Toro News Toro Approfondimenti Fiorentina-Torino 1-2, Abate Cam: Mandragora è l'alfiere, il cambio modulo è lo scacco matto?

Fiorentina-Torino 1-2, Abate Cam: Mandragora è l'alfiere, il cambio modulo è lo scacco matto?

Federico Marchesi
Ha inciso l'esclusione iniziale di Simeone? Si inizia a vedere la proposta del tecnico? Le impressioni date da Abate contro la Fiorentina

Dopo le due sconfitte consecutive nelle prime due uscite di Serie A serviva una scossa. Dopo la brutta eliminazione dalla Coppa Italia di martedì 1 settembre contro il Monza serviva una scossa. Dopo le impressioni che le prime partite di stagione avevano lasciato, lontane dalle parole spese e dalle promesse tattiche e tecniche fatte da Abate durante l'estate, serviva una scossa. Ed è arrivata. Come? Con una vittoria. Certo, non basterà la rimonta di Firenze per fugare i dubbi in merito ai vari aspetti ancora da sistemare del nuovo corso del Toro. E solo il tempo dirà se il primo successo del Torino in campionato, che porta la firma anche di Ignazio Abate, sia stato solo un fuoco di paglia, o il primo mattoncino di una lunga scalata. Ma intanto la vittoria c'è stata e rappresenta una pura boccata d'ossigeno per una situazione che rischiava di colorarsi sempre più di grigio, se non di nero. Invece Adams, con la sua zampata, ha riacceso la luce granata e ha fatto esplodere di gioia i sostenitori granata accorsi al Franchi per sostenere la squadra. E nella prestazione del Toro si sono visti anche sprazzi delle idee del nuovo tecnico. Dalle indicazioni emerse dalle scelte iniziali, dai cambi e dalle dichiarazioni post partita si può tracciare un quadro della gara dell'ex Juve Stabia.

La miglior difesa è l'attacco... o il miglior attacco è la difesa?

La formazione di partenza scelta dall'ex allenatore della Primavera del Milan ha subito evidenziato un aspetto. Abate ha scelto di cautelarsi e coprirsi, rimpolpando il centrocampo con l'inserimento contemporaneo di Mandragora, Fitz-Jim e Gineitis e avanzando Vlasic a ridosso della punta. Simeone? No, Ché Adams. Il tecnico campano ha deciso infatti di rinunciare al Cholito e dunque a un attaccante più di peso, in favore di un giocatore offensivo più mobile come lo scozzese. Un 3-5-1-1 travestito da 3-5-2. Per spiegare le scelte effettuate il nativo di Sant'Agata de' Goti si è espresso così: "Ma noi volevamo ricreare quel rombo dentro al campo. Per avere palleggio, per ritrovare un po' di solidità, che è mancata a tratti in queste due partite e arrivava anche da tre partite consecutive Simeone". E la mossa in parte ha pagato. Se è pur vero che il Torino non ha fatto stropicciare gli occhi in quanto a bellezza di gioco nel primo tempo, lo è altrettanto che ha dato prova di maggior solidità e controllo sul match, mostrando la volontà di fare la partita. E il 66% di possesso palla a fine primo tempo ne costituisce una prova. L'inizio del match ha però fatto riaffiorare per un attimo vecchi fantasmi, con la Fiorentina che ha sfiorato il vantaggio dopo 2 minuti, con una doppia occasione targata Mastantuono e l'ex della gara Njie. Ma i granata, tolto lo spavento iniziale, hanno messo in campo più equilibrio e sono riusciti, sviluppando la manovra, a imbastire qualche sortita offensiva degna di nota, rischiando decisamente meno rispetto alle ultime tre gare.
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Abate ha lasciato la sua impronta in corso d'opera: Belghali e il cambio modulo nel finale rivitalizzano i granata

Il blackout è una dinamica che al Toro non dispiace. Dopo due giri di lancette dall'inizio della ripresa arriva la doccia fredda. E la squadra di Abate si complica la vita da sola. Mateo Pellegrino, vera e propria bestia nera del Torino, con 6 gol in 4 partite contro i granata, scaglia di potenza un tiro verso la porta difesa da Perri. Il portiere brasiliano si tuffa ed è autore di un errore, che potrebbe indirizzare il match verso un nuovo incubo. 1-0 Fiorentina. E da lì, come anticipato, la luce si spegne, con 10 minuti circa di smarrimento per il Torino. Il tecnico granata però non si fa scoraggiare e reagisce con prontezza, cambiando le ali per permettere ai suoi di tornare a volare ed attaccare. La mossa avrà fatto storcere il naso a qualche tifoso: nel momento più delicato infatti, al 55', l'allenatore campano fa uscire Fortini e Cacciamani, uno dei più propositivi fino a quel momento, per far esordire in maglia granata i due nuovi esterni Belghali e Patterson. Ed è proprio l'ingresso dell'algerino-belga che scompiglia i piani della Viola e dà nuova linfa e brio alla fase offensiva del Toro. Corsa e imprevedibilità al servizio della squadra per il classe 2002, che riveste un po' i panni della mossa che fa saltare il banco. E dal suo piede arriverà l'assist che Adams all'82' saprà trasformare in oro per la rete del sorpasso. Al 70', a 20 minuti dal termine, arriva la seconda mossa che spariglia ancor più le carte in tavola. Entrano Simeone per Comuzzo e Braganca, anche lui all'esordio con il Torino, per Gineitis. Lo scacchiere granata si ridispone con un 4-3-1-2, il Torino prende sempre più campo e le pedine di Abate suonano la carica e iniziano a credere nella possibilità di effettuare lo scacco matto.

L'alfiere Mandragora è un toccasana per Abate e questo Torino: la rimonta passa soprattutto da lui

E chi se non lui, il migliore in campo, poteva rimettere in discussione le sorti del match? Rolando Mandragora prende sulle spalle la squadra e con grinta e sfrontatezza scarica una sassata alle spalle di De Gea, ricordando dalle parti di Torino che nel calcio è possibile tirare anche da fuori e segnare. Una rete di pregevole fattura, che segna lo spartiacque del match. E' vero che il Toro era in crescita, ma il bolide dell'ex Viola è servito per dar la carica definitiva ai granata. Sarebbe riduttivo quantificare l'apporto del centrocampista solamente con il gol. Il giocatore nato a Napoli è l'uomo ovunque del Torino ed è autore di una fase difensiva eccellente. E se l'alfiere può muoversi solo in diagonale, lui lo fa per tutto il campo, sapendo sempre cosa fare con il pallone tra i piedi. Il tecnico granata ha commentato così la sua prestazione a fine gara: "Era il tipo di giocatore che cercavamo nel mercato. Se vogliamo proporre, abbiamo bisogno di gente di grandissima qualità. E' un ragazzo che copre campo. E' un leader, che riesce a dirigere e ha una grandissima lettura". Aggiungendo poi in conferenza stampa: "Mandragora è un grande acquisto". Abate lo aveva definito nella conferenza di presentazione del match come il più pronto di tutti i nuovi acquisti. E difatti Mandragora lo è stato e ha ripagato la sua decisione di buttarlo subito nella mischia.

Adams completa la rimonta: la scelta di lasciarlo in campo per 90 minuti paga

A dare il ko definitivo alla Fiorentina è la giocata di classe di Chè Adams. Minuto 82: Belghali mette in mezzo un bel pallone. Lo scozzese la stoppa al volo con il sinistro e toccando prima di Joao Mario, insacca con il destro. Le due punte messe in campo dall'allenatore del Toro si rivelano l'opzione corretta, così come la permanenza in campo del numero 19 per l'intera durata della sfida. Il Torino mette poi in ghiaccio il risultato e porta a casa 3 punti fondamentali, dando prova che i dettami di Abate cominciano a dare i loro frutti, seppur ci sia ancora da aggiustare il tiro su tanti aspetti. Ma ora, testa bassa e pedalare. Il prossimo avversario dei granata sarà la Roma, che è reduce da un inizio monstre in Serie A. Adesso Abate potrà contare su una settimana in più per limare i difetti della propria squadra e per inserire meglio i nuovi arrivati. Contando su 3 punti in più in classifica e potendo ripartire dal carattere e l'orgoglio che i suoi ragazzi hanno messo in campo.
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