Il derby dei veleni
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Quale stracittadina degli anni Venti fu battezzata il "derby dei veleni?" Riuscite a ricordarlo? Per quale motivo?
Chiunque mastichi un po' di storia granata non avrà problemi a rispondere subito alla domanda. Si tratta del derby che si disputò il 5 giugno 1927, in casa del Torino. I granata erano lanciati verso la conquista del primo tricolore. Le altre contendenti al titolo erano il Bologna e la Juventus.
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Proprio contro questi ultimi è a dir poco essenziale vincere per confermare il distacco e cementare la consapevolezza che il raggiungimento del titolo è impellente. All'inizio del match per i nostri sono dolori: il primo tempo si conclude con i bianconeri in vantaggio, grazie alle gesta di Vojak. Ma è sufficiente che Balacics e Libonatti tornino in partita per permettere che la musica cambi e il Toro guadagni una vittoria più che preziosa.
Nelle quattro gare restanti il Toro si conferma la squadra più forte ed è la legittima destinataria dello scudetto. Ma la gioia è di breve durata. Quando il nuovo torneo è iniziato, viene comunicata la revoca del titolo. Il motivo? Presunti e mai dimostrati atti di corruzione a margine del derby. Dirigenti granata e giocatori juventini appaiono coinvolti in un processo gestito in maniera autoritaria e ambigua. Il tricolore, per conseguenza, viene scucito dalle maglie del Toro. Ira, sdegno e umiliazione sono i sentimenti risultanti da un simile pastrocchio.
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Il 5 giugno 1927 la partita viene pertanto soprannominata "il derby dei veleni". Invano il Toro chiederà la restituzione del titolo legittimamente conseguito. Ma nel cuore e nella mente di noi tifosi, quel titolo c’è e non andrà mai via dalla nostra memoria.
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