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la scossa granata

Uscire dalle sabbie mobili (granata)

Michelangelo Suigo

Torna "La scossa Granata" la rubrica di Michelangelo Suigo: "Basterebbe veramente poco per trasformare questo gruppo in una squadra che può dare fastidio anche alle grandi e restituirci l’orgoglio granata..."

A quasi tre mesi dalla (brutta) sconfitta al Grande Torino con la Roma nell’ultima di campionato, il Toro torna in campo sabato sera a Monza nel primo match ufficiale del campionato di Serie A 2022/2023.

Non c’è dubbio che questa sia l’estate più travagliata degli ultimi vent’anni per i granata, eccezion fatta per quella, drammatica, del 2005 (dopo la promozione ai playoff sul Perugia, il fallimento del Torino Calcio 1906, quello “targato Juve” di Cimminelli e Romero).

Eravamo partiti dalle dichiarazioni di Juric nel post match con i giallorossi (le ultime a nostra memoria del mister, il che la dice già lunga): tanta voglia di fare meglio, ambizione e visione. Si era addirittura sbilanciato, invocando dieci innesti, tra nuovi arrivi e riscatti. Ma questi ultimi non si sono concretizzati, tranne per Pellegri, nonostante la sua ferma volontà di tenere soprattutto Praet e Mandragora. E, per quanto riguarda i nuovi arrivi, tolto l’ottimo Radonjic (migliore in campo e anche a segno in Coppa Italia nella bella vittoria per 3-0 contro il Palermo), il promettente talento turco Ilkhan (ufficializzato ieri), l’esterno destro Lazaro e l’acerbo Bayeye, la situazione è ormai preoccupante.

Emblematici, poi, alcuni fatti. La lite furibonda tra il DS Vagnati e l’allenatore Juric, ripresa di nascosto da un telefonino e diventata virale su media e social network. E poi gli arrivi concordati e mai conclusi di Maggiore e Miranchuk. Una situazione davvero incredibile, che fotografa un palese scollamento nella società e non lascia presagire nulla di buono per il futuro.

Palese l’irritazione (eufemismo) di Juric. L’allenatore non ha convocato per l’esordio in Coppa Italia alcuni giocatori: oltre a Vojvoda e Zima, esclusi per problemi fisici, out Izzo, Verdi, Zaza, Edera, Millico e Horvath. Aver rinunciato soprattutto ai primi due, in un momento nel quale i cambi in difesa e nei trequartisti sono inesistenti, sembra un messaggio molto duro del tecnico alla società.

Conferme anche nel post gara, con i commenti lasciati al suo secondo, Paro, che è stato lapidario: “Il mister non vuole perder energie in discussioni. Sappiamo tutti che abbiamo perso otto giocatori importanti e bisogna sostituirli. Come staff speriamo che arrivino il prima possibile”. Lascia interdetti, poi, sentire Vagnati, sempre dopo Toro Palermo, dire ai microfoni di Mediaset: “Il mercato si valuta alla fine. Dobbiamo cercare di chiudere le operazioni al più presto, sappiamo quello che vogliamo fare. Non abbiamo reinvestito i soldi? Quanti giocatori abbiamo venduto? Solo uno, importante. Sapremo come reinvestire i soldi”. Siamo sicuri che qualcuno gli abbia ricordato che, ormai, il campionato inizia tra soli quattro giorni.

Tra l’altro non pare della stessa idea del DS il sito Transfermarkt, che registra i valori di mercato dei calciatori: quelli dei granata sono passati dai 212.900.000 € dello scorso campionato ai 116.600.000 € attuali, variazione che si traduce nel dato peggiore della Serie A: - 45,2%, come scritto da Toro News qui.

Certo, qualcuno potrebbe sostenere che mancano ancora tre settimane alla chiusura del mercato. Peccato che, nel frattempo, si svolgeranno ben quattro partite del campionato. E che all’esordio con il Monza mancheranno Buongiorno, squalificato, e Zima e Vojvoda, infortunati.

Pensare che, visti i risultati sul campo nel precampionato e nella prima uscita ufficiale, nonostante una rosa largamente lacunosa, si vede l’imprinting di Juric: il gioco, a tratti bello, fatto di verticalizzazioni e pressing, lo spogliatoio compatto al fianco del mister e tutti i tifosi granata dalla sua parte. Il rammarico è quindi ancora più grande: basterebbe veramente poco per trasformare questo gruppo in una squadra che può dare fastidio anche alle grandi e restituirci l’orgoglio granata.

In queste ultime ore, infine, si rincorrono voci su molte trattative in corso. Tra i tanti nomi sondati per rinforzare la difesa, Schuurs, Solet, Denayer, Pezzella e Wout Faes. Per la trequarti sembra in arrivo Vlasic. Mentre scriviamo, arriva la conferma che sarebbe stato trovato l’accordo con il West Ham per il forte trequartista croato. Dovrebbe arrivare al Toro in prestito con diritto di riscatto fissato a 15 milioni e al giocatore andranno 2,5 milioni l’anno (parte dello stipendio sarà a carico del club inglese). Parallelamente si starebbe sbloccando anche Miranchuk dall’Atalanta (fonte Gianluca Di Marzio). Tra gli altri nomi, si fa quello di Orsolini e in molti sperano ancora nel ritorno di Praet. Ma la strada per mantenere i buoni propositi della fine della scorsa stagione è ancora lunga, e il tempo per uscire dalle sabbie mobili e dare la scossa granata è (quasi) scaduto.

Manager, docente Luiss, esperto di comunicazione e Public Affairs, giornalista pubblicista col cuore granata. Michelangelo Suigo è un autore che per chi è avvezzo al mondo della comunicazione, specialmente se legata all’imprenditoria, non ha bisogno di presentazioni. Chi volesse approfondire il suo sterminato curriculum può farlo sul sito di Inwit, azienda di cui ricopre attualmente il ruolo di EVP External Relations, Communication & Sustainability Director. Ma soprattutto, per quel che attiene a questa rubrica, Michelangelo è un orgoglioso e genuino tifoso granata. 

Disclaimer: gli opinionisti ospitati da Toro News esprimono il loro pensiero indipendentemente dalla linea editoriale seguita dalla Redazione del giornale online, il quale da sempre fa del pluralismo e della libera condivisione delle opinioni un proprio tratto distintivo.