Serie A, la classifica delle rose "più fedeli": Torino solo al penultimo posto
Ecco di che cosa si tratta in questa specifica graduatoria sulla composizione delle rose del campionato italiano: solo il Venezia è dietro al Toro
Nell'ultima sessione estiva di calciomercato, il Torino è stato uno dei club di Serie A che ha fatto registrare il più alto numero di operazione in entrata e in uscita. Con l'avvento di Petrachi in inverno e di Abate a giugno, il nuovo progetto dei granata doveva per forza di cose partire dal mercato e infatti nella rosa attuale ci sono parecchi calciatori nuovi (o ritornati dopo un periodo altrove) che si apprestano a conoscere la realtà granata in questi primi mesi. Questo aspetto non è però certamente una novità in casa Toro e ha una conseguenza abbastanza ovvia ma che non va sottovalutata.
Torino FC v AS Roma - Serie A 2026/27
Poca continuità progettuale: tanti cambi di giocatori e allenatore
Come si apprende dalla classifica stilata da Transfermarkt, il Torino è soltanto al 19° posto in tutta la Serie A per "fedeltà" della rosa. Questa graduatoria è compilata facendo una media del numero di giorni consecutivi in cui ciascun giocatore dell'organico è rimasto nel club senza cambiare maglia. Inter e Napoli sono in testa e sono le uniche due squadre che superano i 1000 giorni medi, mentre il Toro è in penultima posizione con appena 322 giorni di permanenza media dei proprio giocatori all'ombra della Mole. Soltanto il neopromosso Venezia ha un dato inferiore in questa graduatoria. Impressionano anche le situazioni di altre società come Sassuolo, Udinese o Lecce che hanno quasi il doppio di giorni di permanenza media rispetto al Toro.
Il dato è preoccupante perché significa che un calciatore granata dell'attuale rosa è rimasto meno di un anno in questa squadra. Questo fenomeno è certamente dovuto anche al fatto che nelle ultime stagioni c'è stata poca continuità a livello progettuale con diversi cambi di allenatore (Vanoli, Baroni, D'Aversa e ora Abate in appena 24 mesi) e soprattutto di calciatori. Lo scorso inverno c'è stato poi anche l'avvicendamento in dirigenza con Petrachi che sta lanciando il suo nuovo progetto dopo aver preso il posto di Vagnati. Ciò ha come conseguenza il dove quasi sempre ripartire da capo ogni estate, rivoluzionando un gruppo e uno stile di gioco per ogni stagione.
Torino, questo scarso senso di appartenenza ha una conseguenza sul campo
Cambiare così soventemente gran parte della rosa ha però delle conseguenza spiacevoli sia in termini di senso di appartenenza dei giocatori verso la maglia (che è sempre un fattore a cui i tifosi del Toro tengono) che dal punto di vista della conoscenza tra di loro degli stessi interpreti che scendono in campo. Ottenere risultati positivi con un progetto che cambia ogni 6 o 12 mesi non è di sicuro la condizione ideale per fare bene e rischia di evidenziare ancora di più come il Torino venga visto da molti calciatori come una tappa intermedia per rilanciarsi o per consacrarsi prima del salto in una big. Questo spinge quindi ancora più nel difficile la gestione tecnica della squadra e potrebbe essere anche una delle spiegazioni per i continui affanni iniziali che i granata hanno affrontato negli ultimi anni. Anche Abate in questo inizio di stagione ha dovuto far fronte già a tre sconfitte nei primi cinque turni di Serie A e un'eliminazione dalla Coppa Italia, mentre sta cercando la formula per far esprimere al meglio tutti i numerosi elementi nuovi della sua rosa.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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