Torna la rubrica di Marco Bernardi: "Lasciarci le penne"

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Un grande Gianluca Petrachi (VIDEO)

Seconda serata del Premio Tenco 2026, dedicata ai giovani e ai premi alla carriera.

Sul palco dell'Ariston si sono alternati i quattro finalisti che hanno conteso al vincitore Piji, apprezzato nella serata di giovedì, la targa per il miglior album Opera Prima, ai quali l'organizzazione dell'evento ha voluto offrire ampia visibilità. Si sono succeduti sulla scena Sara Gioielli, Santamarea, Francamente e Satantango. Hanno proposto sonorità e stili diversi: chissà che tra loro ci siano i protagonisti della canzone d'autore del futuro...

In qualità di ospite si è esibito il rapper campano Anastasio, vincitore di X Factor nel 2018, che ha interpretato brani del suo concept album Le macchine non possono pregare, racconto di un futuro distopico in cui l'uomo, alla ricerca di un profitto illimitato e privo di ogni briglia etica, evoca dalla rete, come un oscuro negromante, la divinità tecnologica che lo asservisce e lo porta a un passo dall'estinzione. L'eco dello sviluppo dell'intelligenza artificiale indiscriminata, che istupidisce le menti, si avverte forte e chiaro.

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Gran finale con le esibizioni degli artisti insigniti del Premio Tenco alla carriera, Paola Turci e Manuel Agneli con gli Afterhours.

Gli Afterhours, alfieri del rock alternativo, hanno proposto alcuni dei successi della loro quarantennale carriera, travolgendo la notte dell'Ariston con sonorità dure che hanno fatto tremare il tempio della musica d'autore. Nella prima serata c'era stato un antipasto, quando a Manuel Agnelli era toccato l'onore di inaugurare la tre giorni interpretando Lontano Lontano di Luigi Tenco, canzone che tradizionalmente dà il via all'evento e viene affidata ogni anno a una voce diversa.

Emozionante l'esibizione di Paola Turci, che si è presa il palco accompagnandosi con la sola chitarra e ha aperto il suo miniconcerto con Bambini, brano dolente sulle multiformi violenze subite dall'infanzia per colpa di questa terra di uomini, che nel 1989 le aveva fatto vincere il Festival di Sanremo nella categoria Emergenti.

Il momento più toccante della serata lo ha offerto proprio la cantautrice romana, omaggiando Francesco Guccini con l'interpretazione dell'Avvelenata. Il pubblico cantava e si commuoveva al ricordo del cantautore di Pavana che era di casa al Tenco: mancano figure come quella del Maestrone alla musica e alla cultura italiane. Ieri, nelle note del suo brano, ne risonava tutta l'assenza.

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