Torna la rubrica "Lasciarci le penne" di Marco Bernardi
Si è svolta ieri la prima delle tre serate del Premio Tenco 2026, il massimo riconoscimento ai protagonisti della canzone d'autore italiana.
Nella serata inaugurale sono state assegnate le Targhe Tenco e si sono alternati sul palco, dominato da una splendida opera dell'artista messicano Javier Marìn, i vincitori. Proprio come nella scenografia di Marìn, colma di rimandi culturali e chiavi interpretative, è stata una full immersion in stili, sensibilità e sonorità diverse e stimolanti.
Due, a mio parere, i momenti culminanti: l'esibizione elegante di Carmen Consoli, premiata per il miglior album in dialetto, e quella travolgente di Caparezza, vincitore per il miglior album in assoluto.
La cantautrice catanese ha presentato brani del suo Amuri Luci: classe consueta, quattro musicisti, fra cui due archi, ad accompagnare la sua preponderante chitarra e la voce inconfondibile che nell'aspra dolcezza del dialetto siciliano raggiunge sonorità nuove. Esibizione intima, un ampio abito dorato a dominare la scena per un viaggio nell'anima che solo la profondità arcaica del dialetto riesce a far compiere.
Diametralmente opposto lo show di Caparezza, autentica installazione in cui si sono fusi musica, fumetto e danza per un'esperienza in cui i sensi vengono stimolati in un continuo crescendo.
Immaginazione e rinascita, o meglio la rinascita attraverso l'immaginazione, sono i fili ricorrenti e conduttori dell'album Orbit Orbit. E proprio orbit orbit è l'onomatopea dell'immaginazione secondo Caparezza, il suono dell'atto di immaginare, equivalente, spiega il rapper, al mumble mumble di chi sta riflettendo.
Nel penultimo brano l'artista compare sul palco trasportato da uno pterodattilo gigantesco: la scena è invasa da ballerini, cantanti e dagli ottimi musicisti. Il finale è introspettivo: il batterista, che incombe su ogni brano cadenzando ritmi e momenti, incarna il Tempo che passa. Nell' ultima canzone, Come la musica elettronica, Caparezza, seduto su una panchina, si confessa vecchio, ma non spaventato dalla nuova situazione che, in fondo, non fa che renderlo più forte.
Gli altri premi sono stati assegnati a Piji, miglior opera prima per l'album Sta registrando audio..., ad Avincola, miglior album di interprete per Avincola canta Carella, a Emma Nolde, miglior canzone per Quello che deve essere sarà e a Filippo Graziani, miglior album a progetto per 80 Buon compleanno Ivan (live in Teramo). Proprio Filppo Graziani ha offerto uno dei momenti più emozionanti della serata, interpretando la canzone del padre Scappo di casa, in cui echi della vocalità e della perizia musicale del grande Ivan hanno fatto vibrare l'Ariston.
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