Toro News Toro Approfondimenti Torino in ritiro, si parte: Abate garibaldino a Pinzolo. Cosa aspettarsi?

Torino in ritiro, si parte: Abate garibaldino a Pinzolo. Cosa aspettarsi?

Davide Bonsignore
Il Toro è ufficialmente in Trentino, fino al 25 luglio: cosa può fare Abate in questo frangente?

Oggi è un'altra di quelle date, come tante ce ne sono in questo periodo, segnate in rosso sul calendario del Torino: archiviato il raduno, archiviato l'allenamento a porte aperte, archiviata la presentazione e la prima apparizione del nuovo allenatore davanti ai tifosi, si può finalmente parlare di ritiro. Il Torino è arrivato a Pinzolo, in Trentino, nella serata di ieri, domenica 12 luglio. Da oggi, primo giorno pieno, e fino al 25, per la formazione granata sarà un periodo ricco di studio, dalle idee del nuovo tecnico ai nuovi eventuali compagni, con la possibilità di mettere in pratica le nozioni in tre gare amichevoli. Ma cosa ci si può aspettare davvero dal ritiro?

Abate "garibaldino": la coperta del tecnico

Il punto di partenza che non si può fare a meno di considerare è il manipolo di uomini con cui Ignazio Abate si approccia al ritiro: una coperta davvero corta. Non è un caso se, nell'ipotetico undici che abbiamo tracciato ieri, figura Biraghi come braccetto titolare. Il lavoro che deve fare il tecnico granata in queste settimane assume connotazioni quasi garibaldine: cercare di infondere grinta, passione e mentalità seppure in un numero di giocatori a disposizione davvero esiguo. E, in fondo, l'obiettivo conclamato dal tecnico in conferenza stampa è proprio questo: “Un Torino riconoscibile, con grande identità. Vorrei un calcio propositivo in cui si cerca di dominare il gioco". E di preoccupazioni per la coperta corta, al momento, Abate non sembra averne: "Sappiamo benissimo quali sono i tempi del mercato. Non bisogna avere fretta ma andare sui profili più funzionali. Voglio una squadra coraggiosa, su quello non transigo”.

Petrachi conferma la linea: "Preferisco non essere pronto in ritiro, ma..."

La linea sposata dal tecnico è quella dettata dal ds: "Preferisco non essere pronto per il ritiro ma portare un portiere che possa essere un valore aggiunto per la squadra". Non comprare, dunque, giocatori giusto per raggiungere una percentuale di completamento a Pinzolo ma investire soltanto se il profilo individuato è davvero quello che fa al caso di Abate. E nel frattempo? Potrà avere spazio qualche giovane in più. "È vero che adesso siamo corti, ma perché non dare la possibilità ai ragazzotti che abbiamo di mettersi in evidenza e dimostrare di essere da Torino?", avanza retoricamente Petrachi.

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Torino a Pinzolo: cosa aspettarsi?

E allora, cosa aspettarsi realmente dal ritiro del Torino a Pinzolo? Sicuramente, come detto, una propositività giovanile. Abate, ancora neanche quarantenne, è arrivato anche con quest'idea: portare una ventata d'aria fresca al Torino. E la vicinanza con il ritiro della Primavera, a Spiazzo, unitamente ai giocatori direttamente integrati, non fa che alimentare questa sensazione. Certamente, poi, a maggior ragione che ancora manca un altro elemento sulla corsia mancina, si potrà vedere un grande protagonismo di Cacciamani.

E in quanto agli allenamenti sul campo, una volta conosciute le caratteristiche dei propri, al momento pochi, uomini, Abate proverà a sviluppare le proprie idee tattiche. Alcune di queste si sono già viste, parzialmente, all'allenamento a porte aperte. Il 3-4-2-1 sarà il modulo di partenza, la difesa dovrà avere un ruolo di contenimento ma anche di impostazione, con i due elementi da acquistare - e si spera arriveranno quanto prima - che andranno in questa direzione. Il centrocampo sarà composto da un doppio play, ma gli interpreti, tra i quali Ilkhan, Gineitis e Ilic - su di lui l'incertezza di un mercato sempre aperto -, dovranno imparare compiti di interdizione importanti. Gli esterni a tutta fascia saranno il fulcro della superiorità numerica difensiva e dell'aumento sostanziale delle possibilità offensive: i trequartisti, Vlasic - atteso ancora dalle ferie post-Mondiale -, Oristanio e Casadei, cercheranno soprattutto loro per fornire le punte in area o a supporto. Un Torino ridotto, ancora, numericamente. Ma ci si può aspettare che tutta la grinta mostrata da Abate in questi giorni possa essere tramandata anche ai pochi, momentaneamente, giocatori a sua disposizione.