spagnolo, il terzo, Volver, classico di Carlos Gardel, è stato il più bel momento musicale di tutta la rassegna, e l'ultimo, La canzone di Sergio e Sergio, dedicata a Sergio Staino e a Sergio Secondiano Sacchi, direttore artistico del Tenco recentemente scomparso, è stato eseguito con l'autrice Claudia Crabuzza, un'occasione per gustare il tocco inconfondibile della chitarra di Flaco.
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Dopo l'assegnazione del premio operatore culturale allo storico Cesare Bermani (nei giorni scorsi un analogo riconoscimento era spettato ad Andrea Scanzi), è giunto il momento dei premi Tenco alla carriera.
Il primo è andato al cantautore Max Manfredi, che Fabrizio de André definì “il più bravo”, per le sue canzoni spiazzanti e illuminanti. Canzoni libere di un autore libero della grande canzone italiana, forse non ancora conosciute quanto meriterebbero.
A seguire, l'atmosfera si è trasformata quando è stato premiato Frankie Hi-Nrg Mc: il rap, genere che aveva già conquistato la targa Tenco per il miglior album dell'anno con Caparezza, si è preso anche uno dei premi alla carriera.
Fin dalle prime note di Quelli che benpensano, brano iconico dell'artista torinese, invettiva contro l'ipocrisia, poi per tutta l'esibizione, il pubblico ha potuto scatenarsi.
Nel bel mezzo dell'ultimo brano, Autodafé, si è inserito, in un simbolico passaggio di testimone fra le generazioni del rap italiano, Fabri Fibra che ha voluto omaggiare Frankie, suo maestro.
Poi il più giovane si è preso la scena e si è esibito in L'avvelenata (Pretesto), duetto virtuale con Francesco Guccini, presenza-assenza che ha dominato la manifestazione (che, del resto, aveva come sottotitolo Dio è morto).
In chiusura, l'ultimo premio Tenco alla carriera è stato assegnato al grande musicista napoletano Enzo Avitabile.
Il maestro, con ironia tipicamente partenopea, ha preso per mano il pubblico in un viaggio fra sonorità recuperate, strumenti musicali realizzati appositamente per generare melodie nuove eppure antichissime, che rendono la musica cultura e scoperta. Mai conclusione di spettacolo avrebbe potuto essere più vibrante e giocata su registri differenti: alla fine Avitabile ha fatto alzare il pubblico e lo ha fatto ballare sulle note di Meglio 'na tammuriata ca 'na guerra, in un coinvolgimento totale.
Miracoli del Premio Tenco, un'oasi nel corso dell'anno per ricordarci che, oltre l'Idiozia Artificiale che ci sta spegnendo a poco a poco, c'è ancora altro.
MARCO P.L. BERNARDI – Lasciarci le penne Autore di gialli, con "Cocktail d'anime per l'avvocato Alfieri" ha vinto l'edizione 2020 di GialloFestival. Marco P.L. Bernardi condivide con il protagonista dei suoi romanzi l'antica passione per il Toro e l'amore per la letteratura e la canzone d'autore. Nel marzo del 2023 è uscito il suo nuovo noir a forti tinte granata "Giallo profumo di limoni. L'avvocato Alfieri in un nuovo caso tra Torino e Sanremo" (Fratelli Frilli Editori).
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