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columnist

È stato uno strazio

Gianluca Sartori

Editoriale / Campionato inspiegabile, società e squadra sono in debito coi tifosi

"Chiamiamo le cose col proprio nome. Il campionato del Torino è stato uno strazio sportivo. Un flop gigante e inimmaginabile per tanti motivi un anno fa di questi tempi. La salvezza centrata non era l’obiettivo minimo, ma qualcosa di ancora più basso nella scala delle priorità. È una ciambella di salvataggio per la faccia di tutti perché di tutti è la responsabilità di quest’annata così deludente. Presidente, società, giocatori, allenatori. Nella lista, l’ultimo per ordine di colpevolezza e l’unico ad avere alibi solidi è Moreno Longo. Gli altri sono tutti chi più chi meno degni di biasimo.

"Il sollievo la fa da padrone in casa Toro perché chi ha seguito le dinamiche dell’annata sa che la salvezza era tutto fuorché un risultato scontato. Una catastrofe sportiva come la retrocessione era ad un certo punto tutto fuorché un’ipotesi astratta. E il bello è che ancora oggi è difficile spiegare compiutamente come una stessa squadra possa passare dal fare 63 punti al farne 39 nel breve volgere di 12 mesi. Probabilmente la risposta più chiara l’ha data

Longo, quando ha detto che nel Toro ci deve giocare chi ci crede.

"Il Torino merita qualcosa di più di essere ritenuto una meta di passaggio, un momentaneo trampolino di lancio per le big. Ora serve un progetto nuovo; prendendo Davide Vagnati, il presidente Cairo ha fatto capire di voler voltare pagina. Serve un nuovo corso, aria pulita, facce nuove. Servono forti cambiamenti da apportare con lucidità, coraggio e decisione. Prima di tutto, però, sarebbe bello che i piani alti del club spiegassero alla piazza cosa è successo negli ultimi 12 mesi e quali sono i programmi per il futuro. Occorre parlare con chiarezza ai tifosi: dopo una stagione così, è il Torino ad essere in debito con loro.