Grossa nota dolente nell'allenamento di Abate: tanta tattica, ma un'assenza...
Maniacale la precisione di Abate e dei suoi collaboratori nel preparare ogni situazione. Quel che stupisce da fuori è vedere il tecnico spostare alcuni giocatori anche soltanto di un metro: il posizionamento deve essere corretto al millimetro in ogni situazione. Così la seduta mattutina di mercoledì 22 luglio, in preparazione dell'amichevole contro l'Alcione Milano del pomeriggio, ha visto i granata studiare diverse situazioni, tra fase di uscita, fase di attesa e anche calci piazzati. Qui, però, un'assenza pesa e non poco...
Abate prepara i suoi: ecco le indicazioni
L'allenamento pre-amichevole di questo mercoledì di ritiro a Pinzolo ha visto il tecnico granata preparare i suoi su fase difensiva e fase in uscita. Prima Abate ha studiato i movimenti della squadra quando un'altra è in giro palla. Gli schieramenti che si sono affrontati (completi, 11 contro 11) si alternavano tra vari moduli, a partire dal 3-4-2-1 ma con movimenti da una parte verso il 4-2-3-1 e dall'altra verso il 3-5-1-1. Quindi il tecnico ha preparato, nella stessa maniera, la fase di uscita. Le richieste, di fatto, erano simili a quelle viste negli scorsi giorni, ma con una precisazione importante: il movimento del difensore centrale portante di palla è dettato dalla pressione. Se l'attaccante in pressione va diretto verso l'uomo, allora il centrale deve subito passare la palla, verso il centrocampista che allarga oppure verso il trequartista che scarica sul centrocampista. Oppure, in alternativa, se la pressione dell'attaccante è sullo spazio, il centrale ha la possibilità di allargarsi leggermente e alzarsi sulla linea del pressante, in modo da far avanzare la squadra."Isma altezza Kule", ripeteva Raimondi: se Kulenovic attacca lo spazio, Ismajli deve alzarsi sulla sua linea. Così la possibilità di ampliare gli spazi in uscita."Se il centrale accelera con il pallone, dobbiamo dare alternativa. Il trequartista centrale viene incontro e può scegliere lo scarico. O al terzino o al regista in base a chi è uscito della squadra avversaria", ha rimarcato Abate in più occasioni, sostenendo che i trequartisti siano "i più importanti in questa fase". Certo è, però, che al centrocampista è affidato il compito più difficile: trovare la posizione adeguata per garantire sia la verticalizzazione al difensore, così da girare rapidamente sull'esterno, sia lo scarico al trequartista, nel caso la verticalizzazione del centrale sia più avanzata. Non è un caso se, poi, a fine allenamento, Biglia abbia tenuto Luongo e Gineitis a lungo per chiarire alcuni aspetti.
Quindi, nella parte finale, la formazione granata ha preparato varie situazioni su calci piazzati, con cross provenienti dalla trequarti, dal centrocampo o dagli esterni, calci d'angolo compresi. Nei palloni centrali, la richiesta di Abate era di costituire quattro linee differenti, a partire dalla più arretrata: una linea a quattro, seguita da una linea a tre, quindi un elemento verso il limite dell'area e, infine, due giocatori a coprire il cross, simil barriera o pressing.
Tanta tattica, ma qualcuno non può prepararla
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