Cos'hanno in comune Mazzola e Combin?
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Valentino Mazzola e Nestor Combin hanno molto in comune: talento, genio, abilità di gioco ai limiti del divino. Ma c’è anche un altro aspetto che accomuna i due calciatori. Sapete riconoscere subito quale? Vi viene in mente? Si tratta di un dato curioso, una statistica di quelle che rendono la storia del Toro unica e irripetibile.
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Partiamo dal 1 giugno 1947. Il Torino sconfigge l’Atalanta per 5 a 3. La domenica successiva i nostri hanno la meglio sul Genoa, piazzando 6 gol e non subendone neanche uno. In totale siamo a 11 reti, di cui 6 realizzate da Mazzola. Clamorosa è la sequenza: 56’, 64’ e 66’ contro l’Atalanta. Con i liguri, invece, Mazzola tira qualche respiro in più e segna al 21’, al 28’ e al 46’. Bene. Facciamo un salto in avanti di vent’anni, il 15 ottobre 1967.
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Cosa accade? Nestor Combin si rende protagonista di una performance che eguaglia in numeri quella del suo insigne predecessore. Durante la partita del 15 ottobre, disputata contro la Sampdoria, “la Foudre” segna al 12’, al 36’ e al 90’, portando il Toro a vincere per 4 a 2. La domenica successiva invece, nel derby dedicato a Gigi Meroni, Combin segnerà al 3’, al 7’ e al 60’.
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Foudre deriva dal francese e significa “folgore”, l’equivalente del nostro fulmine. Non è un caso che il termine fu assegnato a Nestor Combin sin dai suoi inizi in terra granata, estate 1966. Solo lui era in grado di compiere certi tiri con il destro, animato da una precisione senza pari. I suoi tiri erano delle cannonate che nessun portiere al mondo poteva parare né voleva affrontare.
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